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Zaia: ''Le mascherine rimarranno anche dopo il 15 giugno''. Per ''difendere'' Medicina a Treviso ''pronti a schierare l'artiglieria pesante contro il Governo''

Il presidente del Veneto ha spiegato che il ''virus ha perso virulenza e oggi abbiamo solo due persone in terapia intensiva per Covid-19''. Entro due settimane aprirà il tratto Malo-Valdastico della Pedemontana

Pubblicato il - 06 giugno 2020 - 15:20

VENEZIA. Avanti con le mascherine anche dopo le riaperture fissate tra il 15 e il 30 giugno, pronti ad andare fino in fondo contro il Governo italiano per ''difendere'' la facoltà di Medicina a Treviso e poi sempre più vicina la conclusione della Pedemontana. Con il livello del contagio ormai sotto controllo (''abbiamo certi giorni con numero di contagiati al di sotto dello 0,3 per 1000 abitanti - ha detto Zaia - che ci dà la dimensione da un lato che facciamo tanti tamponi ma anche che è diminuita la virulenza del virus. E le terapie intensive in Veneto, ormai, hanno solo 2 pazienti per coronavirus'') le conferenze stampa del presidente del Veneto spaziano sempre di più anche su altri argomenti.

 

Tra quelli del giorno c'è la partita sulla Scuola di Medicina di Treviso che dopo il via libera del 3 aprile scorso da parte del consiglio regionale ora è in stallo perché il Governo ha, giocoforza, dovuto bloccarne l'iter essendo non di competenza dell'apparato sanitario (e quindi regionale), l'avvio di una facoltà di medicina, ma dell'apparato dell'istruzione (e quindi nazionale). Una cosa che sembrava talmente lapalissiana da essere già stata superata, tanto che anche a Trento il via alla Scuola di Medicina con l'appoggio, tra gli altri, di Verona è stata gestita grazie alla competenza data dall'autonomia proprio in materia universitaria. 

 

E invece la questione, evidentemente, non era mai stata affrontata e così il Governo ha dovuto impugnare davanti alla corte Costituzionale la legge istitutiva della Scuola di Treviso. Per Zaia si tratterebbe di una sorta di lesa maestà da parte dello Stato: ''L'appello che faccio al Governo è di chiuderla subito questa partita. Leviamoci da queste discussioni che sono da burocrati. Era tutto già deciso, tutto pronto e ora vogliono fermarci? Se Roma deciderà di impugnare sappia che schiererò l'artiglieria pesante perché metto in campo tutti. Questo è un proiettile vagante che finisce per fare male a qualcuno. Stiamo attenti''. 

 

E poi ancora: ''E' stato un fulmine a ciel sereno. A Treviso già si fa scuola, volevamo portare i 5 anni totali. Ieri, quindi, ho chiamato il ministro Boccia che si è dimostrato disponibile. Ho l'impressione che sia una impugnativa più di qualche azzeccagarbugli degli uffici che della politica ma fino al 16 giugno, data in cui il Governo dovrebbe depositare l'impugnazione, abbiamo tempo per riuscire a dimostrare che la nostra azione è positiva. Penso che si riuscirà a trovare una soluzione. Quando si lascia troppo spazio ai tecnici queste sono le conseguenze''. ''A me non me ne frega niente - ha poi completato - dell'impugnativa. Noi andiamo avanti lo stesso e gli studenti si iscrivano perché l'anno accademico ci sarà''.

 

Poi il focus sulla futura ordinanza per far riaprire anche le ultime attività ancora chiuse. ''Sto concludendo una impegnativa ordinanza che spero possa comprendere tutte le attività - ha spiegato Zaia -: i cinema, gli spettacoli in generale, le fiere, le sale gioco e tutte le strutture che sono chiuse. La data di apertura è il 15 giugno se ci riesco ma comunque ho intenzione di chiudere le autorizzazioni sicuramente per gli ultimi di giugno. Questo è quello che vogliamo fare. Sull'uso della mascherina, voglio essere chiaro, non cesserà di esserci da metà giugno o fine giugno. Il tema del distanziamento, dell'igienizzazione e della mascherina resteranno. La mascherina lo sarà nei locali chiusi e all'aperto se ci saranno assembramenti come code al supermercato, o nei negozi.

 

Alcune battute anche sulla Pedemontana: Zaia ha ricordato che per dicembre 2020 saranno completati i 95 chilometri di infrastrutture. Come? ''Ponti, gallerie, le opere più impegnative sono già state completate e tra due settimane apriremo il tratto Malo-Valdastico che con quello Valdastico-Breganze porta a circa 20 chilometri la strada già percorribile. A quest'opera lavorano 1.600 persone - conclude il presidente - sono coinvolti 36 comuni, 14 caselli e smuove oltre 2 miliardi di euro. Sarà una rivoluzione: Bassano-Treviso in 20 minuti oggi sembra impossibile ma sarà così''.

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