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La Pat cede ai sommozzatori ''no green pass'': (solo) per loro tamponi gratis. Zeni: ''Così non funziona. Le ambiguità forniscono alibi e scuse ai no vax''

I sommozzatori ''no green pass'' non si sono vaccinati, non hanno fatto i tamponi a loro spese e hanno ottenuto il loro risultato: la Pat invece che fare pressione perché si adeguassero agli ordini di servizio ha ceduto garantendo il tampone gratuito, cosa che agli altri cittadini, come noto, non viene concessa. Zeni: ''L’alternativa all’obbligo vaccinale è il sistema attuale del Green pass che si base su un concetto molto semplice: chi non è vaccinato ha il dovere e l’onere di fare il tampone per tutta una serie di attività. Se il tampone lo paga l’ente pubblico (coi soldi dei cittadini), cade il sistema''

Di Luca Pianesi - 01 September 2021 - 19:25

TRENTO. ''Sui vaccini le istituzioni devono tenere una linea ferma e chiara, come sta facendo il governo Draghi. Le ambiguità favoriscono confusione e incomprensioni, fornendo alibi e scuse all’integralismo dei no vax''. Il consigliere provinciale del Pd Luca Zeni commenta così la decisione della cosiddetta Task force Covid della Provincia di Trento di dare, di fatto, una deroga ai sommozzatori che non si volevano vaccinare e non volevano pagare il tampone (7 su 18 di quelli operativi), come spetta a tutti gli altri cittadini per avere il green pass, garantendo loro il tampone gratuito.

 

Il tutto mentre proprio in queste ore la Pat procedeva alla sospensione di 560 operatori sanitari perché non si sono fatti vaccinare. La domanda è sorta spontanea a molti: perché ai sommozzatori che, in quasi un anno di tempo, non si sono messi in regola, verranno garantiti i tamponi gratis e a tutti gli altri no? La domanda, ovviamente, cade nel vuoto perché non c'è risposta se non quella che si cominciano a fare dei distinguo creando, in questo modo, dei pericolosi precedenti. Se si pensa, poi, che era stato fatto un ordine di servizio protocollato che impediva ai sub senza green pass di salire sull'elicottero per il soccorso la decisione di oggi pare ispirarsi al vecchio detto ''fatta la legge trovato l'inganno''.

 

I sommozzatori hanno tenuto duro, non si sono vaccinati, non hanno fatto i tamponi a loro spese e hanno mostrato a tutti che nelle condizioni in cui venivano messi (non operare con l'elicottero ma con i mezzi di terra) non erano efficaci nel loro servizio (invece che metterci 15 minuti a intervenire a Campione sul Garda, domenica ci hanno messo un'ora e mezza con il furgono via terra). E come nelle peggiori tradizioni alla fine hanno vinto loro: la Pat ha deciso che fino a fine settembre (fino alla fine del servizio, di fatto) garantirà loro il tampone gratuito facendo passare per fessi tutti quelli che si sono adeguati a ordini di servizio, raccomandazioni nazionali, impegni presi per la collettività.

 

''L’alternativa all’obbligo vaccinale è il sistema attuale del Green pass - spiega Zeni - che si base su un concetto molto semplice: chi non è vaccinato ha il dovere e l’onere di fare il tampone per tutta una serie di attività. Se il tampone lo paga l’ente pubblico (coi soldi dei cittadini), cade il sistema. Un mese fa il Consiglio provinciale ha approvato un ordine del giorni a mia firma che impegnava la giunta ad incrementare la promozione del vaccino e a attuare le sospensioni per il personale sanitario no vax. Nel frattempo l’assessore Bisesti ha dichiarato che “ci andrebbe cauto” sulla vaccinazione dei ragazzi e ora la giunta paga il tampone ai sommozzatori non vaccinati. Così non funziona, la linea va mantenuta ferma e chiara, specie in questa fase di proteste violente dei no vax''.

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