Contenuto sponsorizzato

Neve e vento, l'alpinista Simone Moro rinuncia alla vetta del Manaslu: ''I miei limiti e le mie capacità sono altamente inferiori a quelle della montagna''

Lo ha annunciato, spiegando i motivi, in un post sulla propria pagina Facebook. Ci aveva già provato nel 2015 e nel 2019. Ora la nuova rinuncia: “In questo 2021 voglio dire solo arrivederci”

Pubblicato il - 23 febbraio 2021 - 09:23

MANASLU. “Le condizioni della montagna e meteorologiche anche quest’anno mi inducono a rinunciare. I miei limiti e le mie capacità sono altamente inferiori a quelle della Montagna che ho incontrato in questi tre inverni. L’accettazione di questo mi ha permesso fino ad oggi di sopravvivere ai miei sogni e far prevalere la testa al cuore”. Sono queste le parole che usa in un lungo post su Facebook, Simone Moro, l’alpinista bergamasco specialista dell’alta quota, che nelle scorse ore ha deciso di tornare a casa dopo un nuovo tentativo di scalare Manaslu,  la montagna di 8.156 metri, che svetta nel cielo del Nepal.

 

Faceva parte della spedizione di Alex Txicon e non era la prima volta a tentare la salita in vetta. Ci aveva già provato nel 2015 e nel 2019. Ora la nuova rinuncia: “In questo 2021 voglio dire solo arrivederci”.

Una scelta, spiega, dettata soprattutto per le condizioni della montagna e meteorologiche. A richiederne enormi sforzi agli scalatori sono state le abbondanti nevicate che hanno, tra l'alto, aumentato il pericolo di valanghe ma anche un crepaccio diventato ostacolo difficile di percorso.

 

“Ho fatto parte di un gruppo fantastico, che mi ha accettato e permesso di interpretare la salita con loro mantenendo indipendenza e libertà – spiega Simone Moro - e questo è un merito e un grazie che voglio riconoscere ad Alex e al suo gruppo. Mai un disaccordo, mai una discussione, sintonia totale hanno confermato l’amicizia fraterna che ho e mantengo con Alex anche dopo questa mia rinuncia”.

 

Moro ricorda poi come l'inizio di questo 2021 sia già stato tragico e difficile per tutto l’alpinismo. Una situazione che ha portato a gestire anche per questa spedizione, emotivamente, un peso enorme di questi lutti di amici e compagni di cordata che dal K2 non sono più tornati. Una spedizione, quest'ultima, che tra l'altro ha visto impegnata anche Tamara Lunger, l'alpinista altoatesina che ha poi rinunciato mettendosi infine al sicuro. (QUI L'ARTICOLO)

Nel post pubblica su Facebook, Simone Moro spiega: “I crepacci che abbiamo incontrato sulla via normale a metà gennaio e la variante nuova che Alex e noi tutti abbiamo aperto ha consumato i giorni più belli e stabili che io abbia mai incontrato in tutte le mie invernali. Purtroppo quando la variante è stata ultimata, l’inverno al Manaslu era tornato quello di sempre, venti fortissimi in quota intervallati da qualche giornata di nubi e nebbie e le solite seppur quest’anno deboli nevicate. Il vento ha strappato dalle creste la neve e l’ha depositata sulla parte medio bassa della montagna e procedere è sempre stata una lotta con sforzi immani per aprirsi la traccia, affondando spesso fino alla pancia, anche con le racchette da neve calzate. Karl Gabl è stato il mio, il nostro compagno silenzioso di cordata. Oltre al suo bollettino anche altri meteorologi sono stati contattati e quasi sempre le previsioni hanno coinciso. L’uomo è imperfetto e vulnerabile e io sono il primo ad esserlo. Ricevuto l’ultimo bollettino da Gabl che prevede venti fortissimi oltre 175 km/h fino a inizio marzo ho deciso di continuare a dargli fiducia e preferire la rinuncia a una stoica resistenza oltre il mese di febbraio”.

 

Come già detto, a segnare lo stato d'animo dell'alpinista sono stati anche i fatti tragici che sono avvenuti sul K2 (QUI L'ARTICOLO). Anche da qui la decisione di rinunciare.

 

“L’inverno finisce il 20 marzo, lo confermo, il permesso che abbiamo però scade il 28 febbraio. Si può chiedere un’estensione e forse è ciò che Alex e i suoi compagni stanno valutando nonostante impegni professionali e famigliari. Ci ho pensato anche io, ma ho riflettuto sui segnali che il destino e le vicende tragiche di questo 2021 mi ha mandato. Ho fatto tutte le mie invernali tra il 21/12 e il 28/2. Perfettibili e migliorabili nello stile e modalità ma “inattaccabili" dal punto di vista temporale. Voglio continuare a mantenere questa caratteristica accettando quest’anno la terza rinuncia al Manaslu e le inevitabili (solite) critiche e attacchi personali frutto del regalo e dell'opportunità che i social hanno dato a tutti. Se i social regalano fama è giusto che dispensino anche critiche. Se pacate, educate e pertinenti le terrò come sempre in considerazione” continua Moro.

 

Un pensiero, infine, a chi lo ha seguito in questa spedizione. “Costoro sono la ricchezza che questa mia rinuncia non mi sottrae. Un pensiero va agli amici che ci hanno lasciato in questo inizio di 2021, non solo in Himalaya ma sulle montagne di casa e del resto del mondo. Concludo mandando energie positive e ringraziamenti ad Alex, Inaki, Eneko, Anna, Aitor, Phelipe, per i due mesi passati assieme. Li supporterò emotivamente e moralmente nelle decisioni che prenderanno nei prossimi giorni. Saranno sicuramente quelle giuste per loro. Un abbraccio e ci vediamo presto perché girare una pagina non significa terminare il percorso. Ho ancora troppa voglia d’azione e la lista dei sogni è lunga”.

 

Foto: Fb Simone Moro

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 04 marzo 2021
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

04 marzo - 19:53
Sono 226 le persone che ricorrono alle cure del sistema ospedaliero. Oggi comunicati 2 decessi. Sono 67 i Comuni che presentano almeno 1 nuovo caso di positività
04 marzo - 18:14

Si attendono le nuove classificazioni. La curva del contagio è in crescita a livello nazionale e la prospettiva è quella di diversi cambi di zona. Il Trentino dovrebbe restare in zona arancione e la Pat conferma l'intenzione di proseguire con la didattica in presenza al 50%

04 marzo - 19:16

Nuovi riscontri alla diffusione della variante inglese in Provincia, dopo il caso dei dipendenti della Cassa Rurale della Val di Fiemme anche 15 dipendenti di una fabbrica di Trento sono stati contagiati dalla stessa mutazione. Ferro: “La variante inglese ha una grande capacità di contagio soprattutto nei luoghi chiusi”

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato