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Sanità in Trentino, per Segnana va tutto bene. Demagri: "Da Trento alle valli mancano primari in reparti importanti. La Pat è in ritardo, a farne le spese i cittadini''

Mancano primari nei reparti di Medicina, di Pneumologia e di Malattie Infettive all'ospedale Santa Chiara. A Tione il primario di ortopedia sembra essere pronto a lasciare l'incarico e lo stesso vale per i vertici di radiologia di Trento e Rovereto. A Cavalese la primaria di ginecologia presto in pensione. La consigliera Demagri: "La coperta è corta e il tessuto era molto buono ma si sta lacerando"

Di G.Fin - 22 July 2021 - 06:01

TRENTO. Primari che mancano, ruoli apicali fondamentali per l'organizzazione dei reparti e delle unità operative. La Sanità trentina sta attraversando un momento davvero difficile. Non solo per il caso di Sara Pedri che ha scoperchiato un vaso di Pandora e messo in crisi un intero sistema ma anche per un puzzle che giorno dopo giorno sta perdendo pezzi fondamentali. “All'interno dell'azienda sanitaria si è creato un vuoto pericoloso per la mancata assegnazione di ruoli importanti” aveva spiegato nei giorni scorsi Paola Demagri che oltre ad essere consigliera provinciale ha nel curriculum anche l'importante ruolo di responsabile dei Servizi Infermieristici dell’Ospedale di Cles con un precedente anche nel coordinamento dei Servizi territoriali. 

 

Basta poco per capire la situazione di come l'Apss non sia in acque completamente tranquille. Se guardiamo all'ospedale Santa Chiara di Trento, mancano attualmente i primari dei reparti di Medicina, di Pneumologia e di Malattie Infettive.

 

“Queste strutture – ha spiegato Paola Demagri – hanno avuto un ruolo fondamentale durante la pandemia e sono stati bravissimi i sanitari che sono riusciti ad affrontare questa situazione senza avere una guida”. Manca anche un primario per l'Unità operativa Trentino emergenza 118 visto che l'attuale dottor Giorgio Folgheraiter è facente funzioni. 

 

Posti vacanti ai quali fino ad oggi non è stata data risposta. Nei giorni scorsi l'assessora provinciale Stefania Segnana, intervenendo in Consiglio, facendo intendere che non sono presenti criticità, ha parlato di riorganizzazione, di nuovi bandi e di assunzioni. Fino ad oggi, però, la situazione è ben diversa, le soluzioni non si vedono e sono numerosi i reparti che ne stanno risentendo.

 

Ci sono grosse carenze che derivano dall'immobilismo di una Provincia che non ha saputo in tempo prendere dei provvedimenti” sottolinea la consigliera Demagri. 

 

Ma la situazione non è migliore se si fotografa quello che sta accadendo nelle valli. A Tione il primario di ortopedia sembra essere pronto a lasciare l'incarico. “ E' un ospedale rappresentato politicamente da tre consiglieri e due assessori che in questo periodo non sono riusciti a valorizzarlo” spiega la consigliera. 

 

A Cavalese, invece, un altro importante vuoto arriverà  dal pensionamento della primaria di Ginecologia, essenziale per l'apertura del punto nascita. “Accanto a questa parte clinica assistenziale – spiega Demagri – abbiamo anche importanti carenze che arrivano dalla cosiddetta Tecno-struttura, cioè dal punto di vista amministrativo. Mancano anche in questo caso dei direttori. Sono 'anelli' fondamentale per il funzionamento dell'azienda sanitaria”.

 

Primari pronti a lasciare anche a Trento e Rovereto per i reparti di Radiologia, settori importanti per le decisioni cliniche.  “Oggi – continua la consigliera del Patt - la coperta è corta e il tessuto era molto buono ma si sta lacerando” 

 

MEDICI DI BASE
Capitolo a parte per i medici di base. Nei prossimi anni saranno decine e decine quelli che andranno in pensione. Sappiamo quanto sia importante il loro delicato ruolo per la cittadinanza.  Fino ad oggi, però, davanti a questa situazione difficile le soluzioni sono state insufficienti. 

 

“Rimango basita - spiega la consigliera Demagri - che solo in questi giorni sia stato fatto un incontro con l'Ordine. Sappiamo benissimo che sia i Medici che gli Infermieri si sono sempre messi a disposizione per un ragionamento. Già in passato in Commissione l'ex dg Benetollo aveva fatto sapere che avremmo perso decide di medici e la risposta già dovrebbe esserci. Vanno benissimo i bandi e i neo diplomanti ma non è sufficiente”. Una domanda che fino ad oggi non ha avuto alcuna risposta. “E' arrivato il momento di ripensare un modello organizzativo che sia diverso dalla convenzione”. 

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