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Terribile femminicidio a Cortesano, Ianeselli: ''Due donne uccise in meno di due mesi: rischiamo di non trovare più le parole''

Alla notizia del dramma che si è consumato a Cortesano, arriva anche l'intervento dell'assessora Stefania Segnana: "Siamo senza parole, siamo senza una ragione, perché ogni volta che una donna viene strappata alla vita dal suo compagno, è come se crollasse attorno a tutte noi quella casa che giorno dopo giorno stiamo faticosamente cercando di costruire"

La foto di Franco Ianeselli è di Niccolò Caranti, immagine tratta da Wikipedia
Di L.A. - 22 febbraio 2021 - 19:30

TRENTO. "Rischiamo di non trovare più parole adatte, non scontate, di fronte alle uccisioni di donne. Eppure credo che dobbiamo fermarci e trovarle. Dobbiamo interrogarci come maschi, come cittadini, come istituzioni". Queste le parole di Franco Ianeselli, sindaco di Trento. "Due donne uccise in meno di due mesi in Trentino".

 

A dicembre è stata uccisa Agitu Ideo Gudeta, etiope trapiantata in provincia da diversi anni per portare avanti la sua passione e la sua sfida: vivere in armonia con la natura e recuperare dall’estinzione la bellissima capra Mochena. In queste ore invece Deborah Saltori (Qui articolo).

 

"Oggi - aggiunge Ianeselli - è successo in un sobborgo di Trento, dentro la nostra comunità, in un luogo che può sembrare più sicuro di altri. E invece non è stato così. La strage non si ferma, ogni giorno. Rischiamo di viverla come lontana da noi ma non è così. Dobbiamo fermarci e capire come possiamo curare una società malata di violenza che produce maschi violenti che ammazzano mogli, compagne, fidanzate. Lo dobbiamo ad Agitu, a Deborah e alle loro famiglie".

 

Alla notizia del dramma che si è consumato a Cortesano, arriva anche l'intervento dell'assessora Stefania Segnana. "Siamo senza parole - commenta - siamo senza una ragione, perché ogni volta che una donna viene strappata alla vita dal suo compagno, è come se crollasse attorno a tutte noi quella casa che giorno dopo giorno stiamo faticosamente cercando di costruire. Spetterà agli inquirenti ricostruire il fatto che ha insanguinato un'altra volta il nostro sogno: quello di poter vivere libere e liberi dalla più odiosa forma di violenza".

 

Un ennesimo femminicidio in Trentino. "Spetta a noi cercare nella nostra coscienza la forza di ricominciare, subito, camminando accanto a questo nuovo dolore, per continuare a conquistare la fiducia di chi deve trovare il coraggio di chiedere aiuto. Per rivolgersi alla rete antiviolenza è importante chiamare i seguenti numeri: numero unico 112 e numero anti-violenza 1522".

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