Con la pandemia stanno calando le coperture dei vaccini “non Covid”. Ferro: “Diminuzione fino a 5 punti percentuali, usare gli hub per recuperare terreno”
Il calo delle coperture vaccinali riguarda l’Hpv, il pneumococco, l’herpes zoster, il meningococco ma anche morbillo, parotite, rosolia e il richiamo del vaccino contro la pertosse. Ferro: “Prima di smontare gli Hub vaccinali dovremmo utilizzarli nei prossimi mesi per raggiungere di nuovo buone coperture vaccinali”

TRENTO. I dati ufficiali non sono ancora stati pubblicati ma le anticipazioni sollevano una questione importante: con il Paese impegnato nella campagna vaccinale anti-Covid sono calate le coperture degli altri vaccini, compresi alcuni di quelli obbligatori. “I numeri definitivi devono ancora uscire ma i primi dati che mi sono arrivati dai Dipartimenti di prevenzione segnalano un calo di copertura che arriva fino a 5 punti percentuali”, conferma Antonio Ferro (dg dell’Azienda sanitaria trentina) in veste di presidente della Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica.
Proprio per questo fra le nuove raccomandazioni elaborate da una squadra di esperti della Società Italiana d’Igiene, alla cui stesura hanno partecipato anche la direttrice dell’Unità operativa igiene e sanità pubblica di Trento Maria Grazia Zuccali e lo stesso Ferro, c’è quella di recuperare tutte le altre vaccinazioni “non Covid-19”.
“Per quanto riguarda la prevenzione vaccinale prima di smontare gli Hub vaccinali dovremmo utilizzarli nei prossimi mesi per raggiungere di nuovo buone coperture vaccinali – osserva Ferro che poi aggiunge – queste strutture che sono stati utilizzate per il Covid ora devono aiutarci a recuperare le vaccinazioni dove è diminuita le copertura, come l’Hpv (virus del papilloma umano ndr), il pneumococco, l’herpes zoster, il meningococco ma anche il morbillo, parotite e rosolia”. Il calo riguarda anche il richiamo del vaccino contro la pertosse (dTp).
Ovviamente ciò non significa congelare la campagna in corso. Per la vaccinazione anti-Covid gli esperti della Società Italiana d’Igiene suggeriscono di realizzare una campagna informativa mirata, che metta in evidenza soprattutto i benefici della vaccinazione in termini di protezione per il singolo e non solo di aumento delle coperture vaccinali e somministrazione delle dosi booster.
“La comunicazione ai cittadini – proseguono – deve inoltre valorizzare maggiormente la straordinaria efficacia della campagna vaccinale nell’invertire la drammatica rotta della pandemia e aumentare la consapevolezza che il vaccino rimane l’unico scudo contro l’eventuale recrudescenza dei contagi”. In questo senso si auspica anche una presa di posizione più netta sul valore aggiunto della copertura immunitaria da vaccino rispetto alla protezione da malattia naturale, smitizzando che sia pericoloso vaccinare un soggetto guarito.
Infine, riguardo alla vaccinazione anti-Covid nei contesti lavorativi gli esperti mettono in guardia: “È necessario prevenire e presidiare i possibili conflitti fra lavoratori vaccinati e non vaccinati, al rientro al lavoro delle persone non vaccinate, sia alla guarigione dalla malattia da Covid-19 che alla cessazione dell’obbligo di vaccinazione e Super Green Pass”.


















