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| 16 feb 2022 | 15:43

Concerto Vasco Rossi, “Danni irreversibili per un evento effimero, ci guadagnano solo il cantante e il suo entourage”. L’affondo di Italia Nostra contro la Giunta Fugatti

Italia Nostra contro il maxi-concerto di Vasco Rossi a Trento: “I soli a trarne sicuro profitto sono il cantante e il suo entourage, il governo provinciale si è improvvisato impresario musicale, ma perde tempo e investe cospicue risorse pubbliche quando ci sarebbero problemi ben più gravi e urgenti da risolvere”

Concerto Vasco Rossi, “Danni irreversibili per un evento effimero, ci guadagnano solo il cantante e il suo entourage”
di T.G.

TRENTO. “Danni irreversibili per un evento effimero”, così l’associazione di Italia Nostra entra a gamba tesa nel dibattito per il concerto di Vasco Rossi. Dopo le polemiche che hanno superato i confini provinciali (con tanto di interventi per rendere più complicato accedere alle informazioni) e le minacce denunciate dal funzionario della polizia amministrativa che doveva valutare la sicurezza dell’evento, ora interviene anche l’associazione ambientalista.

 

“Siamo certi che un concerto di Vasco Rossi possa essere un’occasione di svago per molti trentini – osservano da Italia Nostra – ma è quantomeno dubbio che apporti un significativo contributo alla loro evoluzione culturale. Non si comprende, quindi, perché il governo provinciale s’improvvisi impresario musicale, perda tempo e investa cospicue risorse pubbliche quando avrebbe problemi ben più gravi e urgenti da risolvere”.

 

Secondo l’associazione il raffronto tra spese e ricadute sul territorio paventato dai vertici provinciali è inverosimile: “I soli a trarne sicuro profitto sono il cantante e il suo entourage, basti dare un’occhiata all’accordo in cui la Giunta provinciale s’impegna a organizzare ogni dettaglio, inclusi l’elitrasporto, l’ospitalità gratuita per tutti gli addetti, l’acquisto dei biglietti invenduti e persino la dedica al divo di un luogo pubblico, a perenne memoria dell’evento”.

 

Insomma per Italia Nostra si tratta di “un pessimo affare” che si tradurrebbe in “un danno per la collettività, forse generato da un’ansia provinciale, da un complesso d’inferiorità che si vorrebbe superare scimmiottando imprese che, se altrove appaiono di dubbia utilità, in Trentino sono del tutto insensate”.

 

Nel mirino anche la Trentino music arena per la quale sono stati sacrificati 27 ettari di campagna “non solo un ingente consumo di prezioso suolo agricolo ma anche la dissennata erosione dell’ultimo frammento di campagna che separa Trento da Mattarello, ormai prossimi a fondersi in un unico mostruoso continuum suburbano lungo più di 17 chilometri”. Per l’associazione il terreno doveva rimanere agricolo: “Prima le caserme dell’esercito, poi un ospedale, lo stadio e adesso la Trentino music arena. Ma una volta concluso l’evento – si domandano da Italia Nostra – che si farà di un luogo attrezzato per ospitare un quarto della popolazione trentina? (QUI la proposta del sindaco di Trento)Siamo proprio certi che trasformare quell’ultimo tratto di campagna in una sorta di Woodstock permanente sia un’idea intelligente? Non s’era detto di smettere di consumare suolo agricolo? Non s’era detto che il paesaggio va rispettato?”.

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