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| 28 mar 2022 | 16:36

In due Comuni della Val di Cembra “4mila cittadini senza un pediatra”, il Pd: “Cosa intende fare la Giunta?”

Gli abitanti dei Comuni di Altavalle e Cembra-Lisignago hanno inviato una lettera alla Pat e all'Azienda sanitaria per chiedere la riapertura degli ambulatori pediatrici per i Comuni di Altavalle e Cembra-Lisignago che, dicono i cittadini nel loro intervento, sarebbero scoperti dallo scorso marzo

In due Comuni della Val di Cembra “4mila cittadini senza un pediatra”, il Pd: “Cosa intende fare la Giunta?”
Foto da Wikipedia di Syrio

VAL DI CEMBRA. Riapertura ambulatori pediatrici per i Comuni di Altavalle e Cembra-Lisignago, dopo la lettera dei cittadini alla Pat interviene il Pd: “Cosa intende fare la Giunta provinciale?”. Il consigliere dem Alessio Manica ha infatti presentato un'interrogazione in Consiglio, chiedendo all'assessora Segnana “cosa intende fare per dare una risposta concreta alle famiglie cembrane?”.

 

Dopo il pensionamento della storica pediatra sulla sponda destra della Val di Cembra nel marzo 2021 infatti, hanno scritto i firmatari della lettera: “La dottoressa è stata rimpiazzata da una collega che ha risposto ad un concorso dell'Azienda sanitaria indetto per l'ambulatorio del Comune di Giovo, lasciando scoperti gli altri due grossi Comuni sulla sponda destra, Altavalle e Cembra Lisignago. La nuova pediatra ha dato disponibilità in via eccezionale ad aprire un pomeriggio a settimana l'ambulatorio di Cembra, altrimenti tutte le famiglie che ne hanno bisogno devono recarsi a Verla di Giovo (Grauno, il paesino più lontano, dista più di mezz'ora di auto). Parlando di cifre, due comunità che insieme contano circa 4.000 abitanti sono prive di un medico pediatra”.

 

Insomma, dice Manica: “Il presidente Fugatti e la sua Giunta da anni sostengono di voler rafforzare la sanità territoriale, o addirittura di averlo fatto davvero, eppure non passa giorno senza avere notizia in ambito sanitario di disservizi, chiusure, carenze di personale, opere interrotte, progetti annunciati e mai avviati, soprattutto con riferimento proprio alle valli e alle zone più periferiche. Lo dimostra bene anche la carenza del servizio pediatrico in Val di Cembra”. Ed è partendo proprio da queste considerazioni, dice il consigliere, che è nata l'interrogazione nella quale Manica chiede alla Giunta se sia a conoscenza della situazione e “in che modo intenda adoperarsi per risolvere il problema e rispondere concretamente alle preoccupazioni sollevate dai firmatari”.

 

La lettera dei cittadini prende il via proprio da un commento di Fugatti, nel quale il presidente della Pat parla dell'impostazionerivoluzionaria” della nuova visione della sanità trentina, che vedrebbe al centro proprio “la sanità territoriale”. “Un'idea nobile e condivisibile – scrivono i firmatari dell'intervento – in un territorio come quello trentino, montano e a volte disagevole, che necessita di reti capillari per fornire di servizi i centri più remoti. L'idea di fondo, dunque, è quella della distribuzione dei servizi sanitari sul territorio al fine di garantire equità di accesso alle cure a tutti i cittadini. Di fatto però, noi e i nostri bambini ci siamo visti privare di un servizio essenziale come la presenza costante e stabile sul territorio di un pediatra, che smentisce i buoni propositi della politica”.

 

“Come famiglie – si legge nella lettera - riteniamo che questa sia una gravissima mancanza a livello territoriale: siamo già una valle sprovvista di moltissimi servizi, a tratti disagiata e lontana dalla città. Chi sceglie di vivere in questi luoghi è consapevole delle rinunce e delle fatiche che deve affrontare, e le accetta volentieri preferendo una buona qualità di vita e di relazioni che offre la vita dei paesi di montagna. Questo però non significa che dobbiamo rinunciare ad un servizio essenziale e irrinunciabile come quello della tutela della salute dei nostri figli”.

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