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| 05 dic 2023 | 16:39

"Fai la fine di quella di Vigonovo". L'orrenda frase pronunciata da un genitore nei confronti di una giovane arbitra di pallacanestro durante un match Under 17

Chiaro il riferimento alla tragica vicenda di Giulia Cecchettin. In tribuna era presente anche il padre della direttrice di gara 17enne. "Gli ho detto: stia zitto, sono il padre dell'arbitro. Si vergogni, quella frase è bruttissima. Poi mi sono allontanato, sconvolto e arrabbiato e non ho pensato di chiamare subito le forze dell'ordine. Avrei dovuto. Mi riservo di presentare denuncia". Intanto la Fip annuncia provvedimenti esemplari e arrivano le scuse del Cittadella Brenta Gunners

"Fai la fine di quella di Vigonovo"

PADOVA. "Fai la fine di quella di Vigonovo". Una frase terribile, d'inaudita violenza, pronunciata da un adulto nei confronti di una ragazza, nella fattispecie la giovane arbitra di una partita giovanile di pallacanestro.

 

Il contesto è quello del campionato Under 17 Silver veneto: in campo al "PalaCamin", nella prima periferia di Padova, ci sono i padroni di casa della Pallacanestro Camin e gli ospiti del Cittadella Brenta Gunners, appaiate in testa alla classifica. I padroni di casa, che poi s'imporranno nettamente per 83 a 56, prendono il largo e, allora, come accade tristemente troppo spesso in occasione delle partite giovanili (di quasi tutti gli sport), gli "pseudo tifosi", per la maggior parte genitori, inveiscono nei confronti dell'arbitro, in questo caso una ragazza 17enne, dunque coetanea dei giocatori che si stavano affrontando sul parquet.

 

Un crescendo d'insulti "classici" (che tristezza, lasciatecelo dire) e poi l'orripilante frase pronunciata dal papà di uno degli atleti del Cittadella Brenta Gunners: "Fai la fine di quella di Vigonovo", con chiaro riferimento alla povera Giulia Cecchettin.

Immediatamente tutti i presenti hanno reagito con indignazione e in tribuna era presente anche il padre della direttrice di gara che accompagna sempre la figlia alle partite e, con infinita pazienza, aveva "resistito" alle altre offese. Poi, come lui stesso ha raccontato al Gazzettino, non ce l'ha più fatta e ha reagito verbalmente all'inaudita frase.

"Gli ho detto: stia zitto, sono il padre dell'arbitro - ha raccontato -Si vergogni, quella frase è bruttissima. Poi mi sono allontanato, sconvolto e arrabbiato e non ho pensato di chiamare subito le forze dell'ordine. Avrei dovuto. Mi riservo di presentare denuncia".

 

L'arbitra, che ha diretto da sola la gara (nella categoria non è previsto il secondo arbitro), ha portato a termine la partita con grande autorità, ha correttamente riportato nel referto gli insulti ricevuti e ha avvisato personalmente i referenti della federazione per informali dettagliatamente dell'accaduto. La stessa Fip ha annunciato che prenderà provvedimenti esemplari.

 

Quanto accaduto durante la partita è intollerabile e vergognoso - queste le parole del presidente del Comitato regionale Fip Roberto Nardi -. Come regione stiamo ancora vivendo il dolore di quanto accaduto alla povera Giulia Cecchettin ed è inammissibile che in un palazzetto per una partita di Settore Giovanile un adulto si permetta di insultate e minacciare una ragazza minorenne che era l’arbitro della partita. Alla condanna per un gesto increscioso, come movimento valuteremo tutte le possibili azioni da intraprendere perché l’autore di questo terribile episodio possa ricevere un’adeguata sanzione per il suo comportamento. A nome del Comitato Regionale Veneto, vogliamo inoltre esprimere la più totale solidarietà alla ragazza: società, dirigenti, atleti, atlete, arbitri e ufficiali di campo ti sono vicine in questo momento come un’unica grande squadra che ti avvolge nel suo abbraccio”.

 

Un fatto inaccettabile con la società Cittadella Brenta Gunners che, tramite una nota ufficiale, ha voluto immediatamente scusarsi con la direttrice di gara e tutte le persone presenti, dissociandosi dal comportamento dello "pseudo tifoso" e annunciando che intraprenderà azioni immediate.

 

"Alla luce dei recenti avvenimenti sviluppatisi nella partita di domenica 3 dicembre 2023 - si legge sul profilo della società patavina -, valida per il campionato U17 Silver, Pall. Camin - Cittadella Brenta Gunner, i Cittadella Gunners, dalla società allo staff, dai giocatori ai tifosi, vogliono rende note le più profonde e sentite scuse all'arbitra della gara, M.V. Ci scusiamo anche con tutte le persone che, assistendo a questi comportamenti inaccettabili, si sono sentite coinvolte e colpite. Crediamo fermamente nei valori educativi di rispetto e unità che lo sport può e deve promuovere e prendiamo posizione contro qualsiasi atteggiamento che non sposi questi principi: noi Gunners ci dissociamo profondamente. L'incidente che ha coinvolto il "tifoso", se tale si può definire, è un caso isolato nella storia del tifo Gunners e non rappresenta in alcun modo il nostro modo di supportare i giocatori e di vedere la pallacanestro. Stiamo già intraprendendo azioni immediate e provvedimenti esemplari per affrontare la situazione e garantire che simili episodi non abbiano spazio nei nostri eventi futuri".

 

Intanto sui social monta l'indignazione e sono in tanti a chiedere il Daspo a vita da tutte le manifestazioni sportive per l'uomo che ha pronunciato la vergognosa frase.

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