"Ho visto scene da brividi", Mauro Corona sui genitori con bambini in ferrata senza attrezzatura (VIDEO): "Due miei amici sono morti per soccorrere due persone incrodate"
L'alpinista e scrittore Mauro Corona è intervenuto sul caso delle immagini girate sulle ferrata in Trentino: "Quando succede qualcosa, l'elicottero dovrebbero pagarselo di tasca loro perché costa un sacco di soldi e si mettono a repentaglio gli operatori. Siamo la patria del fai-da-te e ci sono persone che frequentano la montagna a casaccio"

TRENTO. "L'anno scorso ho visto due bambini tedeschi avventurarsi in discesa lungo la ferrata: da brividi". A dirlo Mauro Corona. "Poi quando succede qualcosa, l'elicottero dovrebbero pagarselo di tasca loro perché costa un sacco di soldi e si mettono a repentaglio gli operatori. Due miei amici sono morti per soccorrere due persone incrodate sulle montagne".
Ospite di Pomeriggio Cinque, trasmissione di canale 5, l'alpinista e scrittore ha parlato di orsi (Qui articolo), ma anche delle immagini girate sulla ferrata Bepi Zac in val di Fassa. Una famiglia ha affrontato la via, con passo incerto e addirittura il papà con il piccolo in braccio, senza moschettoni, caschetti e i materiali idonei per affrontare il percorso.
Nonostante gli appelli e le campagne di sensibilizzazione sulla prudenza nel frequentare la terre alte, sono numerose le situazioni di rischio. Anche in questi mesi, caratterizzati da un meteo instabile, non sono mancati gli interventi dei soccorritori e degli operatori, spesso volontari, chiamati a recuperare escursionisti sfiniti per un'errata pianificazione della gita, bloccati dalla neve in quota, mal equipaggiati o che si sono semplicemente persi. Troppo spesso riportati a valle perché senza attrezzatura.
"E' una situazione che non si può commentare e ci potrebbe essere un ipotesi di reato". Queste le parole a il Dolomiti di Maurizio Dellantonio. Il presidente nazionale del soccorso alpino interviene sul video che ritrae degli escursionisti affrontare una via ferrata totalmente sprovvisti di attrezzatura (Qui articolo).
Il presidente nazionale del soccorso alpino ha ribadito quanto espresso da Walter Cainelli, il numero uno dell'associazione trentina, e da Cristian Ferrari, presidente della Sat, con quest'ultimo che ha parlato anche dell'influenza dei social: "Ci vuole buon senso e la capacità di valutare che la scelta migliore è quella di tornare indietro in casi simili" (Qui articolo).
Situazioni di pericolo che si ripetono, purtroppo, sempre più spesso. Le cause di intervento dei soccorsi, una grafica proiettata sulla base dei dati del soccorso alpino nazionale riporta del 45,9% per la caduta, il 25,5% per incapacità e il 12,13% per malore.
"Ho visto queste scene anche nella zona di arrampicata. I maggiori interventi del soccorso alpino, l'80% è per aiutare la gente che va per sentieri", conclude Corona. "Una volta ho trovato un coppia con un bimbo di 3 anni nel porta bambini sulla schiena lungo un percorso lunghissimo nei Cadini di Misurina: non avevano un ombrello o una protezione e se viene una grandinata il piccolo è morto. Non avevano studiato nemmeno se ci fosse la presenza di qualche riparo lungo il percorso. Siamo la patria del fai-da-te, si vedono le immagini, la bella montagna e si va ma dobbiamo educare assolutamente perché c'è chi frequenta le zone a casaccio".














