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Belluno
10 marzo | 22:54

Occupazione femminile: in Veneto cresce la partecipazione delle donne al mercato del lavoro ma resta il divario in ambito economico e occupazionale

Nel 2023 il tasso di attività ha raggiungo il 67% nel secondo trimestre e il 66,2% nel terzo. Secondo l'Osservatorio regionale Mercato del Lavoro, le lavoratrici assunti nel corso dell'anno sono state 262 mila

Occupazione femminile: in Veneto cresce la partecipazione delle donne al mercato del lavoro ma resta il divario in ambito
di Alissa Claire Collavo

BELLUNO. Cresce il tasso di partecipazione femminile al mercato del lavoro veneto: nel 2023 il tasso di attività ha raggiunto i suoi livelli massimi (67% nel secondo trimestre e 66,2% nel terzo), circa 10 punti di percentuale in più rispetto alla media nazionale. Una cifra che ha continuato ad espandersi pur rimanendo molto al di sotto di quello maschile (62,9% nel terzo semestre contro il 77% di quello maschile) mentre il tasso di inattività è sceso al 33%.

 

Secondo i dati elaborati dall'Osservatorio regionale Mercato del Lavoro di Veneto Lavoro, le lavoratrici assunte nel corso del 2023 sono state complessivamente 262 mila – un dato lievemente inferiore a quello dell'anno precedente, che si era rivelato particolarmente positivo sul fronte della domanda del lavoro, ma dieci punti percentuale superiore a quello del 2019 in periodo pre-pandemico –, con un bilancio occupazionale di 18.600 posti di lavoro in più, superiore a quello registrato per la componente maschile (+17.400).

 

Nel 2023 c'è stato inoltre un progressivo rafforzamento delle posizioni di lavoro a tempo determinato, che negli ultimi 15 anni sono cresciute più tra le donne (+124mila posti di lavoro al femminile dal 2008) che tra gli uomini (+83.500).

 

Rimane inoltre l'incidenza del part-time che per le donne interessa oggi quasi un'assunzione su due contro il 22% delle assunzioni al maschile.

 

Un altro aspetto riguarda la concentrazione della domanda di lavoro nel settore dei servizi e, soprattutto per le donne di cittadinanza straniera (ma sempre più anche per le italiane), nel lavoro domestico.

 

Nonostante la crescita osservata negli ultimi anni, anche in Veneto il divario di genere resta particolarmente elevato. Il Gender Employment Gap, indicatore del divario tra tasso di occupazione maschile e femminile, pone infatti l'Italia al penultimo posto nell'Unione europea, con una differenza di 19,7 punti percentuale a fronte di una media europea di 10,7, mentre in Veneto è del 17,2.

 

Un altro indicatore importante è il Gender Equality Index che mostra come a livello europeo l'uguaglianza di genere in termini di lavoro, reddito, istruzione, potere decisionale e salute sia migliorata di appena 7,1% nel corso di dieci anni, toccando oggi il 70,2 %. 

 

L’Italia, nonostante una crescita maggiore rispetto alla media europea, si colloca al 13° posto della classifica.

 

Per quanto riguarda le asimmetrie salariali, l'Italia si trova al secondo posto della classifica europea sul divario retributivo anche se la misura con la quale i dati sono stati rilevati non tiene conto della minor partecipazione delle donne al mercato del lavoro rispetto agli uomini o ancora della contrattazione salariale.

 

In Italia infatti, la possibilità di retribuire diversamente i dipendenti uomini e le dipendenti donne a parità di inquadramento professionale è illegale ma ciò non impedisce che si verifichino episodi di discriminazione e situazioni di disuguaglianze nelle opportunità di accesso al mondo del lavoro o di avanzamento di carriera.

 

Tenendo conto di un altro indicatore, il Global Gender Gap Index, ossia l'indice globale di uguaglianza di genere, il World Economic Forum stima che ci vorranno circa 67 anni affinché in Europa venga raggiunta la parità di genere.

 

In quest'ottica, tenendo conto della ricchezza che la partecipazione femminile apporta al mondo del lavoro (sia in termini di produttività che di innovazione), sono stati approvati diversi provvedimenti legislativi come la Strategia per la parità di genere nazionale ed europea.

 

In Veneto, la Legge regionale n. 3/2022 “Disposizioni per la promozione della parità retributiva tra donne e uomini e il sostegno all’occupazione femminile stabile e di qualità” promuove infatti – nell'ottica della diffusione delle pari opportunità e dello sviluppo della personalità secondo le aspirazioni e le inclinazioni di ciascuna persona – l’affermazione del ruolo delle donne nella società e la diffusione di una cultura antidiscriminatoria a tutti i livelli.

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