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Belluno
29 ottobre | 12:14

Tolta la costosissima pista da bob l'eredità dei Giochi per Cortina rischia di essere minima. L'appello a non smontare il villaggio olimpico: ''Servono foresterie per lavoratori''

Che la scelta migliore per il villaggio olimpico fosse la riconversione del Villaggio Eni nel Cadore era evidente a tutti sul territorio ma la programmazione calata dall'alto ha deciso per un villaggio mobile e poi smontabile nell'area Fiames di Cortina. In questi giorni l'appello prima di Zaia e ora degli albergatori della zona: ''Senza pretendere che possa costituire la panacea di tutti i mali, la riconversione del villaggio olimpico in foresteria risolverebbe almeno in parte una criticità endemica per il nostro settore e giustificherebbe anche la spesa per il villaggio stesso''

Tolta la costosissima pista da bob l'eredità dei Giochi per Cortina rischia di essere minima

CORTINA. Zaia ha aperto all'ipotesi e d'altronde a tutti sembrava uno spreco assoluto fare delle Olimpiadi e tenersi come legacy una pista da bob che peserà sul groppone della comunità per anni con uscite milionarie. Nella conca ampezzana (come in tutto il Bellunese) mancano alloggi, i lavoratori non riescono a trovare appartamenti, la carenza di spazi genera a cascata anche problemi occupazionali e quindi realizzare un villaggio olimpico 'smontabile' sembrava l'ennesima follia di un Olimpiade calata dall'alto e che ai territori rischia di lasciare davvero poco.

 

Farlo all'ex Eni era, evidentemente, la soluzione migliore: meno impattante, più performante e sostenibile. Erano tutti d'accordo sul territorio ma le scelte calate dall'alto si muovono su altre bisettrici e così è stato anche in questo caso. Si è scelta l'area di Fiames a Cortina con l'opzione ''casette mobili'' da smontare e rimuovere dopo l'evento. Ora si rischia il più classico dei compromessi al ribasso: trasformare in ''fisse'' alcune delle strutture che si pensava di andare ad eliminare dopo l'evento. Zaia si è espresso qualche giorno fa: ''A Cortina servono foresterie'' e quindi trattative in corso per preservare almeno alcuni prefabbricati post evento.

 

D'accordo anche l'Associazione degli Albergatori di Cortina che accoglie positivamente il recente appello del Presidente della Regione Veneto Luca Zaia affinché si cerchi di trarre il meglio dalla manifestazione iridata in termini di eredità duratura delle opere, con particolare riferimento all’eventuale possibile riconversione del villaggio di Fiames in foresteria per i lavoratori dopo i Giochi del 2026.

 

''Il fatto che il Presidente Zaia nei giorni scorsi abbia preso apertamente posizione sull’argomento – spiega Stefano Pirro, Presidente dell’Associazione degli Albergatori di Cortina – ci fa sperare che questa opportunità possa essere realmente presa in considerazione. La nostra Associazione è stata tra le prime a caldeggiarla e dunque non potremmo non continuare ad appoggiarla. Del resto, uno dei motivi per cui facciamo fatica a trovare risorse qualificate è legato alla penuria di alloggi per i collaboratori, siano essi stagionali o impiegati con contratti stabili; questi ultimi spesso devono ripiegare su domicili di fortuna anche molto distanti e chi arriva da fuori, ovvero la maggioranza, patisce in maniera significativa il disagio, specialmente in inverno quando diventa impensabile fare decine di chilometri al giorno per raggiungere il luogo di lavoro, magari in condizioni meteorologiche non ottimali''.

 

L'Assoalbergatori attualmente rappresenta oltre 40 strutture, il cui fabbisogno di capitale umano varia in base alla tipologia e ai servizi erogati. È stato stimato che, anche in virtù delle nuove aperture previste nel prossimo futuro, nella sola zona della Conca occorrerebbero circa un migliaio di posti letto per i professionisti impiegati nel comparto horeca. ''Il progetto di Fiames - proseguono gli albergatori - potrebbe pertanto delinearsi davvero come una valida alternativa''.

 

Conclude Pirro: ''Senza pretendere che possa costituire la panacea di tutti i mali, la riconversione del villaggio olimpico in foresteria risolverebbe almeno in parte una criticità endemica per il nostro settore e giustificherebbe anche la spesa per il villaggio stesso. È una soluzione di cui beneficerebbero l'intera comunità ampezzana e l'industria turistica delle Dolomiti, soprattutto in vista dei grandi eventi futuri. Saremmo quindi molto felici se la prospettiva si realizzasse, tenendo ovviamente conto di tutte le esigenze anche burocratiche che tale soluzione andrà a comportare''.

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