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| 10 dic 2025 | 11:38

Caos traffico, l'analisi: "I primi responsabili sono i residenti che usano l'auto per spostamenti brevi. Costruire nuove strade è inutile, servono tram e treni"

Massimo Girardi, presidente di Transdolomites, è chiaro: "L'urbanistica bolzanina e altoatesina manca di visione"

Caos traffico, l'analisi: I primi responsabili sono i residenti che usano l'auto per spostamenti brevi
di Redazione

BOLZANO. Una riflessione nata camminando per la città, osservando il traffico, i movimenti, analizzando i dati passati e guardando a quello che può essere un possibile futuro. Un futuro che non deve prevedere la riapertura di strada chiuse o la costruzione di nuove arterie, definite completamente inutile. Massimo Girardi, presidente di Transdolomites, associazione no profit impegnata dal 2006 sulla mobilità sostenibile, lancia un monito severo: la città di Bolzano rischia di non avere futuro se non mette la mobilità in cima all'agenda. Non si parla di nuove rotonde o parcheggi, ma di un radicale scenario alternativo all’automobile.
 

L'analisi parte da una critica diretta e scomoda ai bolzanini stessi. Contrariamente alla tendenza di "scaricare la colpa su turisti e pendolari" il presidente Girardi sottolinea che i primi responsabili del traffico sono i residenti. “A fronte di un buon servizio pubblico e una capillare rete di ciclabili, chi si sposta in auto fa brevi spostamenti, la stragrande maggioranza uno per auto”. A peggiorare il quadro, secondo Girari, la scelta di veicoli sempre più ingombranti (SUV e monovolumi) che occupano uno spazio sproporzionato per trasportare le stesse persone che potevano stare su una utilitaria degli anni '60.
 

Il problema del traffico si intreccia poi con l'urbanistica e il caro-casa. La ricerca di nuove aree di espansione, specialmente con l'emigrazione verso centri periferici come Laives, Appiano e Caldaro, sta creando un nuovo e vasto traffico pendolare. La critica di Transdolomites, è netta: l'urbanistica bolzanina e altoatesina manca di visione. Nelle nazioni a nord delle Alpi, si parte prima dal piano della mobilità sostenibile (meno auto) e solo dopo si progettano le abitazioni. Mobilità e urbanistica, secondo Transdolomites, non possono essere gestite separatamente, soprattutto se si considera che la pianificazione deve essere sovracomunale e coinvolgere la Provincia per gestire il fenomeno pendolare.
 

Il punto cruciale dell'analisi riguarda l'uso dello spazio e l'inefficienza della gomma. Con 670 auto ogni mille abitanti, l'Italia detiene il primato europeo di motorizzazione, un dato in continuo aumento.

La conclusione di Transdolomites, è perentoria: costruire nuove strade, circonvallazioni e parcheggi è una scelta irrazionale e priva di visione. Significa solo dare spazio a sempre più traffico. La strada, inoltre, è la soluzione che corrisponde al maggior consumo di suolo, al peggiore coefficiente trasportistico e al maggiore consumo energetico.
 

In contrapposizione alla logica della gomma, Transdolomites, propone con forza la "cura del ferro" di tram e treno, unica vera soluzione per Bolzano e il suo circondario. L'entrata in esercizio della galleria di base del Brennero nel 2032 ridurrà drasticamente i tempi di percorrenza. "A cosa serve però arrivare in treno a Bolzano se il viaggio si interrompe parzialmente in città o verso le periferie strategiche?" si chiede Girardi che propone dunque delle soluzioni che vanno dal tram ai sistemi integrati: “La soluzione Tram o Treno andrebbe considerata per chiudere il cerchio tra la città, l'Oltradige e la Bassa Atesina (Ora, Bronzolo, Laives) – dichiara. 
 

Transdolomites si propone inoltre di osare un collegamento ferroviario che estenda la linea del Brennero, creando una cintura su ferro che colleghi Bolzano, Appiano, Caldaro, Egna, Ora e di nuovo Bolzano. E poi c'è l'idea del sistema ferro-gomma andrebbe integrato con navette per gli impianti di risalita (Mendola, San Genesio), ispirandosi a modelli alpini di successo come l'Anello D'orso sul Lago di Lucerna in Svizzera.
 

L'appello finale è a superare la mancanza di visione, di cultura e di strategia che ha portato al fallimento del referendum sul tram: la mobilità del futuro deve essere costruita coinvolgendo i cittadini, guardando al livello regionale e macroregionale (Euregio) e abbracciando, come sta facendo Trento, la convinzione che la cura del ferro sia il volano economico e sostenibile per Bolzano.

 

 

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