Contenuto sponsorizzato
Trento
06 novembre | 17:24

Consiglio provinciale, si apre il confronto sul destino del Centro Nemo. Via libera alla mozione Cia, Tonina: "Serve uno studio di sostenibilità economica"

La mozione presentata dal consigliere Claudio Cia (emendata) è stata approvata da tutti i consiglieri. Dal 2021 il centro ha seguito 1.700 pazienti, quasi la metà provenienti da fuori provincia, e solo nel 2024 sono stati 240 i ricoveri. Occorrerà ora capire come proseguirà l'attività con l'attuale formula di co-gestione pubblico-privata o se sarà invece in qualche modo "internalizzato" dalla Apss

Consiglio provinciale, si apre il confronto sul destino del Centro Nemo

TRENTO. Via libera ad un tavolo di confronto tra Provincia, Azienda sanitaria e Fondazione Serena per aggiornare la collaborazione con il Centro clinico NeMo di Trento e garantire la continuità nella presa in carico dei pazienti.  Lo prevede una mozione presentata in Consiglio provinciale dal consigliere Claudio Cia e approvata all'unanimità.

 

Il tema era stato sollevato nelle scorse settimane (QUI L'ARTICOLO). Il Centro Nemo è un fiore all'occhiello del Trentino. La convenzione stipulata tra l'Azienda sanitaria trentina e la Fondazione Serena, che co-gestiscono la struttura, prevedeva una sperimentazione di 5 anni, prorogabile di altri 5 con l'autorizzazione della Giunta provinciale per consentire eventuali consolidamenti o miglioramenti del modello organizzativo. Febbraio 2026 non è lontano, ma non sono ancora arrivate comunicazioni ufficiali sul tema.

 

Da qui la richiesta da parte di molti di capire che fine farà il Centro Nemo di Pergine Valsugana . 

 

L'obiettivo del tavolo di confronto, ha spiegato il consigliere Cia è “mettere un punto fermo sul lavoro fatto dal centro NeMo”.  Dal 2021 il centro ha seguito 1.700 pazienti, quasi la metà provenienti da fuori provincia, e solo nel 2024 sono stati 240 i ricoveri. Occorrerà ora come come proseguirà l'attività con l'attuale formula di co-gestione pubblico-privata o se sarà invece in qualche modo "internalizzato" dalla Apss.  

 

L’assessore Mario Tonina ha spiegato la proposta di emendamento presentata per la mozione di Cia.  “C’è una interlocuzione con il centro NeMo, anche per verificare quelli che sono stati i risultati della sperimentazione iniziata nella scorsa legislatura. Quella fase non può essere riconfermata così com’è e si deve capire come dare continuità. Occorre partire – ha spiegato l'assessore - da uno studio di sostenibilità economica. Dal momento che è in scadenza dal febbraio del prossimo anno. La norma prevede che, in caso di valutazione positiva, le attività potranno proseguire attraverso dei percorsi normativi, che riguardano l’internalizzazione da parte dell’azienda oppure di convenzione con il privato, previa valutazione della correttezza dei requisiti”, anche alla luce degli interventi normativi intervenuti nel frattempo. “L’obiettivo è sempre quello di garantire i migliori servizi possibili ai pazienti” ha concluso Tonina. 

 

Diversi gli interventi dei consigli provinciali di entrambi gli schieramenti.  A ricordare il percorso fatto, la consigliera Stefania Segnana (Lega), assessore in carica quando è partita la sperimentazione: “E’ bene fare chiarezza, soprattutto riguardo la posizione che la Provincia, l’assessorato, hanno su questo tema.  A inizio della passata legislatura, l’allora Sindaco di Pergine e la direttrice di Villa Rosa, ci illustrarono il percorso iniziato e che doveva proseguire. Da subito ne abbiamo compreso l’importanza”. Segnana ha quindi parlato delle possibilità della struttura, delle aree a disposizione e di ulteriori possibili sviluppo. 

 

Dalle minoranze è arrivato il sostegno alla mozione emendata, ma anche la precisazione che il testo “non conferma la convenzione con NeMo, ma impegna la Giunta a fare ciò che deve fare: approfondire e verificare come proseguire il progetto”. 

 

“In Trentino vi sono 80-90 persone affette da patologie neuromuscolari e 40-50 di Sla”, ha ricordato Paolo Zanella (Pd del Trentino): “Sosterremo questa mozione così come emendata, perché il tema è dare una risposta ai problemi dei pazienti, non chi la dà”. Ha poi parlato di un modello di gestione pubblica che mette al centro il benessere dei pazienti in primis e quindi l’apropriatezza: “Siamo qui a dover capire cosa sia appropriato fare. Va bene che non si sintetizzi in un punto i cinque punti della mozione, perché parlavano di “rinnovare la convenzione”, mentre qui si parla di fare un tavolo per capire come proseguire il progetto. Il progetto non è quello di rinnovare la convenzione, ma di come prendersi in cura i pazienti”. La votazione ha visto la mozione approvata all’unanimità. 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 06 agosto | 06:55
Già a partire dalle scorse ore sul posto sono al lavoro diversi escavatori per rimuovere le ingenti quantità di fango e detriti. Inoltre [...]
Cronaca
| 06 agosto | 06:00
“La determinazione personale è una qualità. Ma ai cittadini non serve sapere quanto il direttore sia disposto a resistere: serve sapere cosa [...]
Cronaca
| 06 agosto | 06:38
C'è il via libera del Governo alla riforma altoatesina: cosa cambia?
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato