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Bolzano
23 dicembre | 18:30

"L’elicottero che porta la neve è il punto più basso della nostra storia". Da Bolzano l'Alpenverein Südtirol contro "l'agghiacciante" scelta fatta per il Bondone

L’accusa del presidente dell’Alpenverein Südtirol dopo il caso della neve trasportata in quota sul Bondone: "Modello fuori controllo"

"L’elicottero che porta la neve è il punto più basso della nostra storia"

BOLZANO. Non usa mezzi termini Georg Simeoni, presidente dell’Alpenverein Südtirol (AVS). Simeoni osserva le immagini che arrivano dal Monte Bondone — con l’elicottero impegnato a trasportare neve artificiale per tappare i buchi di piste riarse dal sole (QUI il nostro articolo) — e parla di una vera e propria “resa”. Per il numero uno del sodalizio alpinistico, non si tratta, infatti, solo di un episodio isolato, ma del sintomo terminale di un modello economico che ha perso ogni contatto con la realtà climatica e ambientale.

 

“Il simbolo della resa è l'immagine dell'elicottero che trasporta la neve. È veramente agghiacciante, non avrei mai pensato che arrivassero a questo punto", attacca Simeoni. Per il presidente dell’AVS, quel volo rappresenta il punto più basso mai toccato dal turismo invernale: “È la montagna che si piega al turismo, non c'è più rispetto per i tempi della natura. Abbiamo superato il limite dell’accettabile”.

 

Secondo Simeoni, l’industria dello sci sta ignorando dati scientifici che non lasciano spazio a interpretazioni: lo zero termico è sempre più alto e, negli ultimi 15 anni, la neve naturale è diminuita del 75%. “Il "petrolio bianco" dell'Alto Adige sta finendo — avverte — e con esso deve esaurirsi anche la logica economica e politica che ha sostenuto il comparto per decenni”.

 

Il focus si sposta poi sulla sostenibilità degli impianti a bassa quota. Per l'AVS, ostinarsi a mantenere aperte piste al di sotto dei duemila metri è ormai “fuori da ogni logica”. Un accanimento che costa carissimo in termini di denaro pubblico, energia e, soprattutto, acqua. “Con la precarietà idrica che abbiamo anche qui, non possiamo più permettercelo. Non è che perché il comparto economico è forte, allora tutto è lecito”, prosegue infatti Simeoni.

 

C’è poi il tema dell’accessibilità sociale. "Con ticket giornalieri a 80 euro, una famiglia spende 500 euro per una domenica sulle piste. Finirà anche questa storia". L’appello finale è un ritorno alla stagionalità. "Se non c’è neve, non c’è e basta".

 

L'affondo finale del presidente è rivolto alla classe dirigente, rea di non avere la forza di invertire la rotta davanti all'evidenza del cambiamento climatico. “Sul fronte della nostra politica non vedo nessuno che abbia il coraggio di prendere in mano la situazione” aggiunge. Il motivo? Secondo Simeoni sarebbe puramente elettorale: “Prendere posizione vorrebbe dire mettersi contro poteri forti e voti. Purtroppo, la politica oggi appare pilotata unicamente dal Dio soldo”, conclude.

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