“Stiamo creando una prospettiva in un piccolo comune con poche risorse". Il futuro di San Gregorio nelle Alpi, tra comunità energetica e politiche sociali
Il Dolomiti ha incontrato la giovane Giunta di uno dei più piccoli comuni della Valbelluna: San Gregorio nelle Alpi, dove nel 2023 è nata la Cer Monte Pizzocco e si sta cercando di invertire il trend di investimenti più sulle opere che sui servizi (soprattutto all’infanzia)

SAN GREGORIO NELLE ALPI. "Sul territorio ci sono bravi amministratori che, se messi nelle condizioni di governare, portano a casa risultati a volte forse inaspettati. Sono perciò convinto che, se si riesce a far governare persone preparate e appassionate, si possono risollevare anche le situazioni più difficili".
A parlare è Enrico Lanciano, vicesindaco di San Gregorio nelle Alpi, in occasione dell’incontro sul presente e il futuro di Cortina (Qui l’articolo): Il Dolomiti lo ha incontrato per approfondirle e capire cosa vuol dire oggi amministrare uno dei comuni più piccoli della Valbelluna.

Presenti anche il sindaco Nicola Vieceli e l’assessora Margherita Minella e tutti ci tengono a sottolineare prima di tutto il modo in cui hanno lavorato negli anni. "Da subito - afferma Vieceli - abbiamo cercato di costruire un percorso di crescita per tutti. Io mi sono trovato a correre da solo nel 2012, una situazione particolare e una scelta se vogliamo inconsapevole di quello che vuol dire fare il sindaco di un Comune con poche risorse a disposizione".
Nel 2017 inizia poi il periodo in minoranza, durante il quale quel percorso è continuato con incontri periodici e condivisione delle scelte amministrative, per arrivare nel 2022 con una proposta definita. "Inoltre - aggiunge Lanciano - abbiamo oggi un Consiglio comunale con una media sotto i 40 anni e diverse professionalità, cosa non da poco in un momento in cui sono soprattutto i giovani laureati ad andarsene. La mia sensazione è che stiamo creando una prospettiva per il territorio: certo servirebbe una strategia provinciale, che al momento non si vede visto che l’unico obiettivo sembrano le Olimpiadi, ma siamo presenti in alcuni tavoli e ci ritagliamo il nostro spazio".
"La parte più importante - prosegue il sindaco - è capire il bilancio, soprattutto per un piccolo comune che non può contare sullo sfruttamento del territorio come altri. Bisogna quindi scegliere poche tematiche e su quelle puntare, cercando di crederci".
E quali sono? Quattro le principali: lo sviluppo della Comunità energetica (Cer), la manutenzione del territorio, la realizzazione di un polo educativo e la comunicazione con il cittadino. Il tutto con lo sguardo costante a bilancio e attrattività del territorio: nonostante il Comune regga quanto a spopolamento, infatti, il tema rimane all’ordine del giorno.
Partiamo dunque dalla prima Cer della Valbelluna, nata nel 2023 (Qui l'articolo). "Vi abbiamo visto un’opportunità - spiega Lanciano - per ricevere investimenti e ridurre le spese tramite l’efficientamento energetico. Domani (oggi, giovedì 20 novembre, ndr) abbiamo l'assemblea con i 46 soci e si apre il percorso per decidere come investire i primi incentivi, in particolare nel sociale, che ha bisogni sempre maggiori: occorre coinvolgere i cittadini e spiegare che la Cer può rendere meno impattanti queste esigenze".
E proprio sul sociale c'è un cambio di rotta visto che, negli anni, il Comune ha chiesto più contributi per le opere che per i servizi. "Vogliamo invertire il trend. In particolare - afferma Minella - abbiamo puntato sulla scuola, riqualificando il cortile, potenziando il doposcuola, supportando l’asilo e sostenendo il FabLab. Abbiamo investito tante energie, anche relazionali, su questo perché mantenere il presidio scolastico è vitale".
A inizio 2026, inoltre, ci sarà il trasferimento della biblioteca nell’edificio che ospita il Museo delle Zoche e della tarsia. "Sarà collocata in una sala polivalente - prosegue - per realizzare un polo dove poter studiare e lavorare da remoto: un luogo di aggregazione sempre più richiesto dai cittadini".
E poi la grande sfida: l’asilo nido, tema delicato in una provincia dove i posti disponibili sono meno di 900 a fronte di oltre 3mila bambini (Qui i dati). "È il mio cruccio - confessa l’assessora - e spero si riesca a chiudere: abbiamo una sezione nido pronta da oltre un anno, ma non troviamo soggetti gestori per mancanza di personale. Questo servizio potrebbe fare la differenza in termini di attrattività, perché ci porterebbe a un’offerta da 0 a 11 anni completa di nido, scuola materna e primaria e doposcuola, oltre al polo culturale. Inoltre, stiamo realizzando iniziative che stimolino il senso di aggregazione e partecipazione: le elezioni saranno tra due anni ed è un bene se il dibattito cresce, perché tanti di noi hanno iniziato a occuparsi di temi sociali e civili proprio con la partecipazione che oggi, forse, manca".
"San Gregorio - conclude Lanciano - è sempre stata una comunità molto attiva a livello di volontariato e noi stessi veniamo da quei percorsi, che ci hanno anche fatto innamorare del paese. Ora siamo in un momento in cui tutto ciò soffre, per cui dobbiamo ricostruirlo perché sentiamo da parte dei cittadini la voglia di tornare a una maggiore vita di comunità".












