Vertice in Regione su scuole e Olimpiadi. Bortoluzzi: “Trasporti garantiti, la scelta delle singole scuole se tenere aperto non dipenderà dalla presenza di autobus”
Si è riunito a Venezia il vertice su scuole e Olimpiadi annunciato dopo l’ultimo tavolo olimpico. Il presidente della Provincia di Belluno Padrin ribadisce la volontà che siano le scuole a scegliere se tenere aperto, giudicando le polemiche pretestuose. Manca ancora una risposta definitiva, ma il consigliere Bortoluzzi assicura: “Dolomitibus ha confermato che saranno garantiti i normali servizi durante lo svolgimento delle gare”

BELLUNO “È volontà unanime e condivisa che le scuole siano messe nelle condizioni di scegliere in completa autonomia come gestire il periodo olimpico. Quello che ci premeva era evitare che la scelta dipendesse dal trasporto pubblico: per questo stiamo lavorando con Regione e Dolomitibus e, sistemate le ultime criticità, potremo dare una risposta ufficiale e definitiva”. Commenta così il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin il vertice tenutosi ieri a Venezia preannunciato dopo l’ultimo tavolo olimpico.
All’incontro erano presenti l'assessora regionale all'istruzione Valeria Mantovan, la vice presidente del Veneto delegata ai trasporti Elisa De Berti, Fondazione MiCo, Fondazione Cortina, Anci Veneto e gli uffici scolastici regionale (con il dirigente Marco Bussetti) e provinciale di Belluno, e i consiglieri provinciali bellunesi Massimo Bortoluzzi e Vanessa De Francesch.
Il tema ha continuato a tenere banco anche nei giorni scorsi, nonostante le rassicurazioni da parte della Provincia e di Dolomitibus sulla regolarità del servizio di trasporto pubblico locale (tpl), ma fermo restando “il meteo e il traffico che potrebbero influire sul normale svolgimento” di quest'ultimo, in particolare nelle aree del Cadore e di Cortina. “La Provincia - ribadisce nuovamente Bortoluzzi, delegato ai trasporti - ha lavorato per mettere a posto tutti i tasselli di un mosaico complesso, nel quale l'unica competenza provinciale riguarda il servizio di trasporto pubblico. Dovevamo attendere da Dolomitibus i dati, arrivati la settimana scorsa, e la conferma che i partner olimpici per le navette saranno un'aggiunta al normale servizio, non un'alternativa. Inoltre, con lettera ufficiale alla Provincia inviata l'8 maggio scorso, l'azienda ha confermato che saranno garantiti i normali servizi durante lo svolgimento delle gare, come richiesto dall'amministrazione provinciale. Quindi, al di là dell'ufficialità, che sarà data dalla Regione, diciamo fin da subito che i trasporti saranno garantiti e la scelta delle singole scuole se tenere aperto non dipenderà dalla presenza di autobus e corriere”.
Dichiarazione cui si affianca quella di De Francesch, delegata all’istruzione: “abbiamo raccolto le indicazioni giunte dal territorio e ascoltato tutti i soggetti interessati, dai presidi alle famiglie. L'indicazione che abbiamo dato come Provincia è sempre stata di garantire che le scuole potessero tenere aperto, o comunque di gestire la didattica senza dover intendere le Olimpiadi come un problema, ma come un'occasione per il territorio”.
Il prossimo passaggio sarà fatto entro metà giugno. Nel frattempo, l’ufficio scolastico regionale della Lombardia ha emesso un comunicato in cui assicura l’attività scolastica in provincia di Sondrio durante i giochi. “Per gli studenti delle scuole primarie e secondarie di I grado - si legge - la frequenza scolastica in presenza sarà garantita grazie al servizio di trasporto scolastico. Per gli studenti delle scuole secondarie di II grado saranno previste soluzioni individualizzate, con lezioni in presenza o in modalità telematica, in base all’effettiva possibilità di raggiungere l’edificio scolastico”. In particolare, saranno le scuole nei pressi degli impianti olimpici o lungo le principali direttrici del traffico a poter optare per la didattica a distanza.
Polemiche quindi non esattamente pretestuose, di fronte a rischi reali di compromissione del normale svolgimento delle attività scolastiche. Piuttosto, forse, si sono inizialmente sottovalutate le reazioni da parte delle famiglie e dell’opinione pubblica all’annuncio di un possibile stravolgimento del calendario scolastico per le scuole bellunesi. “Il tema è quanto mai complesso - conclude Padrin - tanto che il dirigente veneto Bussetti ha apprezzato la sensibilità con cui il territorio l'ha affrontato, senza imporre decisioni alle scuole. Sono in contatto con i colleghi di Sondrio e la Lombardia ha preso decisioni differenti sulla gestione delle scuole e della didattica: ciò significa che non è scontato come si sceglie di affrontare l'evento olimpico. Da parte mia credo che, sgomberato il campo dalle polemiche, spesso pretestuose, abbiamo il dovere di fare in modo che dalle Olimpiadi e dalle Paralimpiadi il territorio possa davvero cogliere il massimo”.












