Nomine pubbliche in Alto Adige, Fattor attacca Fratelli d'Italia: "Come diceva la premier Meloni? Ah sì, è il tempo del merito". Nel mirino Galateo, Urzì e Scarafoni
In Alto Adige, in questi giorni, il tema delle nomine in ruoli pubblici di persone legate direttamente e indirettamente ad esponenti di Fratelli d'Italia è "caldissimo". Il consigliere comunale del Pd Stefano Fattor, ex assessore del capoluogo altoatesino, ha fatto un "riassunto", partendo dall'ultima polemica, che riguarda la nomina del figlio della moglie dell'onorevole Urzì a direttore del Dipartimento Cultura Italiana e Sviluppo economico della provincia autonoma di Bolzano.
da parte del vice presidente altoatesino Marco Galateo

BOLZANO. Due anni e mezzo fa, a gennaio 2024, la premier Giorgia Meloni lanciava un "avvertimento": "avviso ai naviganti: il mondo nel quale per le nomine pubbliche la tessera del Pd fa punteggio è finito: ci vanno le persone che hanno un merito, indipendentemente dalla tessera che hanno deciso di sottoscrivere se ne hanno una".
Un bel messaggio: il tempo dell' "amichettismo", come lo ha definito qualcuno, era, dunque terminato. Dal quel momento in poi (il Governo Meloni, il più longevo della storia della Repubblica, era in carica da un anno qualche mese), ogni nomina sarebbe stata dettata esclusivamente dal merito, punto e basta.
E, allora, in tal senso, hanno fatto (e fanno tutt'ora) discutere alcune delle nomine effettuate dalla presidente del Consiglio, che ha affidato la gestione del partito alla sorella Arianna, ha messo al ministero dell'agricoltura l'ex compagno di lei (i due si sono separati nel 2024) Francesco Lollobrigida e aveva nominato il suo avvocato Andrea Delmastro, dimessosi a marzo 2026, come sottosegretario alla giustizia.
Insomma, tali decisioni risultarono (e lo sono anche oggi) in decisa controtendenza rispetto a quanto affermato pubblicamente dalla premier durante una trasmissione televisiva.
Ecco, allora, che in Alto Adige, in questi giorni, il tema delle nomine in ruoli pubblici di persone legate direttamente e indirettamente ad esponenti di Fratelli d'Italia è "caldissimo".
Il consigliere comunale del Pd Stefano Fattor, ex assessore del capoluogo altoatesino, ha fatto un "riassunto", partendo dall'ultima polemica, che riguarda la scelta del vice presidente altoatesino Marco Galateo di nominare il figlio della moglie dell'onorevole Urzì come direttore del Dipartimento Cultura italiana e Sviluppo economico della Provincia autonoma di Bolzano.
"Come diceva la premier Giorgia Meloni (che è anche casualmente presidente di Fratelli d'Italia)? Ah sì: "E' finito il tempo in cui per le nomine pubbliche la tessera del Partito Democratico fa punteggio. Questo è il tempo del merito!" - scrive Fattor in un post sui propri canali ufficiali -. Insomma guerra totale all' "amichettismo". Poi ha riempito di sorelle, cognati e amici vari ogni posizione di potere possibile. In provincia di Bolzano FdI si è adeguata. Vado a memoria: Galateo ha appena nominato suo direttore di dipartimento il figlio della moglie dell'onorevole Urzì, nel cda di Ecocenter ha piazzato il socio del figlio della consigliera provinciale Scarafoni e nel costituendo nuovo cda dell'Azienda di Soggiorno direttamente il figlio della Scarafoni. Nomina peraltro congelata per verificarne l' "opportunità", come riporta un quotidiano. "Io l'ho proposto per il suo curriculum" ha assicurato Galateo. Ne siamo tutti assolutamente convinti".
Tra Galateo e Urzì, tra l'altro, i rapporti sono decisamente tesi, visto che entrambi ambiscono ad un posto in Parlamento, chi a sbarcarvi per la prima volta, chi ad essere riconfermato per il terzo mandato.
Il posto per entrambi non dovrebbe esserci (anzi, non c'è, ma per l'ufficialità bisognerà attendere ancora qualche settimana) e, dunque, chi sarà lo "scontento"?














