Contenuto sponsorizzato
Trento
17 marzo | 13:01

Referendum sulla giustizia, esclusi i fuorisede: "In Trentino 50 mila cittadini, tra studenti e lavoratori, saranno 'esiliati' dal diritto al voto" 

Il duro monito è stato lanciato in queste ore dai componenti del comitato direttivo di Più Democrazia in Trentino, Alex Marini, Stefano Longano, Paolo Minotto, Lorenzo Leoni e Michela Lupi

TRENTO. “Non è vera partecipazione”. Queste le parole che arrivano dall'associazione Più Democrazia in Trentino in merito all'impossibilità per i fuorisede di poter votare per referendum costituzionale del 22-23 marzo
L'associazione da sempre impegnata a promuovere l'impegno civico delle persone parla di 50.000 cittadini che in Trentino saranno "esiliati" dal diritto al voto. 

 

Il duro monito è stato lanciato in queste ore dai componenti del comitato direttivo di Più Democrazia in Trentino, Alex Marini, Stefano Longano, Paolo Minotto, Lorenzo Leoni e Michela Lupi. 

 

“Domenica prossima assisteremo all’ennesima democrazia dimezzata”, dichiarano i rappresentanti dell’associazione. “Nella nostra provincia stimiamo che oltre 70.000 concittadini saranno di fatto esclusi. Parliamo di più di 50.000 lavoratori e studenti trentini fuori sede che, a causa della mancata reiterazione delle norme temporanee di voto nel domicilio, dovrebbero affrontare viaggi proibitivi per tornare al seggio di residenza. Ma parliamo anche di almeno 25.000 anziani e persone con mobilità ridotta che, non essendo 'allettati', non hanno accesso al voto domiciliare e non sono in condizione di recarsi fisicamente alle urne”.

 

L’associazione sottolinea come la Commissione di Venezia (Consiglio d’Europa) indichi chiaramente che lo Stato deve rimuovere ogni ostacolo alla partecipazione. 

 

“L'Italia – spiega l'associazione - continua a ignorare le soluzioni adottate con successo in altri Paesi europei. In Germania, ad esempio, il 47,3% degli elettori vota comodamente per posta, garantendo piena partecipazione anche a chi è lontano o fisicamente fragile. È inaccettabile che in un’epoca di digitalizzazione e mobilità, l’unico modo per esprimersi su temi fondamentali per il Paese sia quello, ottocentesco, della presenza fisica al seggio di residenza. Se un cittadino italiano residente all’estero può votare per corrispondenza, perché non può farlo un lavoratore trentino a Milano o un anziano con difficoltà motorie nelle nostre valli? È un vulnus che mina la legittimità stessa del risultato referendario”.

 

Più Democrazia in Trentino chiede alla Giunta Provinciale e ai rappresentanti trentini in Parlamento un impegno formale affinché questa sia l’ultima consultazione caratterizzata da tale discriminazione. “L’associazione invierà nelle prossime ore una lettera aperta a tutti i consiglieri provinciali per sollecitare una presa di posizione decisa nei confronti del Governo nazionale” conclude il Comitato Più Democrazia. 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 21 giugno | 19:19
Ivan Degasperi, ex ciclista professionista, nel 2018 ha fondato l'Asd Bike Movement Trentino Erbe, la società per cui correva Adele Cobelli, la [...]
Cronaca
| 21 giugno | 19:44
"Il 2026 continua a regalare soddisfazioni - scrive lo stesso Giacomel in una storia Instagram -. Sono scivolato su un po' di muschio durante [...]
Società
| 21 giugno | 18:40
Di fronte alle tante problematiche che la condizione giovanile oggi affronta, ci sono fortunatamente anche strumenti per i ragazzi per ritrovare la [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato