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Caso Itas, i rappresentanti sindacali dei dipendenti chiedono "pulizia" e una Governance di transizione. Il mega attico di Grassi "fatto alzare" prima del preliminare di compravendita

Lettera unitaria dei sindacati interni a Itas Mutua "condivisa con i lavoratori" quei "mortali" che nono avevano a che fare con il "cerchio divino" di Grassi. Sul mega attico ecco le carte del restauro fatto fare da Itas prima di venderlo all'ex direttore

Di Luca Pianesi e Luca Andreazza - 18 aprile 2017 - 19:42

TRENTO. I "mortali" e la parte sana di Itas prendono le distanze dai "divini" e dalla cerchia di "Zeus" chiedendo ai delegati, che parteciperanno alla prossima assemblea del 27 aprile, di "fare pulizia". E' un messaggio importante quello delle Rappresentanze sindacali aziendali di Itas Mutua. Un messaggio sostenuto, spinto e voluto dai tanti, tantissimi che con la vicenda Grassi nulla c'entrano e chiedono che la loro azienda, la più antica mutua assicuratrice italiana, fondata nel 1821, torni a rispecchiare quei valori di "correttezza, lealtà, trasparenza e rispetto" che vengono esplicitamente citati nella "Missione e valori di riferimento" del Gruppo.

 

Valori che in questi giorni sono, chiaramente, messi in discussione dall'incredibile vicenda che avrebbe riguardato il suo ex direttore generale Ermanno Grassi che è accusato dalla magistratura di truffe, calunnia e, infine, estorsione ai danni del suo presidente Giovanni Di Benedetto. Un Grassi che, da indiscrezioni giornalistiche, pare fosse a capo di un vero e proprio "sistema", di un "cerchio magico dei divini" che potevano beneficiare di regali, doni, cene e serate "elargite" da "Zeus" (questo pare fosse il nome scelto da Grassi per "autocelebrarsi"). 

 

Intanto noi stiamo proseguendo con il nostro approfondimento sulla questione e dopo aver scoperto l'esistenza di un contratto preliminare di compravendita tra Grassi e il presidente Di Benedetto ne stiamo verificando il contenuto. Il contratto preliminare è datato aprile 2015 e quindi è precedente (di quasi un anno) rispetto all'ipotizzata estorsione ai danni del suo presidente ed è, invece, successivo rispetto all'ipotizzata truffa che, per la procura avrebbe riguardato lo stesso appartamento: per l'accusa, infatti, Grassi nel 2014 avrebbe fatto "spendere" a Itas più di 535 mila euro per arredi e oltre 130 mila euro per impianti domotici su quell'attico, facendo figurare il tutto come spese per una nuova sede.  

 


Il sottotetto prima dei lavori 

 

Nello stesso contratto preliminare vengono specificati che "la vendita verrà effettuata con riferimento all'attuale stato di fatto e di diritto del bene oggetto della stessa comprensivo dell'arredo ben noto alla parte promissaria acquirente (Grassi ndr)” e si specifica che alla data del rogito “la parte promittente (Di Benedetto ndr) consegnerà alla parte promissaria (Grassi ndr) acquirente le certificazioni di conformità degli impianti che corredano l'abitazione e il certificato di abitabilità".

 

Ebbene nello stesso atto si citano dei lavori di restauro e in particolare una Scia (Segnalazione Certificata Inizio Attività) presentata il 13 agosto 2013 e altre comunicazioni di manutenzione straordinaria in data 23 settembre 2013 e 17 febbraio 2014. Siamo andati a recuperarci atti e documenti. Sono questi tutti interventi che si riferiscono all'innalzamento del soffitto e al recupero dello stesso a fini abitativi. Le planimetrie, infatti, mostrano che prima dei lavori di restauro, pagati ancora una volta da Itas Mutua (immaginiamo perché solo lei risulta nei documenti presentati in Comune) le tredici finestre a tetto del super attico che sarebbe dovuto diventare di Grassi non esistevano, non c'era il terrazzo, i volumi e le disposizioni dell'immobile erano molto diversi.

 


L'edificio di Piazza Silvio Pellico prima e dopo i lavori. Come si può vedere nel blocco a sinistra prima non c'erano le 13 finestre e, sull'altro lato, mancava lo spazio terrazzo (tutto il sottotetto è stato alzato di 1,5 metri)

 

Il tetto è stato alzato di circa 1 metro e 50 centimetri sia nel blocco Sud che nel blocco Nord. La differenza è che nel blocco Sud ci sarebbero quattro appartamenti, al sesto piano, collegati a quattro ripostigli e a due vani, nel sotto tetto. Nel blocco Nord, invece, identico per dimensioni all'altro, c'è un unico enorme attico (quello dove abitava Grassi e che da contratto, siglato nel 2015, a lui sarebbe stato venduto) con cabina armadio, due ripostigli e tre vani nel sotto tetto (il tutto collegato all'attico da scale).

 


 

Se quindi fosse confermata l'accusa per l'ex direttore generale di aver fatto pagare alla sua Itas oltre 650 mila euro tra arredi e impianti domotici, nel 2014, per quella casa, emergerebbe anche, a questo punto, che il Grassi avrebbe finito per comprarsi il mega attico appena rifatto a nuovo sempre dalla stessa Itas. Insomma, se non fosse stato fermato dalla magistratura, avrebbe, praticamente, comprato un appartamento con gli interni e i lavori di restauro pagati da Itas. Come dire, non male.  

 

Intanto riportiamo interamente la "Lettera aperta delle Rappresentanze Sindacali Aziendali di ITAS Mutua".

 

“La Capogruppo, ITAS Mutua, con oltre 190 anni di tradizione ed esperienza, è la Compagnia assicuratrice del mercato italiano più antica. Ad essa sono strettamente integrate le altre Società che costituiscono il Gruppo ITAS rendendo tutta la gestione del Gruppo orientata al perseguimento del suo primo carattere distintivo: la mutualità. Carattere nel quale implicitamente rientrano gli specifici aspetti della correttezza, lealtà, trasparenza, collaborazione, ambiente, rispetto, affidabilità, innovazione, solidità, con l’obiettivo di garantire il migliore soddisfacimento dei bisogni degli Assicurati, che per ITAS Mutua sono anche Soci.”

 

Le Rappresentanze Sindacali Aziendali, prendendo a riferimento quanto sopra riportato contenuto nella “Missione e valori di riferimento” del Bilancio di sostenibilità del Gruppo, auspicano che gli stessi principi di correttezza, lealtà, trasparenza, collaborazione, rispetto e affidabilità rimangano saldi e siano sempre perseguiti, in quanto rappresentano i valori che i Lavoratori considerano propri e nei quali si riconoscono.

I recenti fatti di cronaca che coinvolgono i vertici di ITAS, amareggiano e preoccupano le organizzazioni sindacali che, interpretando le dichiarazioni raccolte tra i lavoratori, esprimono il reale sentimento avvertito in azienda.

 

Con queste premesse,

 

Chiedono che, con massima trasparenza, venga messa in atto un’azione di pulizia a tutela dell’immagine della Società e di tutti i lavoratori.

 

Chiedono ai Delegati che parteciperanno alla prossima Assemblea del 27 aprile 2017 di farsi parte attiva nel raggiungimento di questo traguardo.

 

Chiedono che, sia posta massima attenzione alle richieste di modifica allo Statuto Sociale di ITAS Mutua e in particolare alla modifica del limite massimo dei mandati di carica per gli amministratori.

 

Richiamano le precedenti richieste fatte alla Presidenza, ancora senza risposta, al fine di promuovere il coinvolgimento dei lavoratori nelle scelte, nelle azioni e nella vita della Società mediante un loro Rappresentante, ispirandosi a modelli di Governance partecipata già in essere nei Paesi dell’Unione Europea maggiormente evoluti, in modo da riequilibrare il rapporto di interessi ad oggi largamente sbilanciato.

 

Chiedono che venga individuata una Governance per un periodo di “transizione”, nell’intento di traghettare la Società con senso di responsabilità, nella ricerca e nel raggiungimento del bene comune, tenendo conto delle radici storiche di ITAS Mutua, anche valorizzando le risorse interne che hanno dimostrato il legame ai valori propri di ITAS Mutua.  

 

Le Rappresentanze Sindacali Aziendali

 

FISAC/CGIL – FIRST/CISL – UILCA - SNFIA

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