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I Gesuiti lasciano Trento. "Andremo via ma continuerà la nostra opera a Villa Sant'Ignazio"

Una decisione, spiegano i Gesuiti "dolorosa ma non completamente inaspettata, perché la nostra comunità era stata approvata, ma solo ad experimentum, per gli ultimi tre anni"

Di G. Fin - 27 aprile 2017 - 08:27

TRENTO. “In questi giorni abbiamo ricevuto dal Provinciale la lettera con la comunicazione della decisione dello scioglimento della nostra comunità religiosa: è una decisione dolorosa ma non completamente inaspettata, perché la nostra comunità era stata approvata, ma solo ad experimentum, per gli ultimi tre anni”. Sono queste le prime parole pubblicate sul sito della Fondazione Sant'Ignazio, attraverso le quali i padri Livio Passalacqua, Mario Marcolini, Alberto Remondini e Leone Paratore hanno annunciato che i Gesuiti se ne andranno da Trento.

 

Lo scioglimento, viene spiegato, si inserisce nel progetto di ridimensionamento del numero delle comunità anche in vista della nascita della nuova Provincia dei Gesuiti che comprenderà, da luglio, oltre l’Albania, anche Malta, con nuovi statuti e governance, chiamandosi Provincia Euro-Mediterranea.

 

L'impegno a Trento però, assicurano i padri Gesuiti proseguirà. “Noi gesuiti andremo via da Trento – viene spiegato - ma continuerà l’Opera, la Fondazione sant’Ignazio, che viene considerata un modello apostolico importante ed efficace per la realtà trentina e di riferimento anche per altre realtà italiane. I padri Mario ed Alberto continueranno a sostenerla”.

 

Un impegno quindi diversa da quello che si è avuto fino ad oggi. “Ben consapevoli che questa notizia potrà portare dolore e sconcerto, confidiamo nella vostra collaborazione in spirito di fede per il bene della continuità dell’Opera, che la Compagnia si impegna a sostenere con una presenza continua anche se in forma non residenziale”.

 

Villa S. Ignazio è stata fondata nel 1929 ad opera della Compagnia di Gesù. L’Arcivescovo del tempo, mons. Celestino Endrici , aveva chiesto ai padri gesuiti, che già risiedevano in città presso la chiesa di S. Francesco Saverio, di offrire la possibilità anche ai fedeli trentini di beneficiare della maestria dei gesuiti per l’esercizio della preghiera.


Foto Fondazione Sant'Ignazio
Foto Fondazione Sant'Ignazio

La Fondazione Sant’Ignazio, invece, ha origine attorno al 1930 per collegare i molti Enti nati attorno a Villa S. Ignazio dalla fine degli anni ’60 in poi, quando la vecchia Casa di Esercizi si era aperta ai grandi cambiamenti sociali, culturali e spirituali del tempo, in ascolto e dialogo con i nuovi fermenti del mondo.

Ad oggi sono 19 gli enti aderenti: due cooperative di solidarietà sociale che si occupano di accoglienza e formazione al lavoro (Coop. Villa S. Ignazio e Coop. Samuele), una organizzazione per l’accoglienza dei rifugiati (Centro Astalli di Trento), tre associazioni di volontari che operano nella marginalità di strada (Volontarinstrada e L’Altrastrada) e nell’accompagnamento dei minori stranieri (Volontari Tutori). 

 

 

Ecco il testo completo dei Padri Gesuiti

 

Cari amici,

in questi giorni abbiamo ricevuto dal Provinciale la lettera con la comunicazione della decisione dello scioglimento della nostra comunità religiosa: è una decisione dolorosa ma non completamente inaspettata, perché la nostra comunità era stata approvata, ma solo ad experimentum, per gli ultimi tre anni.
Questo scioglimento si inserisce nel progetto di ridimensionamento del numero delle nostre presenze comunitarie anche in vista della nascita della nuova Provincia dei Gesuiti che comprenderà, da luglio, oltre l’Albania, anche Malta, con nuovi statuti e governance, chiamandosi Provincia Euro-Mediterranea.

Noi gesuiti andremo via da Trento, ma continuerà l’Opera, la Fondazione sant’Ignazio, che viene considerata un modello apostolico importante ed efficace per la realtà trentina e di riferimento anche per altre realtà italiane. I padri Mario ed Alberto continueranno a sostenerla.

Noi quattro gesuiti ci siamo incontrati nella preghiera e nel discernimento ed abbiamo pensato, con una serenità dono del Signore, che saremmo davvero contenti che questa decisione dei Superiori Maggiori venisse accolta da tutti come un segno che viene dal Signore che non ci fa mancare il suo sostegno. Ben consapevoli che questa notizia potrà portare dolore e sconcerto, confidiamo nella vostra collaborazione in spirito di fede per il bene della continuità dell’Opera, che la Compagnia si impegna a sostenere con una presenza continua anche se in forma non residenziale. Si apre un tempo di grazia e il futuro dell’Opera è ancora di più nelle vostre menti, cuori e mani di laici particolarmente sensibili, come Livio ha pensato fin dall’inizio. Non vorremmo in qualche modo dar spazio a resistenze prevalentemente emotive o ispirate a valori che non ci corrispondono, contrari allo spirito della nostra vita religiosa ed anche ai nostri attuali stati d’animo.

 

Confidando che saprete accompagnarci tutti con il consenso della vostra preghiera e del vostro affetto vi salutiamo

I padri
Livio Passalacqua
Mario Marcolini
Alberto Remondini
Leone Paratore

 

 

 

 

 

 

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