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Treni rumorosi, il 3 aprile l'assemblea del comitato Antivibrazione, "Pronti ad una nuova azione legale"

Filippo Degasperi: "Stiamo ancora attendendo il progetto delle barriere antirumore  che la Provincia già lo scorso anno si era detta pronta a presentare. I cittadini sono stanchi e a questo punto sarà il giudice a decidere"

Di G.Fin - 27 marzo 2017 - 10:29

TRENTO. Ad inizio anno era stata fatta una diffida per chiedere a Rfi di farsi carico del problema rumori e vibrazioni causati dai treni nel tratto cittadino. Ora, a pochi mesi di distanza, il comitato Antivibrazioni, attraverso il proprio avvocato, è pronto a dare il via ad una nuova azione legale.

 

Se ne discuterà lunedì prossimo quando il comitato si riunirà in circoscrizione Centro Storico Piedicastello, nella sala di corso Buonarotti, in una assemblea come sempre aperta al pubblico. Sarà quella l'occasione nella quale si presenterà la nuova iniziativa legale e si conteranno i cittadini che vorranno aderire.

 

La battaglia del comitato Antivibrazioni contro l'eccessivo rumore causato dai treni va avanti da ormai una decina di anni e se è pur vero che l'assessore provinciale Mauro Gilmozzi ha cercato di risolvere in qualche modo la questione, le soluzioni trovate non sono andate bene o i problemi sono rimasti irrisolti.

 

Se da una parte troviamo Provincia e Rfi dall'altra però, il fronte dei cittadini non è unito. Esiste lo storico comitato Antivibrazioni che da un decennio porta avanti la battaglia ma esiste anche il comitato di via Lavisotto che qualche giorno fa ha alzato la voce contro il riscaldamento dei treni diesel all'ex scalo Filzi (posizionati in questo luogo dopo una sentenza del tribunale). Le problematiche trattate sono le stesse ed è per questo che la richiesta che arriva ora è quella di unità. A chiederlo è il consigliere provinciale Filippo Degasperi che fin dall'inizio si è preso a cuore la questione.

 

“Il comitato Antivibrazioni – spiega Degasperi – ha sempre cercato di portare avanti una battaglia che comprendesse tutta l'area interessata dal rumore dei treni. Ognuno ha il diritto di portare i propri problemi ma questa divisione tra comitati viene usata a proprio vantaggio dalla Provincia. Bisogna evitare questo perché i problemi si possono risolvere unendo le forze”.

 

I problemi sul tavolo che verranno discussi il 3 aprile sono molti, a cominciare dal progetto delle barriere che avrebbero dovuto già esistere, ma che invece fino ad oggi nessuno ha visto.

La Provincia - continua Degasperi - lo scorso anno aveva assicurato un progetto sulle barriere ma siamo nel 2017 e ancora non si vede nulla. Oltre a questo, il comitato ha chiesto anche un rallentamento dei treni visto che le barriere da sole servirebbero ben a poco. Una richiesta, questa, che viene rilevata anche all'interno della relazione Appa fatta nel 2015”.

 

Un'altra soluzione si vorrebbe trovare per i nuovi treni treni Jazz, silenziosi durante il viaggio ma che al momento della fermata notturna o del week-end non si possono spegnere completamente. “I treni elettrici a dicembre si spegnevano – afferma Degasperi – ora questi nuovissimi treni con sedili in loden e super tecnologici, a causa di un software non si possono spegnere e producono altro rumore”.

 

Il consigliere del M5S risponde anche a chi commenta che “la stazione ferroviaria è sempre esistita”.

 

“Con passare del tempo la situazione è peggiorata – afferma il consigliere del M5S - perché sono stati eliminati i passaggi a livello, le traversine sono state messe in calcestruzzo, sono aumentati i binari e cambiate le motrici dei treni. I treni merci che una volta passavano a velocità ragionevole ora sfrecciano velocissimi. I treni diesel venivano scaldati dentro le rimesse. Poi sono stati cambiati e non ci stavano più. Oltre a questo, sempre i treni diesel 15 anni fa si accendevano e partivano ora devono stare fermi due ore”.

 

Tanti problemi che rendono difficile la vita di chi abita lungo la via ferroviaria cittadina senza alcun genere di protezione da rumori e vibrazioni. Lo spostamento all'ex Scalo Filzi, come già detto, è stata un'azione obbligata da parte della Provincia dopo l'istanza giudiziale di alcuni condomini di corso Buonarroti. La scelta del luogo, anche in questo caso, non è stata condivisa dai cittadini dai quali era arrivata la proposta dello spostamento dei treni diesel per l'accensione al nuovo scalo Filzi, ben più lontano dal centro cittadino e dalle abitazioni.

 

“Il 3 aprile – conclude Degasperi – analizzeremo la situazione per capire come andare avanti. Tutti i cittadini possono partecipare all'assemblea alle 17.30. In quella occasione vedremo anche le nuove azioni legali da portare avanti e sarà il giudice a stabilire chi deve rispettare la legge”.

 

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