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Belluno
26 agosto | 17:57

Al via il Bio Film Festival: quattro giorni dedicati alla biodiversità, con film, cultura e prodotti locali attorno al tema dell’acqua selvatica

Da giovedì 28 a domenica 31 agosto il Bio Film Festival torna con la sua terza edizione: saranno presentati i film vincitori del concorso, ma ci saranno anche ottimo cibo locale e molte attività collaterali legate ai progetti dell’associazione N’Altra. Il Dolomiti ha intervistato il vicepresidente Lorenzo Cassol, che ci spiega l’importanza di diffondere “n’altra coltura, cultura e arte” sul territorio

SOSPIROLO. Torna con la sua terza edizione l’evento che rende protagonista la biodiversità tra le Dolomiti bellunesi: da giovedì 28 a domenica 31 agosto il Bio Film Festival presenterà i film vincitori del concorso, offrirà cibo locale e aprirà dibattiti e riflessioni sulla salvaguardia della biodiversità. "È nato a Sospirolo, alle porte del Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi, ma l’idea è che diventi itinerante. Quest'anno saremo anche a Malga Van, l’anno scorso eravamo a Feltre: insomma, stiamo già iniziando a spostarci perché il festival è in continua evoluzione", racconta a Il Dolomiti Lorenzo Cassol, vicepresidente dell’associazione N’Altra, che organizza l’evento.

 

Nata per promuovere e tutelare la biodiversità, l'associazione si occupa infatti di incentivare modalità sostenibili di approccio al territorio. “Lo slogan con cui è nata - prosegue - è ‘n’altra coltura, cultura e arte’, che significa proporre una cultura diversa su questi valori. Con il Festival, ad esempio, tocchiamo luoghi meno conosciuti ma vicini a questa filosofia”. Uno di questi è appunto Malga Van, che i lettori de Il Dolomiti conoscono bene e che ha da poco festeggiato un anno di attività (qui l’approfondimento). L’appuntamento a Valmorel sarà venerdì 29 agosto, con un laboratorio per i bambini, un dibattito sul perché c'è più bisogno di malghe Van e una cena con i prodotti della struttura.

 

Cuore dell’evento sono però i film. “Il primo anno - spiega Cassol - ne abbiamo ricevuti oltre 1.000, ma abbiamo dovuto mettere paletti più stringenti. Adesso ne arrivano circa 120-150 l’anno, dei quali 20 vanno in finale”. I film in concorso saranno proiettati venerdì a Valmorel, mentre la proiezione e la premiazione dei vincitori avverrà sabato sera a Sospirolo. “Tuttavia - aggiunge - durante gli eventi annuali dell'associazione ne facciamo vedere alcuni particolarmente meritevoli, per portarli a conoscenza nel territorio”.

 

Accanto ai film, vari eventi collaterali danno poi risalto ai progetti di N’Altra. “Facciamo attività con bambini e ragazzi - specifica Cassol - in collaborazione con l’associazione Dafne. L’anno scorso, ad esempio, grazie a un finanziamento regionale abbiamo unito bambini e anziani nella creazione di un orto condiviso a Sospirolo, mentre quest’anno abbiamo coinvolto quattro giovani nella creazione di un piccolo mulino sonoro che presenteremo al Festival. Cerchiamo dunque di ampliare l’offerta attorno a un tema sempre diverso: quest'anno è l’acqua selvatica, che l’uomo cerca di controllare ma che poi, come vediamo durante gli eventi atmosferici, fa quello che vuole. Il documentario Mar de Molada sarà il primo a trattarlo nella serata di giovedì, ripercorrendo il percorso fatto da Marco Paolini per arrivare allo spettacolo”.

 

E il riscontro del pubblico? “Finora è sempre stato positivo - risponde Cassol - e siamo molto contenti, anche perché non è un festival convenzionale ma si tratta di eventi particolari, in cui l’imprevedibile non manca mai. Inoltre, pur essendo preparati in caso di pioggia, sedersi su un prato sotto il cielo per vedere dei film fa parte dell’atmosfera che vogliamo creare. È apprezzata anche la possibilità di confrontarsi con gli autori: il pubblico ha infatti voglia di conoscere e parlare di questi temi. La nostra impressione è che davvero le persone inizino a sentire l’importanza di affrontarli anche nel piccolo, e noi cerchiamo di parlare il più possibile di territorio”.

 

L'associazione è composta da cinque membri fondatori, oltre a tutti i volontari che si aggiungono agli eventi. Oltre a Lorenzo, ci sono Mirco d’Incà e Johannes Keintzel, che hanno lanciato il progetto Triticum Dolomiti dedicato alle pratiche agricole innovative e rigenerative, Rachele Stentella, agronoma dell’alto Agordino che coordina programmi di ricerca e innovazione in aree marginali per trovare soluzioni al cambiamento climatico, e Michela Centeleghe, apicoltrice di Pedavena che ha creato La casa di Maia, azienda apistica con fattoria didattica e un museo con l'obiettivo di creare cultura sugli impollinatori. Insomma, una squadra impegnata nella tutela della biodiversità e dell’agroalimentare, che sembra essere tra i temi centrali dell’associazione. “Lo è sicuramente - conferma Cassol - infatti anche al Festival proponiamo un piccolo spazio di cucina con prodotti locali per diffondere cultura alimentare e aumentare la consapevolezza su cosa è possibile produrre nel territorio e sull’esistenza di un altro modo di coltivare”.

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