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Calo dei turisti sul Garda, Pellegrini di Fierecongressi: “Alzare la qualità del turismo tra mobilità, servizi e investimenti”

I numeri parlano chiaro rispetto allo stesso periodo del 2018, nell’Alto Garda, si contano oltre 20mila presenze in meno, dati questi che accomunano tutto il Lago. Promozione del turismo di qualità, mobilità sostenibile, migliori servizi e maggiori investimenti nel comparto fieristico le proposte del presidente di Fierecongressi

Di Tiziano Grottolo - 25 agosto 2019 - 19:20

RIVA DEL GARDA. Il turismo sul lago di Garda è in calo, lo dicono i dati, che evidenziano inoltre come il fenomeno riguardi la maggior parte dei comuni che si affacciano sul bacino, con poche eccezioni come il caso di Limone.

 

Tra le motivazioni c’è sicuramente la “riapertura” di canali turistici nel Mediterraneo orientale, con Egitto e Turchia a fare da padroni, ma anche Grecia e Croazia fanno la loro parte togliendo una fetta di turisti al lago di Garda.

 

Numeri alla mano possiamo affermare che, prendendo in esame il periodo gennaio-giugno dal 2017 a questa parte, il calo registrato nell’Alto Garda sia considerevole facendo registrare in media un passivo di 22mila presenze in meno. Se nel 2017 le presenze negli esercizi alberghieri si attestavano a quota 779349, nel 2018 subivano una leggera decrescita, fino al crollo del 2019 fermatesi a 756 476. Certo la stagione deve ancora finire e da un mese all’altro l’andamento è stato altalenante ma sono comunque numeri che fanno discutere.

Per comprendere meglio questo fenomeno e magari portare alla luce delle possibili soluzioni abbiamo deciso di interrogare il presidente di Riva del Garda Fierecongressi, Roberto Pellegrini, che dalla sua posizione ha sicuramente un punto di vista privilegiato sulla questione.

 

“Non mi inquieterei troppo per una diminuzione di questo tipo dovuta a svariati fattori che non dipendono da noi – Pellegrini cita proprio quelle località, segnate in passato da episodi di terrorismo, che ora stanno recuperando spazio – non credo quindi che ci sia da allarmarsi, certo, a meno che non si registri ogni anno un calo di 20mila presenze”.

 

Come giustamente sottolinea il presidente di Fierecongressi 20 anni fa esisteva il problema della destagionalizzazione, superato grazie agli sforzi messi in campo da imprenditori e amministrazioni, e anche grazie alle attività legate alla fieristica congressuale. Nel tempo infatti, a differenza che altrove, nell’Alto Garda le stagioni si sono allungate sempre di più, fino a raggiungere in alcuni casi anche i 10 mesi.

 

“L’Alto Garda dovrebbe interrogarsi piuttosto su come alzare la qualità del turismo, dal punto di vista del mercato bisognerebbe puntare ad alzare la capacità di spesa di chi soggiorna nelle nostre strutture, garantendo così marginalità più alte agli imprenditori che poi le reinvestono nel territorio”.  

 

Per fare questo serve un’attenta analisi dei mercati nazionali e internazionali per capire dove è meglio lanciare i messaggi promozionali, al contempo però, continua Pellegrini, bisogna selezionare e qualificare l’offerta anche in termini di eventi e strutture a disposizione.

 

“Il nostro è un territorio che troppo spesso viene snobbato e rimane fuori dalle grandi politiche di promozione e di marketing provinciali, la Pat dovrebbe insistere maggiormente sul Garda oltre che sulle Dolomiti”.

 

Limone, fra le poche località a non risentire della “crisi”, ha scelto di diversificare l’offerta per accontentare tutte le clientele, offrendo al contempo strutture all’avanguardia ma anche tanti servizi e soprattutto una politica di contenimento dei prezzi.

 

Soluzione che potrebbe trovare d’accordo anche il presidente del player fieristico rivano che precisa: “Mi limito ad osservare la situazione dal mio particolare punto di vista, non serve fare la guerra al turismo mordi e fuggi, si tratta di trovare il giusto equilibrio, tenendo presente però che chi viene qua la mattina e scappa la sera non produce ricchezza”.

 

Un esempio su tutti: in media un turista ha una capacità di spesa tra i 65 e i 70 euro al giorno, chi invece partecipa agli eventi fieristici spende tre volte tanto, con ricadute importanti sul territorio: “Si tratta di target diversi che devono essere selezionati anche in base alla capacità di spesa – persone che al contempo sono più esigenti afferma Pellegrini – è anche in questo modo che si misura la capacità di un territorio di elevare la qualità dei servizi forniti”.

 

Uno degli altri nodi fondamentali da risolvere è sicuramente quello della mobilità: “Se c’è un problema di questo tipo nell’Alto Garda? Certo, ma non sono convinto che le mega-opere possano risolvere queste criticità”. Pellegrini effettivamente non è il sole a nutrire dei dubbi in proposito.

 

“È da quando avevo i pantaloni corti che si parla di un collegamento fra Vallagarina e Alto Garda ma è rimasto solo sulla carta, i disagi maggiori poi li vive chi per lavoro deve spostarsi tutti i giorni, se dopo 40 anni che se ne parla la galleria non dovesse migliorare la viabilità beh non saprei che dire, di certo non sono un fanatico di queste opere soprattutto in una zona delicata come la nostra, tenendo conto che chi viene qui lo fa in particolare per l’ambiente”.

 

Tornando al calo dei turisti sul Garda, in questo senso, un ruolo fondamentale può essere giocato dal comparto fieristico e congressuale fiore all’occhiello di Riva del Garda e richiamo per decine di migliaia di avventori.

 

“Il mondo fieristico è investito da mutamenti profondi, in Italia negli ultimi 10 anni hanno chiuso decine di eventi e fiere importanti, ciò ci ricorda che non bisogna dormire sugli allori, gli eventi si possono perdere e per questo si deve saper guardare lontano mantenendo flessibilità e creatività”

 

Le linee strategiche di Fierecongressi prevedono di blindare i principali eventi come ‘Expo Riva Schuh’ e ‘Expo Riva Hotel’ e per fare questo si dovranno implementare i quartieri fieristici di Riva del Garda: “Nei prossimi 3 anni spero che ci si riesca a dotare di volumi e superfici maggiori, indispensabili per migliorare la qualità dell’offerta, anche se siamo in ritardo di 30 anni. Molto spesso – conclude Pellegrini – ci si concentra per trovare slogan ad effetto e soluzioni fantascientifiche dimenticandosi però le regole basilari per portare avanti iniziative di successo”.

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