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Progettone, Fugatti (prima): ''Ascoltate i lavoratori'', ma ora non vengono stanziate risorse. Cgil, Cisl e Uil: ''Presa in giro. Propongono un rinnovo a zero euro in più''

Duri i sindacati dopo l'incontro con l'assessore Achille Spinelli. Maurizio Zabbeni (segretario Flai Cgil), Fulvio Bastiani (segretario Cisl Fai) e Fulvio Giaimo (Uila Uil): "Incontro deludente, giravolta della maggioranza di governo. Ora pianifichiamo le azioni di lotta"

Di Luca Andreazza - 06 agosto 2019 - 12:48

TRENTO. Sono passati tre anni e le idee cambiano, quasi un déjà vu tra l'allora consigliere e attuale presidente della Provincia in materia punti nascita (Qui articolo). Anche in quel caso correva l'anno 2016, quando Maurizio Fugatti e Claudio Cia sollecitavano la giunta Rossi ad ascoltare i lavoratori del Progettone sul rinnovo del contratto. Nel 2019 la maggioranza è cambiata e si torna a trattare l'accordo ormai scaduto da due mesi. Ci si aspetterebbe quindi un deciso cambio di passo e invece arriva la giravolta: niente risorse in più.

 

E i sindacati entrano a gamba tesa sulla giunta provinciale. "Un incontro deludente, la giunta prende in giro l'intero comparto del Progettone", così Maurizio Zabbeni (segretario Flai Cgil), Fulvio Bastiani (segretario Cisl Fai) e Fulvio Giaimo (Uila Uil) dopo l'incontro di venerdì scorso con l'assessore Achille Spinelli. "La giunta - proseguono i sindacati - ha affermato di poter concedere le risorse già stanziate, ma intende praticamente recuperare le maggiori tasse pagate sul premio di risultato, nei fatti proponendo un rinnovo contrattuale a zero".

 

I sindacati mettono, infatti, in luce la giravolta dell'attuale maggioranza di governo. "Alla prima occasione - proseguono Zabbeni, Bastiani e Giaimo - riescono a fare peggio della precedente giunta e non vogliono mettere un euro in più per rinnovare l'accordo, quando questa classe politica all'opposizione si è sempre lamentata per considerare l'accordo sul Progettone non dignitoso. Chiediamo che le richieste contenute nella nostra piattaforma vengano accolte, l'intenzione è quella di fissare un incontro con il presidente Fugatti per sbloccare la trattativa e trovare le risorse necessarie per valorizzare il comparto".

 

Un nulla di fatto nella trattativa per il rinnovo del contratto di settore scaduto nel giugno scorso. "La componente politica - aggiungono i sindacati - intende offrire nella trattativa quanto già stabilito in quanto contenuto nella clausola di salvaguardia inserita nell'accordo in vigore. La giunta non aggiunge un euro in più ai 500 mila euro già previsti: questa è la considerazione di piazza Dante nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori del Progettone".

Il Progettone è utilissimo per il Trentino, i lavoratori e le lavoratrice del comparto sono impiegati per interventi di ripristino e valorizzazione ambientale nel "verde", come la realizzazione o la manutenzione delle piste ciclabili e dei sentieri, ma anche per il funzionamento dei servizi erogati da enti pubblici come la custodia di castelli e musei, la gestione di archivi e front office, biblioteche e centri di raccolta differenziata.

 

E Cgil, Cisl e Uil promettono battaglia. "A inizio settembre - concludono Zabbeni, Bastiani e Giaimo - faremo assemblee per spiegare ai lavoratori quanto è emerso durante due mesi di trattative per decidere insieme quale forma di lotta mettere in campo e portare avanti. L'intenzione è quella di far cambiare idea a quella parte politica che solo tre anni fa gridava allo scandalo per il precedente rinnovo contrattuale. E' necessario un cambio di passo della giunta e una presa di responsabilità".

 

Un altro passo di valzer nei cambi di direzione di questi mesi. L'ultimo in materia punti nascite, ma anche l'incertezza nel futuro post-contratto triennale tra Trentino e Rcs a lunga vita al Festival dello sport in quel di Trento (Qui articolo) e il Festival dell'Economia (Qui articolo). A questo si aggiungono la sanità (Qui articolo) e protonterapia (Qui articolo), il mercato del lavoro (Qui articolo) e i ritiri calcistici (Qui articolo). Cambi di prospettive legittimi e, se si vuole, il lato positivo è quello di mantenere e conservare quello che funziona, ma questa volta rischiano di restare a bocca asciutta i lavoratori.

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