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Allungare la scadenza del latte fresco da 6 a 10 giorni, la Pat: ''Non siamo intervenuti pubblicamente ma non siamo rimasti inerti: sappiamo che danneggerebbe le nostre aziende''

Piazza Dante interviene anche per il grido d'allarme di Unione allevatori, A.n.a.re e l’Associazione agriturismo trentino per le prossime e imminenti scadenze, che rischiano di mettere ulteriormente in difficoltà un settore alle prese con le incertezze legate all'emergenza coronavirus. Molti contratti per la gestione del patrimonio silvo-pastorale del Trentino vanno a bando, ma il meccanismo dell'offerta economica accende più di qualche preoccupazione

Di Luca Andreazza - 21 aprile 2020 - 21:21

TRENTO. "Se la Giunta provinciale finora non è intervenuta pubblicamente in relazione alla partita della scadenza del latte fresco, non significa che fino a oggi è rimasta inerte". Così l'assessora Giulia Zanotelli e il vice presidente Mario Tonina intervengono sulla questione della proposta avanzata a Roma da parte del gruppo Granarolo per allungare la scadenza del latte fresco da 6 a 10 giorni. 

 

E' di questi giorni l’allarme lanciato da Latte Trento (Qui articolo) e raccolto subito da Cia-Agricoltori italiani Trentino (Qui articolo), ma anche da Confesercenti e Federcoop (Qui articolo). L'appello è quello di non permettere questa modifica legislativa, ma piuttosto di tutelare le piccole aziende e il sistema territoriale.

 

La vendita del latte fresco attraversa un periodo di crisi a favore di prodotti di trasformazione e di più lunga conservazione, un crollo del consumo di latte fresco tra il 25% e il 35% a causa della chiusura di mense, bar e ristoranti, più in generale il settore Ho.re.ca., bloccati e in lockdown per l'emergenza coronavirus. Allungare la scadenza permetterebbe alle grandi multinazionali di aumentare ulteriormente il proprio peso sul mercato, mentre i produttori locali andrebbero definitivamente in crisi.

 

Nel frattempo il consiglio di amministrazione di Latte Trento ha deciso di formalizzare la ferma e assoluta insussistenza della necessità di allungare la data di scadenza del latte fresco. La cooperativa chiede inoltre alle associazioni sindacali una presa di posizione netta, trasparente e inequivocabile per difendere i propri associati e garantire alle aziende trentine di mantenere le attività aperte anche sulle montagne del territorio.

 

Ora arriva l'intervento della Provincia. "Sappiamo bene - aggiungono Zanotelli e Tonina - che proposta la proposta di allungare la scadenza andrebbe a danneggiare le produzioni trentine, già messe a dura prova dal Covid-19. Il tema è stato posto anche all’interno del Gruppo tecnico di lavoro del comparto agricolo, istituito nelle scorse settimane per affrontare la situazione legata alla pandemia. Inoltre c'è un costante contatto con la delegazione parlamentare, prova è l’interrogazione sul tema presentata negli scorsi giorni, e un dialogo in corso con la ministra Bellanova. Il lavoro, anche se dietro le quinte, è continuo, e stiamo ponendo la massima attenzione alle dinamiche non solo interne ma anche nazionali e internazionali. Non lasceremo soli i produttori trentini, garanzia di qualità e presidio fondamentale del territorio".

 

Non solo, piazza Dante interviene anche per il grido d'allarme di Unione allevatori, A.n.a.re e l’Associazione agriturismo trentino per le prossime e imminenti scadenze, che rischiano di mettere ulteriormente in difficoltà un settore alle prese con le incertezze legate all'emergenza coronavirus. Molti contratti per la gestione del patrimonio silvo-pastorale del Trentino vanno a bando, ma il meccanismo dell'offerta economica accende più di qualche preoccupazione (Qui articolo).

 

"Con l'occasione - conclude Zanotelli - ricordiamo che in relazione alle procedure di affido delle malghe, il presidente Maurizio Fugatti ha aperto con un'ordinanza alla possibilità di affidamento della gara, anche senza sottoscrizione del contratto, e alla proroga delle concessioni in scadenza o scadute dopo il 9 marzo fino al 31 dicembre 2020. Tutto questo nella consapevolezza del ruolo fondamentale che svolge la zootecnia in Trentino, con una ricaduta che va oltre l'incidenza sulla produzione lorda vendibile agroalimentare, rappresentando un  comparto chiave per lo sviluppo dell'ambiente montano sotto diversi profili. Tutto ciò in piena coerenza con gli orientamenti programmatici per contrastare lo spopolamento delle alte quote, valorizzare i prodotti locali, la sostenibilità e i giovani". 

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