Insulti e attacchi ai benzinai per l'aumento dei prezzi: "Non è colpa nostra. Guadagniamo 3 centesimi al litro indipendentemente dal costo del carburante"
I benzinai riportano preoccupazione per l'aumento vertiginoso dei prezzi dei carburanti, ma anche per il caro bollette. Sono tanti gli episodi di lamentele da parte dei clienti, registrati ai distributori di benzina. Il presidente Faib Corsi: "Il ministro Cingolani spieghi ai cittadini che non stanno speculando i gestori delle pompe, ma chi produce e distribuisce il prodotto"

TRENTO. “I benzinai guadagnano un fisso di 3 centesimi lordi al litro, indipendentemente dal prezzo del carburante. Non è un guadagno che va a percentuale”. Così Fabio Corsi, presidente della Federazione autonoma italiana benzinai - Confesercenti del Trentino riporta le difficoltà dei titolari dei distributori di benzina che in questo momento stanno soffrendo non soltanto a causa dell’aumento vertiginoso dei costi dei carburanti, ma anche per il caro bollette. Tutti costi che ricadono inevitabilmente sui consumatori, visti i prezzi di benzina e gasolio, saliti sopra i due euro per litro in pochissimo tempo. Moltissimi gli insulti e le lamentele che in questi giorni si stanno riversando sui titolari delle pompe, che si definiscono "esausti".
“Stiamo registrando un momento davvero critico e preoccupante per i gestori – spiega – da un lato il costo del carburante fa scendere la richiesta, le persone cercano di consumare meno. Inoltre il caro bolletta: un impianto di carburante medio si troverà a spendere 15 mila euro in più all’anno”. Il presidente Faib racconta che “sono tanti gli episodi di clienti che presentano lamentele per gli aumenti”, ma ricorda che “i benzinai sono soltanto delle vittime dei rincari, non degli speculatori”. La categoria sostiene di essere “esausta”: “Noi acquistiamo dalle compagnie a maggior costo. Facciamo da ‘parafulmine’ per i clienti perché il prezzo alla pompa è determinato dalle compagnie, non dai gestori”, riportano i titolari.
Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica a SkyTg24 ha dichiarato che "l'aumento del prezzo dei carburanti è ingiustificato, non esiste motivazione tecnica di questi rialzi” e che “la crescita non è correlata alla realtà dei fatti ma è una spirale speculativa su cui guadagnano in pochi". A questo Corsi risponde che “il ministro deve spiegare bene ai cittadini chi sta speculando, che non sono i gestori di benzina, ma coloro che producono e distribuiscono il prodotto” (Qui l'articolo).
Al tavolo con il Mise Faib-Confesercenti ha chiesto di intervenire in particolar modo sulla differenza dell’accise che porterebbe un beneficio immediato: “Sterilizzando la parte di quota dell’Iva sulle accise potremmo arrivare a 7 centesimi al litro in meno”.
Dopo l’inizio del conflitto in Ucraina è sorta una certa preoccupazione riguardo agli approvvigionamenti energetici, considerando che l’Italia dipende fortemente dalla Russia. L’interruzione del flusso di gas e petrolio dalla nazione governata dal presidente Vladimir Putin destabilizzerebbe gravemente la situazione in Europa, anche se i primi effetti della crisi si stanno già manifestando.
“Dalla Russia noi prendiamo circa il 10 percento di petrolio, non così tanto rispetto ad altri Paesi, ma il grande problema è l’energia”. Un altro che si aggiunge è quello della liquidità: “Rispetto a qualche mese fa - conclude il presidente - il gestore ora spende 4 mila euro in più su 10mila litri di acquisto. La situazione è davvero preoccupante”.














