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La ripartenza del Garda: ''Buon avvio dell'estate ma dobbiamo ripensare alla gestione dei flussi per puntare sulla qualità''. E sugli stagionali: ''C'è la crew card''

Il presidente dell'Azienda per il turismo Garda Dolomiti traccia un bilancio dell'avvio dell'estate: "Buonissimo inizio e le prospettive sono più che interessanti. Questa è la vera stagione della ripartenza dopo due anni difficili a causa dell'emergenza Covid". E sugli stagionali: "Sono i primi ambasciatori del territorio, ci sono carenze ma situazione migliore rispetto alle altre zone"

Foto di Apt Garda Dolomiti (Giampaolo Calzà)
Di Luca Andreazza - 20 giugno 2022 - 21:19

RIVA DEL GARDA. "Un buonissimo avvio di stagione, le indicazioni preliminari sono positive e gli operatori sono soddisfatti". A dirlo Silvio Rigatti, presidente dell'Azienda per il turismo Garda Dolomiti. "Questa è la vera stagione della ripartenza e siamo riusciti a iniziare il periodo estivo come da consuetudine a Pasqua. Ci sono tutte le potenzialità per ritornare alla situazione antecedente l'emergenza Covid".

 

Un motore del Pil provinciale ha ripreso a correre e l'attesa è molta dopo le primavere cancellate e le partenze ritardate a causa dell'epidemia degli anni scorsi. Il mondo tedesco è ritornato a viaggiare verso il Garda e il turismo ha ripreso a girare a pieno ritmo. "Siamo nella fase finale dei ponti religiosi che muovono i grandi flussi di visitatori dalla Germania. E' ancora un po' presto per tracciare un bilancio - dice Rigatti - ma le prospettive sono assolutamente interessanti con un aumento del fatturato a livelli pre-Covid".

 

Ancora una settimana a tutta, poi una decina di giorni a tirare il fiato e quindi il gardesano entra nel vivo per due mesi che si annunciano da sold out. "Il calo a cavallo tra fine giugno e inizio luglio è fisiologico - spiega il numero uno dell'Apt Garda Dolomiti - c'è in generale grande fiducia e molto ottimismo per consolidare un trend di ripartenza davvero importante: le presenze appaiono in crescita, ma sono soprattutto i fatturati a far registrare segni 'più' per un'iniezione di speranza fondamentale dopo tante incertezze e difficoltà".

 

Un boom di turisti concentrati tra luglio e agosto che, però, impone riflessioni sulla tipologia di turismo che si intende sviluppare nell'Alto Garda. "Un flusso eccessivo non è sinonimo di qualità e si ragiona per cercare di allungare ulteriormente la stagionalità per evitare un imbuto troppo localizzato nell'arco di due mesi. Una forte presenza di turismo è positiva - aggiunge Rigatti - non se diventa troppo caotico: questa dinamica rischia di infastidire il visitatore e la destinazione può perdere di appeal".

 

E per questo i "cantieri" sono aperti per implementare un turismo più sostenibile e decongestionare gli arrivi sul Garda. "E' importante trovare un equilibrio per massimizzare i vantaggi e i benefici sulle nostre località. Un'azione da attuare nel breve periodo è quella di spostare la domanda anticipando e posticipando gli eventi in altri periodi per rafforzare altre settimane di vacanza".

 

Un nodo con cui anche il gardesano si trova a fare i conti è quello della carenza di lavoratori stagionali. In Italia e in Trentino manca la manodoperaUn problema che riguarda diversi settori strategici, compreso quello del turismo. Da un lato si assiste a una crisi demografica in corso dal tempo, dall’altro con la ripresa seguita ai lockdown è diminuita la disoccupazione.

 

E anche sul Garda trentino si parte da un numero inferiore rispetto al fabbisogno medio. "Ci sono criticità di questo tipo anche nella nostra area, anche se forse in misura minore perché riusciamo a garantire un periodo di occupazione più lungo rispetto alla montagna: la stagione dura 8 o 9 mesi e possiamo contare sulla forza di centri urbani piuttosto forti, come Riva del Garda e Arco. A ogni modo mancano certamente stagionali e per far fronte a un buon afflusso di turisti, la richiesta è di almeno 1 o 2 addetti in più per un servizio di qualità, questo significa almeno 1.500 lavoratori in più rispetto agli standard".

 

Quello della qualità e dell’adeguatezza delle retribuzioni però è un problema che chiama in causa anche le imprese perché a bassi salari corrisponde una minore produttività. E in definitiva una difficoltà nel reperire manodopera. "Abbiamo introdotto la crew card per cercare di dare una risposta all'attrattività del lavoro e per fornire alcuni agevolazioni allo staff: questa carta consente di usufruire di promozioni in oltre 80 aziende e un giro di oltre 700 lavoratori coinvolti".

 

Una crew card che comprende una maglia Montura e una serie di benefits. "L'emissione di questo strumento è annuale e permette di vivere e conoscere meglio l'ambito attraverso le esperienze: sono i primi ambasciatori del nostro territorio e svolgono un ruolo fondamentale per veicolare l'attrattività del Garda, tra i luoghi più belli, anche per trovare occupazione. Gli imprenditori hanno una grande consapevolezza e un grande rispetto verso i lavoratori", conclude Rigatti.

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