Mezzacorona al top nella comunicazione digital: è la miglior cantina d'Italia. Presentato il bilancio, che tocca livelli mai visti: 218 milioni di euro
Mezzacorona è al vertice. Scala in seconda fila blasoni del calibro di Frescobaldi, Ruffino, Antinori, Santa Margherita, con Cavit e Lunelli - per citare gli altri trentini - che chiudono la graduatoria, in una classifica basata su parametri che tengono conto di canali social, followers, e - commerce e frequenza di aggiornamento, lingue e animazioni varie digital

MEZZOCORONA. Macina record - o meglio - sprizza con dinamismo potente in ogni classifica. E’ la cantina al top della ricerca legata al "Gusto digitale", dopo la minuziosa analisi delle prime 25 aziende vitivinicole italiane.
Un primato che però non accontenta lo staff del colosso enologico di Mezzacorona: oggi, sabato 16 dicembre, all’assemblea dei soci è stato presentato il bilancio, che ha raggiunto il record storico attorno ai 218 milioni di euro. Talmente solido che riesce a liquidare quasi 70 milioni di euro agli oltre 1500 suoi soci conferenti. Resa per ettaro vicina ai 20 mila euro, buon riscontro ( ma non un record ) proprio perché in molte cantine cooperative del vicino Alto Adige il viticoltore riesce a ad avere remunerazioni molto, ma molto superiori, nonostante vendemmie parche, improntate però esclusivamente all’alta qualità.
Questa però è una questione da valutare in altra sede, in confronti - tra costi e ricavi - che vedono il vino sudtirolese tra i più osannati dalla critica e da pignoli consumatori, pronti a spendere per certi "cru" oltre 130 euro a bottiglia! In compenso il Trentino surclassa tutti con i suoi spumanti classici. il Trentodoc è leader su piazze di mercato, pure su quelle digitali.
Torniamo in riva al Noce. Aumentano i collaboratori, quasi 500, cresce pure il patrimonio netto, verso i 106 milioni, ma vento in poppa anche per le esportazioni, con l’80% verso l’estero, 70 Paesi, specialmente verso l’America. Inutile sottolinearlo, il Gruppo che troneggia nel Campo Rotaliano dimostra una potenza cooperativistica che non teme confronti. In tuti i sensi. Spazia dalle Dolomiti alla Sicilia. Coinvolge e affianca alla filiera vitivinicola pure quella delle mele (la Valentina) e mette in fila diretti competitors, grazie al dinamismo del suo management indubbiamente, ma pure perla consolidata qualità dei suoi variegati prodotti.
Vini che coniugano il "bere quotidiano" con le proposte più esclusive, tra vini imbottigliati e venduti a prezzi ultra concorrenziali - un manipolo di euro - e selezioni mirate ai più esigenti, i "wine lovers" che poco concedono all’approssimazione. Molti di questi sfruttano i social per una scelta.
E in questo Mezzacorona è al vertice. Scala in seconda fila blasoni del calibro di Frescobaldi, Ruffino, Antinori, Santa Margherita, con Cavit e Lunelli - per citare gli altri trentini - che chiudono la graduatoria, in una classifica basata su parametri che tengono conto di canali social, followers, e - commerce e frequenza di aggiornamento, lingue e animazioni varie digital.
I conti tornano, dunque, nonostante certe campagne salutistiche, la crescente criminalizzazione del vino, le restrizioni all’export provocate dai drammi bellici, pure da mode che spingono per il cosiddetto "no vino", quello praticamente a zero tasso alcolico.
Urge intensificare azioni di educazione sensoriale, per un bere sempre più responsabile. Lo ha ribadito da Luca Rigotti, presidente del Gruppo. Rafforzando interventi operativi per sviluppare concetti di ecosostenibilità abbinata a campagne di comunicazione, per un ricambio generazionale (a proposito: la cantina nel 2024 festeggerà i 130 anni dalla fondazione) e dunque suggerire un consumo di vino decisamente responsabile.












