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Belluno
28 ottobre | 20:09

Rifiuti, bollette quadruplicate e i cittadini si mobilitano: "Tante domande, ma nessuno risponde. Faremo un’altra segnalazione ad Arera e vediamo come reagiscono i gestori"

Si è tenuta a San Vito di Cadore la prima serata con i cittadini promossa da Vivaio Dolomiti e Comitato cittadini Feltre sul tema rifiuti. Sul tavolo i grossi rincari nei Comuni gestiti da Valpe e la mancanza di trasparenza sulle motivazioni, mentre si pensa a un’ulteriore segnalazione ad Arera con le bollette raccolte. Prosegue inoltre la raccolta firme lanciata un anno fa contro l’iva sulla Tarip

Rifiuti, bollette quadruplicate e i cittadini si mobilitano: Tante domande, ma nessuno risponde

SAN VITO DI CADORE. Sala gremita di persone con le idee chiare su un tema che riguarda tutti: il caro bollette. Questa volta, però, il caso specifico converge sui rifiuti, i cui costi nel Bellunese sono lievitati a dismisura e senza un apparente motivo, lasciando i cittadini incapaci almeno di capire cosa sta succedendo.

 

A lanciare l’allarme sono il Comitato cittadini Feltre e l’associazione Vivaio Dolomiti, che hanno organizzato una prima serata con cittadini ed esercenti della Val Boite, tra le aree più colpite dai rincari (i dettagli). “Dalle bollette che abbiamo visto - spiega a Il Dolomiti la referente del Comitato Nadia Forlin - effettivamente non si capisce nulla. L’aspetto più importante emerso è proprio la mancanza di trasparenza: i presenti concordavano con il fatto che la documentazione dovrebbe essere alla portata di tutti, ma da parte di Valpe la trasparenza non c’è. Molti ci hanno anche chiesto se devono pagare bollette così pesanti: sicuramente è meglio farlo, perché un eventuale ricorso preventivo rischia di far trascinare cause che non si sa come andranno a finire”.

 

Ciò però non significa immobilismo. Anzitutto sono state raccolte ulteriori 180 firme per la petizione lanciata lo scorso anno per la sospensione dell’iva sulla tariffa Tarip, che in quanto tributo non dovrebbe esservi sottoposta. Il totale ora, secondo Forlin, arriva a circa 2 mila firme.

 

Molte poi le domande di cittadini e titolari delle attività commerciali, ma a rispondere non c’erano le istituzioni né i gestori. “C’era il vicesindaco - nota Forlin - che ha riconosciuto la correttezza di quanto esposto, aggiungendo che ci vuole l’impegno di tutti per migliorare la differenziata. Tuttavia questo non c’entra, se poi le bollette non sono serie”.

 

I casi più eclatanti riguardano in particolare le attività commerciali, come la gestrice di una malga che si è vista recapitare un conto di 8mila euro per tre mesi o la bolletta quadruplicata di un albergo. “Questo porta le attività a chiudere - constata Forlin - quindi a licenziare persone e far perdere ricchezza al territorio. E tutta la Val Boite è così: a una casa di 50 metri quadri hanno caricato 1.200 euro di costi di cui non si capisce la motivazione. In più nel portale Valpe e nei siti dei Comuni non ho trovato il Regolamento che descrive le modalità di applicazione delle bollette. Un addetto mi ha riferito che non si trova perché siamo nell’Unione montana della Val Boite, che è stata commissariata: tuttavia non è una giustificazione, ci dovrebbe essere ugualmente”.

 

Costi insostenibili, dunque, e nessuna trasparenza. Che fare? I presenti alla serata si sono impegnati a far avere al Comitato copia delle bollette, con le quali sarà fatta una seconda segnalazione ad Arera (che, con la prima, ha subito chiesto delucidazioni al Consiglio di bacino). Si punta quindi al classico “l’unione fa la forza”, mentre si aspettano le reazioni dei gestori alle notizie sui media. “Siamo in periodo pre-elettorale - aggiunge - quindi anche gli amministratori dovrebbero intervenire, perché non fare nulla non gioca a loro vantaggio. Noi non ci siamo posti come condannatori, ma abbiamo ribadito che, se c'è la possibilità di entrare nei tavoli istituzionali e collaborare a un Regolamento unico per tutta la provincia, siamo felici di aiutare. Bisogna però vedere se c’è la volontà di accoglierci: stiamo togliendo troppa polvere da sotto il tappeto e la reazione può essere di apertura delle porte o di ostruzionismo”.

 

“Il confronto è fondamentale per risolvere i problemi - scrivono infatti Vivaio Dolomiti e il Comitato - mentre l’omertà trasforma il confronto in scontro e ci perdono tutti. L'arroganza di alcune risposte arrivate nei giorni scorsi e lo scaricabarile non portano a nulla di costruttivo: al cittadino poco interessano Valpe, Bellunum, dinamiche gestionali, premi di comuni ricicloni, se poi la tariffa aumenta in modo sconsiderato tramite acconti non giustificati né spiegati. E se a questo aggiungiamo un calo di efficienza del servizio è logica la reazione. Quindi, se ci sono problemi e sono state fatte scelte sbagliate, bisogna avere il coraggio di affrontarle, non sentirsi portatori della verità”.

 

Si guarda infine anche alla possibilità di cercare un gestore alternativo per le utenze non domestiche. “La normativa ci permette di farlo in separata gestione - conclude Forlin - e i commercianti lo vogliono. Il rischio è togliere il 60% delle entrate ai gestori: dovrebbero quindi pensarci e fare una cosa seria per il 2027 per far star bene tutti, ma ho paura che non si riesca a farlo”.

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