Elezioni in Colombia, avanti il trumpiano "El Tigre" sull'erede del presidente uscente: Paese spaccato a metà tra accuse di brogli e la gestione dei gruppi armati
Nel primo turno delle presidenziali in Colombia il candidato di estrema destra, Abelardo de la Espriella, ha ottenuto il 43,7% dei voti, sorpassando l'erede politico del presidente – di sinistra – uscente, Ivan Cepeda, che si è fermato al 40,9%. Il ballottaggio si svolgerà il 21 giugno ma sono già emerse le prime accuse di brogli

BOGOTA'. Al primo turno delle elezioni presidenziali in Colombia il candidato di estrema destra Abelardo de la Espriella – soprannominato “El Tigre” – è risultato il più votato, ottenendo il 43,7% delle preferenze e sorpassando l'erede politico del presidente – di sinistra – uscente: Ivan Cepeda, che si è fermato al 40,9%.
In termini numerici, il vantaggio di De La Espriella è pari a poco più di 670mila voti: un vantaggio importante ma ben inferiore ai circa 3,6 milioni di elettori che, al primo turno, non hanno scelto né lui né Cepeda. Il ballottaggio si svolgerà il 21 giugno, ma nel frattempo l'attuale presidente colombiano, Gustavo Petro, ha detto di non riconoscere il conteggio preliminare dei risultati, parlando di irregolarità e di “centinaia di migliaia” di voti aggiunti.
De La Espriella è un ammiratore di Donald Trump e di altri leader dell'estrema destra nell'America Latina – in primis il presidente argentino Javier Milei e quello salvadoregno Nayib Bukele – ed è noto in particolare per le sue posizioni molto nette: sul fronte della criminalità, per esempio, ha proposto di bombardare i cartelli della droga con il supporto degli Stati Uniti, oltre alla costruzione di 10 mega-prigioni nella giungla.
Allargando lo sguardo, “El Tigre” si inserirebbe in altre parole nel novero dei leader latinoamericani in linea con l'approccio muscolare della seconda amministrazione Trump nella regione, dove molti Paesi hanno visto una svolta verso destra nelle ultime elezioni – tra cui Ecuador, Chile, Argentina, Honduras ed El Salvador. Una vittoria di De La Espriella rappresenterebbe dunque un'importante vittoria politica per Trump in una regione sempre più centrale nell'agenda estera di Washington.
Quel che è certo è che quello relativo alla sicurezza sarà uno dei temi centrali – forse il più importante – in vista del ballottaggio, in particolare per quanto riguarda la gestione dei gruppi armati che continuano a imperversare in diverse aree del Paese, nonostante l'accordo di pace siglato nel 2016 con le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (le Farc). L'approccio di “pace totale” proposto dal presidente Petro (lui stesso ex militante del gruppo M-19) per trattare con i gruppi armati – in lotta tra di loro per il controllo dei traffici illegali legati principalmente alla cocaina e all'oro – è sostanzialmente fallito, anche se Cepeda ha detto in campagna elettorale di voler proseguire su quella strada.
Totalmente diverso invece l'approccio di De La Espriella – che si presenta ai comizi con giubbotto antiproiettile, protetto da un vetro e con guardie armate – che ha annunciato di voler riprendere il controllo delle zone in mano ai guerriglieri entro 90 giorni, promettendo di bombardare i “campi di narco-terroristi” fin dal primo giorno.












