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TFF/recensioni: Graziano custodisce la rivoluzione tra i peli della barba ma in sala tanti momenti ''Vara l'Agnelot''. E qualcuno mi consiglia un libro bello sui funghi?

Francesca Braito, blogger fan del Festival dopo aver recensito l'evento per anni sulla sua pagina Fb e su ''Grazie per la domanda'' su Il Dolomiti. Ci porta nelle sale di Trento tra calici (il voto massimo sono cinque calci) e curiosità sugli eventi della kermesse delle Genziane

Di Francesca Braito - 03 maggio 2022 - 19:29

Buon pomeriggio Ondine e Ondini.

Eccoci carichi, su con le rece dei film visti lunedì.

Hai visto dei film di lunedì, Franci? Ma non lavori?

Grazie per la domanda, che mi permette di celebrare le gran ferie che ho preso con assoluta lungimiranza. Sono in villeggiatura al Cinema Modena.

Allora, già che è tardi vi dico subito che ieri ho visto (I voti sono in calici: il massimo è 5 e il minimo è 0).

 

Repubblica Ossiura, la montagna anarchica | Italia | 2022 | 95'

4 calici

Recensione breve:

Credevo fosse amore, invece era un no-vax.

Recensione lunga: il ritorno all'Appennino, alle terre alte, all'Italia interna è un tema che mi gasa fortissimo. Le scelte di chi torna mi sembrano sempre affascinanti, coraggiose e in qualche modo radicalmente rivoluzionarie. E questo è proprio il caso del Graziano, che la rivoluzione la custodisce salda tra i peli della barba, nelle pagine dei libri, nelle musicassette della radio indipendente Blisga che dopo la legge Mammì viaggiavano per posta, nelle pazzéske testimonianze video in 8bit (vi piace quando dico cose di cui non so niente?) di brani folk in dialetto sulla legalizzazione, nelle targhe commemorative in memoria di militanti anarchici antifascisti. E l'ha insegnata pure bene ai suoi figli, la rivoluzione di stare in campagna con le capre e non accettare le leggi bovino-capitaliste del parmigiano reggiano.

Graziano lo racconta bene, il ritorno, con delle parole che nel buio della sala ho provato ad appuntare (con risultati diciamo: medi)

"Tu puoi anche girare il mondo, ma poi ti accorgi che il mondo è uguale un po' dappertutto e allora torni dove non sei sempre sul chi va là, dove i luoghi ti sono familiari, dove sai la notte, il giorno, quale acqua bere e quale no".

Cose preferite di questa visione:

- Il momento in cui il Graziano parla di pandemia ma solo quando ipotizza un Dpcm sulle sorregge (veicolo di contagio) e l'app FreeLoffe per geolocalizzare i luoghi in cui petare (L'umorismo aerofago non conosce tramonto).

- il sindaco di Villaminozzo che al microfono in piazza il 25 Aprile dice "un caro saluto ai nostri amici anarchici". Perché? Provate a fare l'esercizio di immaginare lo stesso ma la piazza è Fiera e il sindaco Franco. Vi è riuscito? Eh, manco a me.

- l'ampissima presenza di rappresentanti del movimento Vara L'Agnelot che riunisce tutti gli spettatori che amano verbalizzare la presenza di un animale (specialmente se è cucciolo) sullo schermo a favore non si sa di chi già che lo schermo è grande, gli animali li sappiamo e stiamo guardando tutti nella stessa direzione. La quantità elevatissima di momenti Vara L'Agnelot ha coinvolto: capre, capretti, cervi, cinghiali, le piante di canapa.

 

The mushroom speaks | Svizzera | 2021 | 90'

3 calici

Amici le aspettative erano alle stelle e se posso essere del tutto onesta sono state pure parzialmente disattese.

Io non sarò tra le menti più brillanti della mia generazione e lo accetto, però signor documentario: mi vorresti aiutare a contestualizzare le vicende? Chi diavolo sono questi due tizi nel bosco col cestino? E mo' perché adesso siamo a una convention di micologi in Giappone in cui tutti annusano spore e annuiscono? Chi è questo ragazzo americano con le trecce che si incontra al buio con della non meglio specificata gente per distribuire scatoline di funghi orchidea contro i metalli pesanti? Questa signora sta veramente dicendo che esiste un fungo anti-afrodisiaco che usavano le donne svizzere nel passato sui loro mariti quando pensavano di avere partorito a sufficienza?

Ma soprattutto: solo io ho letto dei sottotitoli oracolari ma non sento nessuna voce? È forse stata un esperienza di cinema dinamico in cui abbiamo assunto collettivamente del pejote?

Chi può dirlo.

(Ognimodo voglio molto leggere un libro sui funghi: me ne dite uno bello?)

Questo è quanto, Ondine e Ondini.

Siete andati a vedere la mostra Scalare il tempo della Fondazione museo storico alle Gallerie?

Neanche io. Ci andiamo?

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