Le terme di Garniga con i bagni d'erba unici in Italia, grande spot durante il Giro d'Italia ma lo stabilimento è chiuso da più di 10 anni: ''A breve sviluppi, novità interessanti''
Spot formidabile per le terme di Garniga durante la telecronaca del Giro d'Italia, se non fosse che lo stabilimento è chiuso da più di 10 anni. Non si sblocca la ricostruzione di Malga Albi. Il sindaco Linardi: "Le battute d'arresto e la lentezza burocratica sono sempre un duro colpo, anche al morale, ma stringiamo i denti"

GARNIGA TERME. Bagni d'erba con proprietà importanti, un'unicità in Italia e una peculiarità trentina alle pendici del Monte Bondone. Spot formidabile per le terme di Garniga durante la telecronaca del Giro d'Italia, se non fosse che lo stabilimento è chiuso ormai da più di 10 anni.
Le serrande sono state abbassate nell'ormai lontano 2011 e il rilancio dello stabilimento è emerso a cicli continui ma poco o nulla si è concretizzato mentre sono state avviate le fasi di demolizione dell'edificio. E intanto il territorio soffre, il rischio è quello di perdere la definizione di centro termale, un patrimonio della comunità e parte dell'identità della zona.
Già l'anno scorso il primo cittadino di Garniga Terme, Valerio Linardi, aveva lanciato un grido d'allarme. L'investimento stimato per rilanciare il compendio termale è di oltre 3 milioni di euro per un profondo restyling delle terme, del ristorante e dell'hotel (Qui articolo).
E le lodi tessute nel corso delle telecronaca nella tappa partita da Sabbio Chiese in Lombardia con traguardo alle Viote sul Monte Bondone con ascesa da Aldeno suonano un po' una beffa. Avrebbe avuto un valore significativo, un ritorno di immagine indubbiamente forte. E gli appassionati e i tifosi che oggi potrebbero cercare le Terme di Garniga resterebbero delusi: stabilimento chiuso, anche se ormai da anni si parla di rigenerazione dell'area.
"Lavoriamo con la proprietà, Patrimonio del Trentino, per una soluzione", commenta a Il Dolomiti il sindaco di Garniga Terme. "La partita si è sbloccata e adesso non siamo fermi. C'è interesse e ci sono prospettive interessanti. A breve ci potrebbero essere degli sviluppi, ma aspettiamo che si concretizzino prima di scendere nel dettaglio".
Altri temi sono quelli delle Caserme austroungariche (alcune con tetti sfondati dalla neve nel 2009) senza apparentemente un futuro in questo momento e Malga Albi. I progetti per quest'ultima struttura, divorata e distrutta da incendio nel 2018, sembravano i più promettenti con l'iter di risanamento affidato a Trentino Sviluppo ma tutto si è bloccato.
"Abbiamo firmato nel 2021 una delibera per l'accordo di collaborazione con Trentino Sviluppo, un modo per sopperire anche alla carenza di capitale umano che attanaglia la nostra amministrazione. Purtroppo tra Covid, rincari e crisi varie non abbiamo ancora nulla in mano e questo ci dispiace molto perché da terme e da Malga Albi passa il rilancio turistico e sociale della comunità. Le tante battute d'arresto e la lentezza burocratica sono un duro colpo, anche al morale, ma stringiamo i denti. Intanto festeggiamo il passaggio del Giro d'Italia: una vetrina importante per la visibilità nazionale e internazionale che assicura questa competizione", conclude Linardi.













