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13 marzo | 12:28

Storia della prima traversata scialpinistica delle Alpi: 70 anni fa Walter Bonatti ''sfidò'' Bruno Detassis

Ci vollero 66 giorni per percorrere i 1800 chilometri di tracciato e superare i 73 mila metri di dislivello. Un'impresa che precedette di decenni la logica dei concatenamenti, cioè dei passaggi che collegano più vette, che in seguito diventeranno una pratica consolidata per elevare ulteriormente la scala di difficoltà in montagna, e, parallelamente, unisce diverse discipline, accomunate tuttavia dalla tempra degli alpinisti e dallo stile alpino tradizionale

TARVISIO. Settant'anni fa, tra l'11 e il 14 marzo del 1956 iniziava, dal Friuli, la prima traversata scialpinistica completa delle Alpi, che si sarebbe conclusa a Col di Nava, in Piemonte, il 18 maggio. Un'impresa portata a termine da alcuni tra i più grandi rappresentanti dell'esplorazione alpina di quegli anni, tra cui Walter Bonatti e Bruno Detassis. Vale a dire la sintesi dei due principali filoni del grande alpinismo italiano, quello delle Alpi occidentali, rappresentato da Bonatti, unito alla scuola delle Dolomiti, incarnata dal trentino Bruno Detassis, di vent'anni più grande.

 

Alpinisti-sciatori che avevano l'obbiettivo di completare l'arco alpino per intero, scalando le montagne quando c'era da salire, lanciarsi giù con gli sci quando c'era da scendere, il tutto con le sole proprie forze. Ma a ben guardare non fu la storia di un'eroica e indomita avanzata tra le forze della natura, quanto una storia eccezionale ed estremamente umana, fatta di coraggio, forza, collaborazione, ma anche di rivalità, screzi e una certa smania di protagonismo nella ricerca del primato che, piaccia o no, è quasi sempre alla base di imprese che hanno, come obiettivo, un record.

 

Il gruppo di Detassis parte prima, l'11 marzo da Tarvisio. Assieme a Bruno, il più esperto, c'è il suo inseparabile fratello Catullo e Alberto Righini, alpinista e sciatore milanese che aveva dato un impulso decisivo all'organizzazione della traversata, e che ad un certo punto avrebbe voluto includere anche lo stesso Bonatti, il quale però sarebbe invece stato parte di un gruppo quasi contrapposto a quello guidato da Detassis, anticipando quanto si rivedrà qualche anno più tardi in Patagonia, sul Cerro Torre. Tanto è vero che Bonatti, per la traversata, si accorda con l'alpino Lorenzo Longo, e i due, accompagnati a tratti anche da Luigi Dematteis e Alfredo Guy, partono da Stolvizza, frazione di Resia, tre giorni dopo, il 14 marzo.

 

I due gruppi si incontrano infine presso il rifugio Maria Luisa, in Val Formazza, in Piemonte, dove le avverse condizioni meteorologiche costringono la “truppa” dei Detassis a fermarsi. Qui decidono di siglare un accordo per proseguire insieme fino al Col di Nava, avrebbero collaborato ma mantenendo separata l'organizzazione dei due gruppi. Bonatti e Longo, però, si dimostrano particolarmente veloci e il 19 maggio sono i primi a scendere dai pendii del Monesi, nelle Alpi liguri, e alla fine tutti vengono accolti e celebrati dai dirigenti del Club Alpino Italiano e della Federazione Italiana degli Sport Invernali, che riconoscono ufficialmente questo grande itinerario come la prima traversata completa delle Alpi nella storia dello scialpinismo alpino.

 

66 giorni e quasi 1800 chilometri, 73 mila metri di dislivello per un'impresa dall'importanza storica enorme. Precede di decenni la logica dei concatenamenti, cioè dei passaggi che collegano più vette, che in seguito diventeranno una pratica consolidata per elevare ulteriormente la scala di difficoltà in montagna, e, parallelamente, unisce diverse discipline, accomunate tuttavia dalla tempra degli alpinisti e dallo stile alpino tradizionale.

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