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A sinistra del Pd si continua a litigare. Anche in Trentino? Ecco differenza e analogie tra Roma e qui

L'eco degli scontri romani tra Campo Progressista e Mpd-Articolo1 arriva anche in Trentino ma ci sono alcune differenze nella geografia politica nostrana. Ma chi sono i nuovi (?) protagonisti che si sono affacciati sulla scena politica?

Di Donatello Baldo - 14 ottobre 2017 - 19:21

TRENTO. Sui suoi “Quaderni del carcere” lo appuntava anche Antonio Gramsci. “Il proverbio Fratelli, coltelli - scriveva, e si chiedeva: - È poi così strano e irrazionale che le lotte e gli odi diventino tanto più accanite e grandi quanto più due elementi sembrano vicini e portati dalla forza delle cose a intendersi e collaborare? Non pare”, concludeva.

 

Questa frase, legata alla sinistra, in tutte le tante epoche della politica italiana calza a pennello. L'eco degli ultimi litigi tra il Campo progressista di Pisapia e Mpd-Articolo1 in cui milita Massimo D'Alema sono lì a confermarlo.

 

Un'eco che arriva in Trentino molto fioca per alcune differenze nella geografia politica nostrana che ora cercheremo di capire. Ma prima di capire questo dobbiamo capire chi sono questi nuovi (?) protagonisti che si sono affacciati sull'agone.

 

Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista è il partito formato dai fuoriusciti dal PD nei mesi scorsi, tra cui l’ex segretario Pierluigi Bersani e Massimo D’Alema. Il partito è ora guidato dall’ex capogruppo alla Camera del PD Roberto Speranza.

 

Campo Progressista è invece il movimento fondato dall’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia, che vorrebbe ricreare un nuovo Ulivo, cioè di un’alleanza di centrosinistra il più ampia possibile.

 

Oltre a questi due ultimi attori c'è altro nella galassia della sinistra nazionale (e di riflesso in quella locale). C'è Sinistra Italiana (SI), un partito nato dalla fusione di SEL (a sua volta nato da Rifondazione Comunista) con il gruppo di parlamentari fuoriusciti dal PD nel 2015.

 

Su posizioni molto vicine a quelle di Sinistra Italia c’è Possibile, il movimento fondato da Pippo Civati, deputato ed ex candidato alle primarie del Partito Democratico.

 

Poi ci sono anche altre piccole formazioni: c'è ancora Rifondazione comunista, c'è l'Altra Europa con Tsipras e una lunga lista di partiti comunisti e dei lavoratori che ancora incrociano sulle bandiere falce e martello.

 

Ma per tornare al dibattito tutto interno a quell'area cominciamo da Campo progressista che in questi giorni immagina, in stile Ulivo, una coalizione con il Pd di Renzi, cosa che Mdp-Articolo1 non vogliono così scontata e naturale: si sono appena mandati a quel paese con i democratici, non è che adesso vanno alla corte come niente fosse.

 

Questa in soldoni la questione nazionale. Ma in Trentino cosa c'è di questa sinistra frammentata? C'è un abbozzo di Campo progressista che si è palesato a Trento con l'uscita dei quattro consiglieri comunali dalle fila del Pd: Scalfi, Salizzoni, Bungaro e Carlin.

 

Qualche incontro con le anime disperse della sinistra lo hanno fatto. Anzi, ne hanno fatti due per sondare il terreno e vedere se c'era mai la possibilità di mettere assieme qualche cosa. Alle riunioni c'erano i fuoriusciti, c'era Pietracci dei Socialisti, addirittura Boato dei Verdi e qualcuno dice che abbia fatto capolino anche Possibile.

 

Ma non si è combinato nulla, in molti danno l'esperienza trentina del Campo di Giuliano Pisapia morta ancor prima di esser nata. Anche se invece altri credono che dal Pd, nei prossimi mesi, anche in vista del futuro elettorale, saranno in molti a confluire. Ma per ora è molto esile la sua struttura

 

Quella con un'ossatura un po' più strutturata è tutta la sinistra considerata 'radicale'. Sinistra italiana e Mdp che di Sinistra italiana si porta in dote una larga maggioranza. Infatti, a qualche mese dal congresso, molti militanti del partito che fu di Nichi Vendola sono passati con Bersani e con D'Alema. Su 130 iscritti di SI, 10 sono rimasti, 100 sono andati a Mdp, e 20 sono dati per dispersi. 

 

Cifra che però il responsabile della comunicazione di Sinistra italiana Iacopo Zannini contesta duramente: "Dal partito sono usciti in 60, ma più di 40 sono rimasti". Non dieci insomma, molti ma molti di più. "Se ne sono andati in 80 - dice invece la segretaria Renata Attolini -  ora siamo rimasti in 50, molti nomi nuovi, e altri si sono iscritti dopo il congresso".

 

Dentro Mdp, poi, ci sono addirittura due correnti, quella maggioritaria degli ex Sinistra italiana e quella roveretana con Fabiano Lorandi che è forse tra gli unici in Trentino che è uscito dal Pd per confluire nel nuovo partito di D'Alema e di Bersani.

 

Insomma, 'fratelli, coltelli' dappertutto. Ma in vista delle politiche che succederà? Succederà che si aspetta di vedere che succede a Roma, le decisioni su alleanze e coalizioni non si prendono in Trentino. Poi dipende dalla legge elettorale, ma sui collegi sarà difficile competere. Non si sa cosa farà Possibile, dove andranno i Verdi, ma questa è un'altra cosa, e dal Trentino non dipende molto.

 

Si guarda con maggior speranza alle elezioni provinciali. Il 3% per riuscire a portare a casa un consigliere forse si riesce ad ottenere se ci si mette tutti assieme. Ma se anche si riuscisse nell'intento, tra le varie anime che dovrà fare il leader? Chi farebbe il portavoce e la sintesi di tutte queste parti?

 

Un'esperienza simile è stata fatta in Consiglio comunale a Trento dove varie anime della sinistra radicale sono riuscite a eleggere Antonia Romano de L'Altra Trento a Sinistra. Ma poi, poco dopo le elezioni, ogni rapporto con la consigliera e chi l'ha voluta a capo della lista si è deteriorato e adesso dicono sia chiuso.

 

Succederà la stessa cosa o nascerà qualcosa che sappia unire tutti? Si rinnoverà il proverbio che Gramsci commentò ormai tanti anni fa o la diaspora dei partitini di sinistra continuerà in eterno?

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