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Claudio Cia 'denuncia' l'assessore Daldoss all'Anac: "L'approvazione della variante sembra solo l’ultima tessera del puzzle"

Nel mirino l'acquisto dell’albergo Redivalle nel 2014, l'approvazione della legge urbanistica nel 2015 e la prima adozione del Prg che prevede la nuova tangenziale. Claudio Cia: "Altre opere più urgenti sono ancora in attesa"

Di Luca Andreazza - 21 ottobre 2017 - 06:53

TRENTO. "Il via libera alla variante del Prg al passo del Tonale è viziata da conflitti di interesse e si tratta di un'iniziativa privata mascherata all'interno di opere indicate come di interesse pubblico", spiega il consigliere provinciale Claudio Cia (Agire), che per questo motivo ha richiesto l'intervento di Anac, l'autorità nazionale Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone.

 

Per Claudio Cia l’approvazione della variante al passo del Tonale sembra solo "l’ultima tessera di un puzzle portato avanti da anni in maniera premeditata e senza considerare altre opere pubbliche più urgenti". E la materia finisce sulle scrivanie di Anac.

 

"Forse è tutto lecito - aggiunge il consigliere provinciale - ma sono tanti i dubbi e le perplessità su tempi e modi: l'impressione è quella di una evidente commistione tra interesse privato e quello pubblico. Operazione che tra l’altro rivela una serie di coincidenze temporali difficilmente ascrivibili al caso: acquisto dell’albergo Redivalle rimasto invenduto per anni nel 2014, approvazione della legge urbanistica nel 2015 da parte dell'assessore Carlo Daldoss, dove particolari benefici sono riservati proprio a progetti di ristrutturazione con demolizione e ricostruzione, e prima adozione del Prg nel 2015 che prevede la nuova tangenziale".

 

Dubbi e perplessità che si sono rafforzati dopo la risposta del governatore Ugo Rossi all'interrogazione presentata da Agire. Una querelle che inizia nel 2015 e che riguarda in particolare la vicende del nuovo Hotel Redivalle, incluso nella variante, e l'assessore provinciale Carlo Daldoss.

 

Il presidente della Provincia comunica che 'l’ex albergo Redivalle, collocato al Passo del Tonale, risulta di proprietà della società Sport Hotel srl, composta non direttamente dall’assessore Daldoss ma da suoi familiari. In ragione di questo aspetto l’assessore Daldoss con nota del 1 agosto 2016 prot. 407745 ha comunicato la propria astensione da ogni atto riguardante l’ex albergo Redivalle".

 

 

"Ripeto - commenta Cia - che probabilmente si è operato legittimamente, ma anche se si è astenuto da ogni atto sull'ex hotel, questo non implica che non abbia potuto potenzialmente beneficiare della propria posizione privilegiata, prima come sindaco e poi come assessore competente in materia urbanistica. Un imbarazzo che si sarebbe potuto evitare". 

 

Riavvolgiamo il nastro. La famiglia proprietaria della struttura ricettiva Sport Hotel di proprietà della famiglia Daldoss (l'assessore però non sarebbe titolare) a passo del Tonale, frazione di Vermiglio, acquista nel 2014 la proprietà del vetusto Hotel Redivalle, situato sul lato opposto della storica strada provinciale del passo del Tonale (ex strada statale 42) e proprio di fronte all'hotel stesso. 

 

In quegli anni l'Agenzia immobiliare mediatrice della vendita del vecchio Hotel Redivalle disponeva inoltre di un progetto per l’ampliamento di volume da 7.800 a 12 mila metri cubi.

 

"Un progetto - spiega Cia - già approvato e poi decaduto in quanto i precedenti proprietari non avevano corrisposto il pagamento dei relativi oneri. Il piano veniva quindi sostituito da un altro di recupero a firma di un ingegnere, salvo omonimie, già Consigliere comunale di maggioranza a Vermiglio e in carica durante la consiliatura nella quale era sindaco proprio l’attuale assessore provinciale Daldoss".

 

Consigliere comunale ancora oggi presente tra le fila della maggioranza a Vermiglio, nel ruolo di Consigliere delegato. "Questo secondo progetto - continua Cia - sembra avere già ottenuto il parere favorevole della Commissione per la Tutela del Paesaggio della Comunità Valle di Sole, cioè demolizione e ricostruzione dell'Hotel Redivalle con aumento di volume da 7.800 a 20.000 metri cubi e, previa richiesta di deroga al Servizio Urbanistica della Provincia di Trento, per la classificazione dell’area indicata nel maggior volume quale 'area di completamento', non necessariamente vincolata all’edificazione di Hotel o Resort, ma di possibile diversa destinazione d’uso anche commerciale".

 

 

Il tutto nero su bianco nella delibera 44 del 30.11.2015 che approva in prima adozione la Variante Generale al Piano Regolatore di Vermiglio, in questo caso il Comune solandro includeva la Variante n. 83 Tonale Tav.7/s che, abbandonando la storica strada provinciale del passo del Tonale (ex strada statale 42), precisa il tracciato della 'Nuova strada provinciale prevista all’esterno del Passo del Tonale designata dalla Provincia di Trento', pur non essendo prevista nel P.U.P. né negli strumenti pianificatori in materia di viabilità del 'Sevizio Urbanistica e Tutela del Paesaggio' (prot. n. S013/2016/239263/18.2.2-2016-7 del 6 maggio 2016).

 

Nel frattempo sono arrivati i pareri favorevoli al piano anche della Comunità di Valle di Sole (delibera 133/2016 dell'1 marzo 2016) e del Servizio Urbanistica della Provincia (delibera 38/16 del 28 settembre 2016).

 

"Un'area di grande valore ambientale - evidenzia Cia - in quanto è presente un biotopo già parzialmente distrutto in modo irreparabile da infrastrutture precedenti. La nuova strada provinciale bypasserebbe l'abitato per arrivare poco oltre le strutture Sport hotel e hotel Redivalle. La nuova viabilità da un lato provoca un ulteriore danno alla 'Torbiera Tonale', tanto che sarebbe necessario predisporre un trattamento delle acque meteoriche, ma dall'altro rappresenta un vantaggio per quelle attività lambite dalla strada, che si troverebbero a diventare il centro della località turistica".

 

La variante approvata prevederebbe inoltre che proprio in zona Hotel Redivalle venga costituita una piazzaspazi commerciali coperti, ma anche una scala mobile che costituirà l’accesso principale alle piste da sci.

 

"La documentazione e la risposta della Provincia - conclude Cia - è carente e mancano passaggi. Per questo ho interpellato Anac. Oltretutto tante altre opere prioritarie, penso alla strada statale 47 della Valsugana, sono ancora ferme e non vedono la fine del tunnel. Qui invece tutto si è mosso rapidamente a incastro perfetto".

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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