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Anche l'Adige ad Athesia, rischio monopolio? Manica: ''Norme antitrust da rivedere''. Bezzi: ''Ormai c'è l'online''. Ghezzi ringrazia i Gelmi

Dopo Trentino e Alto Adige e le Edizioni Curcu e Genovese (con Bazar e Trentino Mese) anche il quotidiano di via Missioni Africane finisce nel gruppo della famiglia Ebner. La politica s'interroga. Lettera dell'ex direttore del quotidiano Paolo Ghezzi

Di Luca Pianesi - 25 luglio 2018 - 12:51

TRENTO. C'è chi è molto preoccupato e vorrebbe portare la questione in Parlamento e chi invece si mostra calmo e sa che ormai le persone si informano più online che con i cartacei. E poi c'è il ''fantacandidato'' Ghezzi che da ex direttore ha voluto comunicare la sua piena solidarietà ai giornalisti e spendere parole d'affetto per il suo giornale lanciando una stilettata all'imprenditoria locale e anche alla classe politica.

 

 

Insomma, mentre oggi veniva presentato il nuovo Cda (all'interno ci sono anche Zobele di Confindustria, Bort di Confcomercio, Lorenz di Itas) e il nuovo assetto societario, la notizia che anche l'Adige è stato acquistato dal gruppo sudtirolese Athesia sta interrogando e facendo discutere tutti, compresa la politica di casa nostra. Dopo il Trentino e l'Alto Adige (acquistati nell'ottobre del 2016) e la casa editrice Curcu e Genovese con BazarTrentino Mese Guida Casa (acquistati l'anno successivo, a settembre 2017) adesso è arrivato il colpo da 90 con l'intera struttura di via Missioni Africane, rotative comprese, Radio Dolomiti e l'agenzia pubblicitaria Media Alpi Pubblicità srl.

 

E il tutto va ad aggiungersi al principale giornale di lingua tedesca altoatesino, la Dolomiten, oltre a moltissime altre proprietà e ramificazioni (da Brennercom ad Athesia Energy passando per Hotel Therme Meran). Insomma un vero colosso con migliaia di dipendenti (e a inizio anno vi avevamo raccontato del curioso ''Manuale del Bon Ton'' uscito dall'800 che era stato distribuito a tutti loro). Oggi si aggiungono i giornalisti dell'Adige e tutto il personale che ruota attorno allo storico quotidiano trentino. E la storia degli Ebner è, indiscutibilmente, una storia anche politica: dal padre Toni al figlio Michel sono stati figure di spicco dell'Svp ricoprendo entrambi tre mandati uno da deputato l'altro da parlamentare europeo.

 

 

Il rischio di ''blocco unico'' allora è un rischio concreto? Per il consigliere provinciale del Pd Alessio Manica lo è: ''Trovo molto preoccupante quanto accaduto. E' da due anni che se ne parla e credo non sia nemmeno accettabile come cosa. Penso ci sia un buco normativo. Non è possibile che su un territorio autonomo come il nostro si verifichi un tale accentramento, che ci si trovi di fatto, in uno stato di monopolio dell'informazione. Il problema è che le norme antitrust si applicano su scala nazionale. Penso che dovremo affidare alla pattuglia parlamentare regionale la questione. Ebner - conclude Manica - mi dicono sia un gentiluomo e una persona molto seria, ma se un domani al suo posto dovesse arrivare qualcuno diverso da lui? Se un giorno cedesse il suo pacchetto? E' un rischio che non possiamo permetterci''.

 

Meno preoccupato il consigliere di Forza Italia Giacomo Bezzi: ''Penso si stia esagerando con questa paura del monopolio. I nuovi editori hanno già detto che i giornali rimarranno indipendenti con linee editoriali indipendenti. E poi il pluralismo ormai è garantito dagli altri organi di informazione. Le persone con meno di 50 anni oggi non sono più da carta stampata ma si informano con i giornali online, con i social e altri strumenti. Credo, quindi, sia marginale la preoccupazione che alcune persone esprimono in merito alla concentrazione perché le forme di comunicazione sono già cambiate e le persone lo sanno bene e sono già molto più avanti".

 

Il presidente del consiglio provinciale Bruno Dorigatti si è detto fiducioso: ''Gli editori hanno già detto che i due giornali rimarranno indipendenti e hanno anche garantito che i livelli occupazionali rimarranno quelli attuali''. Mentre più negativo il commento del leghista Alessandro Savoi: ''L'acquisto dell'Adige non è un fatto positivo per la democrazia trentina perché la diversità di opinioni è una risorsa. Speriamo che i giornalisti dell'Adige possano mantenere un po' di autonomia rispetto a quelli del Trentino e dell'Alto Adige. Poi capiamo che è un passaggio commerciale e come tale può anche andare bene, ma non è un buon passaggio per la democrazia''.

 

Più articolato e, inevitabilmente, ''de core'' il pensiero di Paolo Ghezzi per anni direttore del quotidiano di via Missioni Africane che riportiamo integralmente come l'abbiamo ricevuto:

 

Marina e Sergio Gelmi, con l'ad Luciano Paris, hanno garantito alla redazione dell'Adige una invidiabile e preziosa autonomia e una vera libertà nei miei 8 anni 8 mesi e 3 giorni di direzione del giornale, tra il 1998 e il 2006. Editori intelligenti sensibili e attenti, vanno ringraziati, ora che hanno ceduto l'Adige e Radio Dolomiti, per aver difeso in tutti questi anni il bene raro di un quotidiano indipendente. 

Quando il potere dei media si concentra, non cresce il pluralismo dell'informazione. Ma è anche vero che se il gruppo Athesia, ora, controlla la maggior parte dei quotidiani del Trentino e dell'Alto Adige-Südtirol, il merito è della sua capacità imprenditoriale. E appaiono confortanti le prime parole del capitano d'impresa Michl Ebner, nell'annunciare l'operazione, con il richiamo alle comuni radici antifasciste di Dolomiten e Adige e l'impegno a tenere distinte le due testate Adige e Trentino.

Inevitabile però la constatazione, un po' amara, che in tutti questi anni in cui l'Adige ha cercato un acquirente, né la classe politica provinciale si sia interrogata, né le migliori imprese del Trentino abbiano voluto o saputo muoversi (se non in cordate rimaste solo sulla carta) per far sì che il quotidiano leader della provincia potesse rimanere espressione della comunità trentina anche come proprietà editoriale. 

Si colga almeno l'occasione di questo nuovo "colpo" imprenditoriale sudtirolese (Hut ab, Dr. Ebner!), per rinsaldare, di fronte al nazionalismo leghista, un asse politico regionale intorno a un progetto democratico autonomista e popolare, che difenda la specialità del Trentino e dell'Alto Adige - Südtirol.

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