Contenuto sponsorizzato

Braccio di ferro Zeni - Cisl Medici. Paoli: ''Aumenti minimi a fronte di lavoro sovrumano''. La Consulta: ''Sindacati mettono in secondo piano i pazienti''

Due giorni fa l'attacco del sindacato di maggioranza assoluta della medicina generale, ieri la risposta dell'assessore e oggi la controreplica: ''L'assessore mente''. Ma a fianco di Zeni interviene la Consulta provinciale per la Salute

Pubblicato il - 10 ottobre 2018 - 18:43

TRENTO. ''L’assessore Zeni, che ho sempre reputato uomo degno di stima, mente sapendo di mentire''. Continua il braccio di ferro tra il segretario generale della Cisl Medici, sindacato che rappresenta la maggioranza assoluta della medicina generale, Nicola Paoli e l'assessore alla salute Luca Zeni. E nel dibattito si inserisce anche una terza voce, quella di Annamaria Marchionne, Presidente della Consulta provinciale per la Salute e quindi voce delle associazioni di volontariato che operano a tutela del diritto alla salute.

 

''In questa importante partita - spiega Marchionne - la Consulta si era augurata che la centralità del cittadino, titolare del diritto di salute, non fosse solo uno slogan, ma divenisse effettivamente la chiave di volta per contestualizzare e aiutare a superare le logiche di pura contrattazione sindacale. Ci saremmo aspettati che anche i sindacati dei medici di medicina generale, nel sostenere le istanze della categoria che rappresentano, non finissero per confinare in secondo piano quelle dei pazienti e dei loro bisogni, che rappresentano la vera ragione d’essere della loro professione".

 

Insomma, due giorni fa ad aprire le danze era stato Paoli spiegando che i medici di medicina generale non avrebbe firmato la proposta di contratto ''vergognosa'', così è stata definita, inviatagli dall'assessorato venerdì scorso a pochi giorni dal voto. Oltre a non esserci gli aumenti promessi (''all'inizio si parlava di 6 milioni di euro e ora si sarebbero ridotti a 1 milione, per tutto il comparto'', aggiunge Paoli) ci sono nuove mansioni, nuova burocrazia, nuovi compiti e un nuovo modello di sanità, quella della Aggregazioni funzionali territoriali (Aft) che, a detta sua, sarebbe rimesso praticamente tutto sulle spalle dei medici. Zeni ha replicato spiegando che in realtà "abbiamo fatto oltre una sessantina di incontri, è da quattro anni che la trattativa va avanti e in realtà non si è riscontrato, nella controparte sindacale, una reale disponibilità nonostante la giunta abbia messo a disposizione 2,7 milioni di euro in più rispetto al contratto nazionale". 

 

Nel dettaglio il vero empasse si sarebbe creato perché il sindacato pretendeva "che posizioni di responsabilità nei ruoli di coordinamento delle Aft fossero date automaticamente ai rappresentanti sindacali stessi, in deroga alle regole generali che individuano le modalità elettive di designazione". ''Non è vero quanto dice Zeni - replica oggi Paoli -. La Giunta ha a disposizione per tutta la medicina convenzionata 3 milioni di euro, come da verifica a bilancio annuale. Questo significa non solo per i 370 medici di medicina generale, ma anche per tutti i pediatri di libera scelta e per gli specialisti ambulatoriali interni. Tutte le tre categorie hanno diritto ad una quota parte e quindi è impossibile che alla medicina generale vengano assegnati 2,7 milioni di euro".

 

"Ai medici di medicina generale - prosegue - al contrario, sono stati proposti nelle trattative interrotte dal sindacato di maggioranza assoluta della medicina generale dopo 63 riunioni assessorili e altre 20 aziendali, 2,2 milioni compresi oneri riflessi, il che equivale a 2 milioni di euro netti a fronte di un lavoro sovrumano e inaccettabile per una categoria di liberi professionisti convenzionati. Nell'accordo 2013 la Provincia ha stanziato per i medici di medicina generale 1,3 milioni di euro tutt’ora bloccati con la scusa che durante le trattative richieste dalla parte pubblica, non si può attuare l’accordo precedente. Risultato: da cinque anni, i medici di famiglia lavorano indefessamente 12 ore al giorno senza ricevere, tranne i medici di Pinzolo, alcunché di quanto firmato nel 2013 perché non stiamo firmando quello che vorrebbe oggi l’Azienda".

 

E per quanto riguarda la sua presenza a un incontro con Fugatti, organizzato dal pensatoio del centrodestra, Trentino Domani sul futuro della sanità trentina Paoli spiega: ''Ho partecipato come segretario nazionale dei medici di medicina generale, per spiegare l’accordo nazionale 2018 di marzo firmato a Roma a nome di Cisl medici, Cgil, Simet e Sumai".

 

Delusa per la trattativa naufragata la Consulta provinciale per la Salute. ''Così si allontana ancora la speranza per il Trentino di poter finalmente contare su quella riorganizzazione della medicina territoriale che la Consulta provinciale per la Salute e le 52 associazioni di volontariato sanitario che vi aderiscono ha posto fra gli obiettivi prioritari del suo impegno in questa legislatura - spiega Annamaria Marchionne -. La migliore aspettativa di vita, unita all'invecchiamento della popolazione e all’aumento delle malattie croniche, porta con sé una domanda nuova dal punto di vista sanitario e una risposta efficace a queste nuove esigenze deve innanzitutto arrivare dal sistema delle cure primarie, che ha bisogno di una riorganizzazione profonda nell'ottica di creare vere e proprie equipe territoriali integrate e multidisciplinari, per migliorare la medicina di base, allargare l'offerta di prestazioni, coprire più estesamente l'arco orario della disponibilità degli ambulatori nella giornata".

 

"In questa importante partita  - completa Marchionne - la Consulta si era augurata che la centralità del cittadino, titolare del diritto di salute, non fosse solo uno slogan, ma divenisse effettivamente la chiave di volta per contestualizzare e aiutare a superare le logiche di pura contrattazione sindacale. Ci saremmo aspettati che anche i sindacati dei medici di medicina generale, nel sostenere le istanze della categoria che rappresentano, non finissero per confinare in secondo piano quelle dei pazienti e dei loro bisogni, che rappresentano la vera ragione d’essere della loro professione. A fronte delle dichiarazioni ascoltate in questi giorni, ribadiamo che così come i cittadini e i pazienti non sono disponibili ad accettare supinamente e senza interloquire le decisioni di politica sanitaria, allo stesso modo non sono disponibili ad essere usati come massa di manovra dai medici impegnati nella difesa di loro interessi".

 

L'augurio della Consulta è che nella prossima legislatura si possa continuare a perseguire l’obiettivo di un cambiamento sostanziale nell’approccio ai temi della medicina territoriale, in modo più efficace e ricco di realizzazioni concrete. E a questo punto pare essere l'auspicio di tutti in attesa del 21 ottobre.

Video del giorno
Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 12 dicembre 2018
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

13 dicembre - 05:01

Firmato un protocollo con l'Istituto Trentino di Edilizia Abitativa per il controllo delle condizioni economiche dei soggetti che richiedono interventi agevolativi per le politiche abitative. L'assessora Segnana: "Il lavoro delle fiamme gialle è garanzia per tutti i cittadini"

12 dicembre - 19:09

Dalla Francia la conferma dell'aggravarsi della salute del reporter. L'intervento per estrarre il proiettile risulterebbe non eseguibile. Il prete: ''Siamo vicini ai suoi cari. Quest'odio deve finire"

12 dicembre - 17:30

La capogruppo in consiglio della Lega interviene sulla necessità di realizzare l'infrastruttura e spiegare quale sarà l'iter da seguire: ''L’obiettivo della Lega e della giunta Fugatti è di uscire dall'impasse infrastrutturale degli ultimi 15 anni di autonomia mal governata dal centro sinistra autonomista''

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato