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''Chi ha votato Direno dovrebbe star fuori dai 5 stelle'', Vergnano su D'alterio: ''Propone i rastrellamenti? I vertici dovrebbero intervenire''

L'ex pentastellato, consigliere comunale a Rovereto, attacca il probabile capolista del Movimento. "Prima bisognava seguire la linea Mauro Direno senza discutere, ora invece deve essere espulso, un cortocircuito interno"

Di Luca Andreazza - 06 agosto 2018 - 19:04

ROVERETO. "Quando ho visto le affermazioni di Mario D'alterio sono rimasto di sasso. Mi dispiace non far più parte del Movimento 5 stelle - spiega Paolo Vergnano, consigliere comunale a Rovereto, ormai ex pentastellato - una parte importante della mia vita, ma quando vedo certe affermazioni tiro un sospiro di sollievo a essere fuori: non devo più cercare di giustificare certe parole".

 

''Dovremmo individuare chi l'ha votato perché sono persone contro il M5s e dovrebbero star fuori dal movimento'', questo il post fatto dal vincitore delle "regionarie" del Movimento 5 Stelle in provincia di Trento come candidato consigliere provinciale (Qui articolo).

 

"In ogni risposta o reazione riusciva a rincarare la dose - aggiunge il consigliere comunale - insulta le persone che non la pensano come lui, propone dei rastrellamenti 2.0 e chiede pubblicamente agli elettori quale candidato hanno votato. Mario D'alterio è quello che mi ha dato del disonesto e che ha fatto iscrivere degli attivisti a Pergine per portarli a Rovereto e proporre la mia espulsione. Insomma, ecco chi mi dà lezioni di democrazia".

 

Mario D'alterio è arrivato primo con 71 voti eppure ancor prima che si sapesse come si erano espressi i 291 votanti (sono stati 288 quelli per il candidato presidente) sulla piattaforma Rousseau ha lanciato la ''caccia alle streghe'': individuare chi ha votato il candidato avversario di Filippo Degasperi, Mauro Direno, ''perché sono persone che dovrebbero stare fuori dal movimento''.

 

E l'ex M5s si toglie qualche sassolino dalla scarpa. "Mi chiedo - commenta Vergnano - se il Movimento 5 stelle meriti un capolista in pectore di questo livello. Mi sono scontrato spesso con Mauro Direno, ma resta una persona onesta intellettualmente e corretta. E' un personaggio fuori dagli schemi, ma se era candidato presidente, evidentemente, era stato accettato dal capo politico Luigi Di Maio: quindi D'alterio va contro il vicepremier".

 

Anzi, "prima - dice il consigliere comunale - se non si seguiva quanto affermava Direno era un problema, ora le dinamiche si sono capovolte e deve essere espulso perché è una voce fuori dal coro. Un cortocircuito interno. Ancora più grave se può controllare chi ha votato quale candidato. I vertici dovrebbero intervenire per il bene del Movimento".

 

Rischia qualcosa Dalterio? "Assolutamente nulla. Il Movimento 5 stelle - prosegue l'ex pentastellato - non ha mai preso posizione. Lui ha già perso tantissime campagne elettorali. Ma non penso che gli venga detto di agire così, semplicemente esterna il proprio pensiero, che nei modi mi ricorda un periodo molto brutto della storia italiana. Idee pericolose che possono nuocere al movimento".

 

Ma i nodi sono tanti. "Il Movimento 5 stelle si è purtroppo involuto. Cinque anni fa - ricorda Vergano - è stato preparato un programma, forse perfettibile, e quindi si è votato. Ora i pentastellati agiscono come un partito tradizionale: si sono votati i personalismi, mentre non si conoscono i temi da portare in campagna elettorale".

 

Un altro dato è quello dei 288 votanti. "Il Movimento - conclude Vergnano - deve fare un passo in avanti anche in questo senso se vuole sopravvivere. Quanti sono gli iscritti trentini sulla piattaforma Rousseau? E' necessario avere il polso della situazione per capire come migliorare e quale è la base di partenza. Si deve comprendere le eventuali ragioni dell'astensionismo oppure capire come trovare nuovi elettori". 

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