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Cia, Kaswalder e Zanon si dimettono dalla IV commissione provinciale: ''Dal presidente un comportamento arrogante e antidemocratico''

Giuseppe Detomas: "Ho solo fatto rispettare il regolamento. Il rischio che la campagna elettorale arrivi in commissione è dietro l'angolo". Le dimissioni sono state consegnate questa mattina nelle mani del presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti 

Di gf - 07 febbraio 2018 - 18:40

TRENTO. I consiglieri provinciali Claudio Cia, Walter Kaswalder e Gianfranco Zanon questa mattina hanno rassegnato le dimissioni da componenti della quarta Commissione del Consiglio provinciale di Trento che si occupa di politiche sociali, sanità, sport, attività ricreative, edilizia abitativa.

 

Il motivo della decisione deriverebbe da un fatto accaduto nella riunione di martedì 6 febbraio nella quale, secondo i consiglieri di minoranza, il presidente Giuseppe Detomas, avrebbe “assunto un comportamento arrogante e antidemocratico nei confronti di un membro della commissione impedendogli di rivolgere una domanda al dirigente della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Trento”.

 

Un atteggiamento definito “arrogante e anti democratico” stigmatizzato anche dal vice presidente Zanon il quale è stato poi invitato dal presidente stesso a leggersi il regolamento.

 

Non accettiamo – hanno spiegato Cia, Kaswalder e Zanon - un comportamento simile di supponenza e di arroganza nei confronti dei consiglieri di opposizione: alla consigliera Plotegher erano state concesse tre domande sul medesimo argomento e su altri argomenti concernenti il tema in discussione, mentre al consigliere Kaswalder non è stato concesso nemmeno di finire la prima frase della sua domanda”.

 

I tre consiglieri hanno rimesso il proprio incarico nelle mani del presidente del consiglio provinciale Bruno Dorigatti.

 

A ricostruire quanto accaduto è però anche il presidente della commissione, il consigliere Giuseppe Detomas. “Stavamo facendo una audizione – spiega – sui fenomeni della tossicodipendenza e dell'alcolismo. Ad un certo punto il consigliere Kaswalder ha chiesto di intervenire premettendo che la domanda che doveva fare non era inerente al tema dell'audizione e ho semplicemente ricordato al consigliere che bisogna attenersi all'ordine del giorno”.

 

Un intervento che gli altri consiglieri di minoranza non hanno per nulla apprezzato. “Nessuno si è mai lamentato della mia gestione in commissione – ha affermato Detomas – perché ho sempre difeso i diritti sei singoli consiglieri. Sono anche consapevole che stiamo attraversando un momento molto delicato di campagna elettorale e il pericolo che questa entri anche nei lavori delle commissioni è dietro l'angolo”.

 

Per il presidente della quarta Commissione Detomas l'auspicio che “i tre consiglieri ripensino alle loro dimissioni”. 

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