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Daldoss dice ''no'': ''Io non faccio il candidato presidente del centrosinistra. Non voglio essere il loro paravento''

L'assessore esterno mette un punto fermo sulla sua potenziale candidatura alle prossime provinciali: ''Si tranquillizzi il signor Muzio, con il quale non ho mai parlato. Non ci sono le condizioni. Ognuno si assuma le proprie responsabilità, soprattutto nei confronti dei nostri cittadini trentini"

Di Luca Pianesi - 04 luglio 2018 - 18:36

TRENTO. C'è chi dice no, come cantava Vasco Rossi e questa volta ''no'' lo ha detto Carlo Daldoss. Lo dice chiaro e tondo rispetto a una sua candidatura da presidente e lo dice in particolare al centrosinistra autonomista, senza possibilità di sbaglio. "Ritengo - scrive sul suo profilo Facebook - che, ad oggi, non ci siano le condizioni per impegnarmi in una candidatura, men che meno a presidente, nell’attuale Centro Sinistra Autonomista. Si tranquillizzino pure il signor Muzio (il segretario provinciale di un evanescente Pd ndr) con il quale mai ho scambiato nemmeno una parola e i suoi più vicini consiglieri politici. Se, dopo 120 giorni dal 4 marzo, i partiti che compongono il Centrosinistra autonomista sono ancora in una posizione di stallo, non voglio essere assolutamente il paravento di alcuno per questa situazione".

 

Parole nette e molto condivisibili. Lo stallo nel quale si trovano Patt, Pd, Upt e alleati è davvero incomprensibile (o meglio ha radici lontane, in quelle dichiarazioni di Rossi che dopo la sconfitta del 4 marzo diceva che tutto andava bene che le politiche sono cosa diversa dalle provinciali) e anche per questo ci sono pezzi di società civile che si stanno organizzando autonomamente per ''costringere'' la segreteria del Pd a fare qualcosa, prendere una decisione. Movimenti che, nei fatti, rischiano di rendere ancor più debole la già precaria stabilità del centrosinistra autonomista, ma a questo punto contano i fatti e chi agisce è comunque degno di stima. Il Patt la sua mossa l'ha fatta da tempo (chiaro e tondo: Rossi è il candidato presidente). Chi sta tenendo tutti fermi è proprio il partito democratico che pure rappresenta l'anima più grossa e imprescindibile, per tutti, di questa coalizione.

 

I veti incrociati dei consiglieri provinciali, che a questo punto pare si stiano muovendo più per ''perdere nel modo migliore possibile'' che ''vincere per tutti'', stanno paralizzando il segretario che al momento non riesce a dire ''sì'' a Rossi ma non è in grado di proporre un nome alternativo. Qualcuno aveva ventilato l'ipotesi Daldoss come figura terza che poteva andare bene agli uni e agli altri.

 

Invece ecco lo stop: cercatevene un altro. Daldoss dice no e spiega: "Ho svolto e sto svolgendo l'incarico di Assessore esterno tecnico della Giunta Provinciale, con umiltà, il massimo dell'impegno e della concretezza possibili. Ho sempre evitato di intervenire personalmente sul tema della scelta del candidato Presidente per il Centro Sinistra Autonomista, ma vedo che, mio malgrado, sono oggetto di uscite giornalistiche che mi riguardano. Se, dopo 120 giorni dal 4 marzo, i partiti che compongono il Centrosinistra autonomista sono ancora in una posizione di stallo, non voglio essere assolutamente il paravento di alcuno per questa situazione. Ognuno si assuma le proprie responsabilità, soprattutto nei confronti dei nostri cittadini trentini".

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