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Ecco il Trentino della Lega: guardie giurate fuori dalla chiesa, profughi cacciati e la solidarietà diventa ''consumare prodotti locali''

Sono passati poco meno di dieci giorni dall'insediamento della nuova Giunta ma è già chiaro che l'aria è cambiata. La Provincia spenderà 50.000 euro per dei tizi con sguardo severo messi fuori dalla chiesa di Santa Maria Maggiore ma è stata capace di togliere il cibo a 40 persone ''per dei chiarimenti''  

Di Luca Pianesi - 23 novembre 2018 - 18:50

TRENTO. E' il cambiamento bellezze. Guardie giurate pagate dalla Provincia per stare davanti a una chiesa, mentre la carità cristiana, quella che viene insegnata ai fedeli dentro la chiesa, finisce su un pulmino assieme a quei profughi cacciati dalla Residenza Fersina per essere smistati in altre città italiane. E la parola solidarietà? Il presidente della Provincia Fugatti l'ha usata alla ''Festa del ringraziamento'' organizzata domenica a Caldonazzo da Coldiretti: ''Essere comunità solidale vuole dire anche consumare i frutti coltivati con passione e fatica su questa terra''.   

 

Parafrasando la mitica frase di Ed Hutcheson-Humphrey Bogart, ''E' la stampa bellezza'' (detta alla fine del film di Richard Brooks Deadline: L’ultima minaccia) questo "è il cambiamento bellezze". Lo hanno chiesto i trentini che hanno scelto di cambiare rotta e oggi, a dieci giorni dal via della nuova giunta Fugatti, si scoprono sempre più simili al resto del Paese. ''Guardie giurate davanti a una chiesa'' era uno di quei titoli che qualche anno fa sarebbero arrivati solo da un paesino lombardo o veneto, di quelli dove, in questo periodo dell'anno, scoppiavano polemiche per un presepe di meno o una recita di Natale di troppo

 

Per non parlare della mossa di Fugatti che appena insediato ha deciso di sospendere i pasti a 40 profughi e di levar loro anche un tetto per poi mandarne via la metà quando ormai da tempo anche in Trentino i numeri degli immigrati sono in netto calo. Lo stile è quello romano, è quello di Salvini: prima mi mostri il documento e poi, forse, ti salvo. Carità cristiana, quella che insegnano anche nella chiesa di Santa Maria, vorrebbe che gli elementi fossero invertiti: prima ti salvo e poi verifichiamo i documenti ma i contenuti, si sa, in quest'epoca, contano poco, ed è la forma che fa la differenza. L'importante è che i fedeli possano entrare sereni in chiesa, sotto lo sguardo severo di energumeni pagati 50 mila euro l'anno per non far altro che fare sguardi severi (perché per la sicurezza ci sono le forze dell'ordine ancora). Che poi ascoltino il messaggio del prete, è un'altra cosa. 

 

Anzi meglio non ascoltarlo proprio. Sia mai che dovessero sentire di sfuggita quel passo di Matteo che dice: "Amerai il prossimo tuo come te stesso" (QUI TUTTA L'ANALISI fatta dal nostro Alessandro Anderle). Finirebbero per scoprire che la ''solidarietà'' non si traduce solo nella frase pronunciata da Fugatti alla ''Festa del ringraziamento'' ''essere comunità solidale significa ricordarsi, quando si va a fare la spesa, che ci sono ottimi prodotti di questa terra, frutto della fatica e della passione di tanti agricoltori che alimentano ogni giorno con tenacia il loro senso di attaccamento al nostro territorio'' e che il cambiamento di questi giorni sa già di vecchio, di chi preferisce la semplicità degli effetti speciali alla complessità e a serie decisioni. Ma è il cambiamento bellezze, ed è appena cominciato.   

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