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Foibe, Casa Pound contro i partigiani: ''Vecchietti rompicoglioni''. Tensione ma nessuno scontro con gli anarchici

La celebrazione della Giornata del Ricordo monopolizzata dall'estrema destra. Deposizione di fiori davanti alla targa e picchetto in stile militare. Presidio della polizia che ha tenuto lontane le proteste. Castaldini: "Il ricordo è fuoco"

Di Donatello Baldo e Cinzia Patruno - 10 febbraio 2018 - 11:43

TRENTO. Meglio iniziare con le parole del Capo dello Stato Mattarella che ieri, celebrando la Giornata del Ricordo, ha ammonito tutti "sui gravissimi rischi del nazionalismo estremo, dell'odio etnico, della violenza ideologica eretta a sistema", gli stessi ingredienti che hanno prodotto la triste vicenda delle foibe nell'immediato dopoguerra. 

 

Ingredienti che ieri, davanti al Tribunale di Trento, davanti alla targa che ricorda gli infoibati, sono stati riprodotti in sedicesimo da Casa Pound che ha monopolizzato le celebrazioni trentine con parate militaresche, adunate di manipoli, fiaccole e grida marziali. 

"Il ricordo è fuoco - ha detto il leader del movimento di estrema destra trentino - il fuoco di queste fiaccole che accendiamo per l'eternità". Parole proferite dopo che lo stesso Filippo Castaldini ha passato in rassegna il centinaio di militanti schierati in file perfette.

 

Petto in avanti, sguardo rivolto al vuoto, impassibili: uno stile militaresco che mette timore. Soprattutto uomini, poche le donne, tra queste le due addette alla deposizione della corona ai piedi della targa. "La marzialità di questa sera - ha continuato Castaldini - si scontra con la rabbia, perché dobbiamo ascoltare quattro scemi che sputano sulla memoria dei nostri caduti".

 

E si riferisce all'altra metà della piazza, al centinaio di anarchici confinati in piazza Venezia, tenuti distanti e distinti dal resto della piazza da un cordone di polizia. Da quella parte arrivano le urla e gli slogan, un sottofondo che non smette un minuto: "Merde, merde, tornate nelle fogne".

 

Anarchici che poi prenderanno di mira la sede di Fratelli d'Italia colpendola con il lancio di vernice e tenteranno di sfondare la vetrina del negozio di un esponente di estrema destra. 

"Quando grideremo il nostro 'presente', il nostro urlo dovrà coprire l'infamia di queste persone, dovrà rimbombare ovunque". E di lì a poco uno dei militanti grida a squarciagola 'Presente!' e tutti che rispondono 'Presente!', e così fanno per tre volte.

 

Ma prima del grido militare un accenno a "quei vecchietti rompicoglioni dell'Anpi" che a Riva del Garda ieri hanno tenuto una conferenza sulle foibe. "In questo momento c'è chi sta vomitando negazionismo e infanga la memoria dei nostri fratelli infoibati, quelli che la sinistra che oggi parla di accoglienza, accoglieva con gli sputi in faccia".

 

 

Finito il rito ordinatamente si spengono le fiaccole. "Anche quest'anno, con solennità e con marzialità, abbiamo ricordato", conclude Castaldini, e se ne vanno a piedi, attraversando una piazza vuota, isolata dal resto della città da sbarramenti di polizia.

 

Gli ingredienti che hanno portato alla terribile pagina delle foibe sono stati "il nazionalismo estremo, la violenza ideologica eretta a sistema, l'odio etnico", ha detto il Capo dello Stato. Ingredienti che ieri c'erano tutti. 

 

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