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Ghezzi a Fugatti: ''Lei ha diffuso una falsa notizia, decenza politica vorrebbe che si scusasse''

Il presidente della Provincia ha accusato il leader di Futura di ''sessismo'' chiedendo l'intervento della Commissione Pari Opportunità per aver detto che Segnana e Zanotelli, visti i curriculum, sarebbero state premiate più per fedeltà alla Lega che per competenze specifiche. E i curriculum parlano chiaro in questo senso. Oggi Ghezzi scrive a Fugatti (ALL'INTERNO LA LETTERA INTEGRALE)

Di Luca Pianesi - 19 novembre 2018 - 12:24

TRENTO. ''Signor presidente lei ha diffuso una falsa notizia. Decenza politica vorrebbe che lei si scusasse''. Paolo Ghezzi non ci sta ad essere bollato come ''sessista'' e rispedisce al mittente le dichiarazioni di Fugatti e de ''Le donne della Lega'' che hanno addirittura chiesto un intervento della Commissione Pari Opportunità. ''Manca totalmente il nesso causale tra le sue gravi affermazioni (mi fa dire che sono “incompetenti perché giovani e donne”), lesive della mia dignità personale e politica, e la realtà dei fatti (o delle parole, in questo caso)'', scrive Ghezzi in una lettera inviata proprio al presidente della Provincia.

 

''La produzione di una falsa notizia - prosegue Ghezzi che è stato anche direttore dell'Adige oltre che ottimo giornalista e presidente del conservatorio Bonporti prima di diventare consigliere provinciale - risponde ai tre elementi ormai noti della comunicazione pubblica della Lega di governo, e in particolare di quella del ministro dell’interno: vittimismo (“i nemici politici ci attaccano senza alcun motivo”), manipolazione dei fatti o delle parole altrui (fare dire agli altri ciò che non hanno detto) e attacco ad alta violenza verbale contro l’avversario politico che ha osato dissentire''

 

Ed effettivamente lo avevamo scritto anche noi ieri. Tutto è partito da una riflessione di Ghezzi, post scelta della Giunta, sui curriculum vitae delle neo assessore Segnana e Zanotelli che si ritrovano a gestire materie cruciali quali quelle della sanità e dell'agricoltura e allevamento. ''Ho visto i curriculum vitae - aveva detto Ghezzi - e, soprattutto nei casi di Zanotelli e Segnana, sono state premiate più per la fedeltà al partito e ragioni legate a bacini territoriali rispetto a qualche merito o competenza in specifico". Ed è questo un dato oggettivo visto che i curriculum parlano chiaro (QUI LI POTETE LEGGERE). Poche esperienze lavorative ''esterne'' (nel caso di Zanotelli l'unica è di cameriera responsabile di sala in un hotel di Rumo) e molti anni, per entrambe, passati, invece, a lavorare proprio per il Gruppo consigliare della Lega. Questi sono i fatti; l'auspicio, adesso, è che facciano benissimo e si rivelino le migliore assessore della storia del Trentino, per il bene di tutti noi.

 

Fugatti in questo c'ha visto del sessismo e anche Mara Dalzocchio, a nome delle ''donne della Lega'' ha rilanciato la polemica: ''Riteniamo che le esternazioni di genere infelici del Consigliere provinciale Ghezzi nei confronti di due Assessore neo elette, ovvero Stefania Segnana e Giulia Zanotelli, debbano essere decisamente condannate'' chiedendo, addirittura, l'intervento della Commissione Pari Opportunità. Una polemica chiaramente strumentale e priva di alcun fondamento ideologico che rischia, semmai, di svilire proprio le battaglie per la parità di genere e il ruolo della Commissione Pari Opportunità.

 

Ecco la lettera integrale di Paolo Ghezzi al presidente Fugatti

 

 

Signor presidente della Provincia autonoma di Trento,

nei giorni scorsi lei - in tv e sui social media - ha diffuso una falsa notizia: io avrei pronunciato parole “vergognose” e “sessiste” nei confronti delle due assessore della sua giunta. Falsa notizia che ha innescato una presa di posizione di analogo tenore di una consigliera provinciale della Lega, che - non avendo avuto evidentemente il tempo di verificare la veridicità dei fatti - ha addirittura chiesto, come aveva fatto lei stesso, l’intervento della commissione provinciale pari opportunità.

 

Se lei rileggerà il mio post su Facebook e se riascolterà le mie brevi interviste televisive, dovrà constatare invece che nelle mie parole non c’è alcuna traccia di pregiudizio legato al genere: dunque lei ha cercato di gettare discredito su di me senza alcun motivo fondato. La mia critica al fatto che non ci fosse una corrispondenza tra le competenze assegnate a quattro dei suoi assessori (due uomini e due donne) e i relativi curricula, era rivolta a lei, signor presidente, e alle logiche che lei ha seguito nella spartizione degli assessorati.

 

Una legittima critica politica. Mai e in nessun modo, ovviamente, ho rivolto critiche alle due assessore “in quanto donne”. Manca totalmente, dunque, il nesso causale tra le sue gravi affermazioni (mi fa dire che sono “incompetenti perché giovani e donne”), lesive della mia dignità personale e politica, e la realtà dei fatti (o delle parole, in questo caso). Credo che la falsa notizia che lei ha prodotto sia stata costruita per evitare di rispondere nel merito alla critica sulle competenze che le è stata rivolta.

 

La produzione di una falsa notizia risponde ai tre elementi ormai noti della comunicazione pubblica della Lega di governo, e in particolare di quella del ministro dell’interno: vittimismo (“i nemici politici ci attaccano senza alcun motivo”), manipolazione dei fatti o delle parole altrui (fare dire agli altri ciò che non hanno detto) e attacco ad alta violenza verbale contro l’avversario politico che ha osato dissentire. Io davvero mi auguro che il suo, signor presidente, sia stato un grave errore dovuto alla concitazione dei suoi primi giorni di governo e non l’inizio di una strategia volta a gettare ingiusto discredito su chi la critica.

 

Me lo auguro, perché spero e penso che il confronto tra maggioranza e minoranza, tra governo e opposizione, possa essere civile e costruttivo, dentro e fuori il consiglio provinciale. Decenza politica vorrebbe che lei si scusasse per avermi danneggiato con una falsa notizia. Mi auguro comunque che, in futuro, lei possa reagire in modo diverso e corretto alle critiche politiche che le vengono mosse.

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