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Giunta, la reazione delle opposizioni, Ghezzi: ''Premiata la fedeltà al partito più dei meriti'', Rossi: ''Servono risposte veloci, noi abbiamo fatto proposte''

Il consigliere provinciale di Futura analizza le deleghe e rilancia l'idea del governo ombra. Più telegrafico Ugo Rossi: "Un augurio alla nuova Giunta, il lavoro è tanto"

Di Luca Andreazza - 15 novembre 2018 - 05:01

TRENTO. "Alla luce delle nomine, ribadisco la necessità di prevedere un governo ombra per un lavoro specializzato e dedicarsi in maniera sistematica a fare un'opposizione tanto seria, quanto serrata. Mi terrei l'assessorato ombra di istruzione, cultura e università", questo il commento di Paolo Ghezzi, leader di Futura, dopo che il presidente Maurizio Fugatti lanciato la Giunta del governo di centrodestra (Qui articolo).

 

"Alcune scelte le definirei incomprensibili. I giudizi - dice il consigliere provinciale - poi si danno sui fatti, ma questa Giunta parte un po' zoppa e sicuramente non con il piede giusto, anche perché non scorgo grandissime competenze in ruoli particolarmente delicati. Ho visto i curriculum vitae e, soprattutto nei casi di Zanotelli e Segnana, sono state premiate più per la fedeltà al partito e ragioni legate a bacini territoriali rispetto a qualche merito o competenza in specifico. ".

 

E nel cv di Zanotelli si leggono come esperienza lavorativa "Cameriera e responsabile di sala all'Hotel du Parc di Rumo" e quindi entra a far parte della segretaria di Forza Italia e Lega, mentre dopo alcune esperienze da contabile e addetta cassa in diverse aziende, Segnana si è spesa esclusivamente per il partito (Qui le schede).

 

Una Giunta a fortissima trazione Lega. Tanto, tantissimo carroccio. E' quasi un monopolio, dati alla mano. "E' praticamente un monocolore - evidenzia Ghezzi - la forza di maggioranza relativa rappresenta il 62% della Giunta, mentre la Lega copre il 27% dell'elettorato dopo l'ultima tornata elettorale".

 

Questo senza considerare che l'assessore esterno, Achille Spinelli, è vicino a Maurizio Fugatti, mentre Rodolfo Borga (Civica Trentina) non è ancora presente. "Quella di Borga è una figura di assoluto rilievo. Ora a conti fatti - aggiunge il consigliere di Futura - si sale al 75% e la Lega si è assicurata tutti gli assessorati di maggior peso. Non succedeva dai tempi della Democrazia cristiana, anche se quel partito sapeva poi riconoscere la dignità dei partner in coalizione". 

 

Le novità consistono nella distribuzione delle deleghe. Spacchettato l'assessorato di Alessandro Olivi. Il tecnico e commercialista Achille Spinelli si prende le deleghe per sviluppo economico, lavoro e internazionalizzazione. Un esterno quando forse sarebbe più indicato un indirizzo più politico.

 

"Una stranezza. Al netto di esperienza e competenze - dice Ghezzi - questo è un fatto molto particolare. E' come se un centro di ricerca affidasse a qualche ente terzo i progetto di punta". Niente agricoltura a Mario Tonina (Progetto trentino), che si deve "accontentare" di ambiente, urbanistica e cooperazione. "E' curioso - continua - che non gli siano stati delegati i suoi punti di forza, che sono indiscutibili, anche per i rapporti costruiti in Italia e Europa".

 

Un competente al suo posto c'è, Roberto Failoni è assessore a commercio e artigianato, sport e turismo. E' anche albergatore a Pinzolo e il rischio che si corre è quello del cortocircuito. Se le lamentele sono quelle che il turismo spinge particolarmente verso Garda e Campiglio, Fassa e Fiemme, la tendenza potrebbe accentuarsi verso la Val Rendena

 

Questo senza dimenticare che recentemente Funivie Campiglio (e in misura minore Pinzolo) hanno acquistato all'asta quelle di Folgarida-Marilleva (Qui articolo). Il coordinamento provinciale degli imprenditori avrebbero chiesto l'istituzione di un Cda a tirare le redini di Trentino Marketing, questa nomina potrebbe sembrare un'apertura (Qui articolo).

 

"E questo è un tema sul quale ragionare. Un valore aggiunto - spiega il consigliere provinciale - può diventare un tallone d'Achille, soprattutto se si considera che il neo-assessore è già espressione di un territorio forte. Se si unisce anche Mario Tonina, il dato territoriale è evidentemente sbilanciato verso il Trentino orientale con un marcato approccio economico-imprenditoriale che potrebbe avere ricadute in aree già abbastanza sature, quando si parla di decentrare".

 

Un super-assessorato è finito nelle mani di Mirko Bisesti (cultura, istruzione e università): "Ho visto il curriculum e può sicuramente dare una visione europea - dice Ghezzi - ma il pacchetto è davvero robusto. Deleghe veramente impegnative che nella precedente legislatura erano divise tra tre assessori. Il modello assoluto non è quello e ricordo molte critiche per l'istruzione in capo al presidente, ma questo assessorato come concepito è tosto".

 

Inevitabile e comprensibili che il governatore si sia tenuto invece le deleghe alla protezione civile. "Anche se - conclude Ghezzi - sono curioso di capire la delega degli interventi in materia di sicurezza: nel decreto legge nazionale è associato a immigrazione e terrorismo, un mix che non lascia ben sperare".

 

Molto più telegrafico l'ex presidente Ugo Rossi che preferisce non entrare nel merito degli assessorati. "Un augurio alla nuova Giunta - commenta -  il lavoro non manca. Nessun giudizio perché per quello si aspettano risultati e operato. Spero che decidano di non fermare investimenti a causa della calamità, ma che riescano a dare risposte concrete con risorse certe. Anche nei modi che il Patt ha indicato (Qui articolo): questo sarà il primo banco di prova".

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