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Il sindaco chiede a Lucia Coppola di dimettersi ma lei non accetta: ''Trovo tutto di una bassezza e tristezza infinita''

Il ruolo della presidente del Consiglio è ambito da molti e soprattutto, spiegano alcuni consiglieri, dal Patt. Non vi è alcuna normativa, però, che possa obbligare Coppola ad un passo indietro. "Se arrivano a chiedermi questo per sistemare i problemi in maggioranza è meglio che andiamo tutti a casa"

Di Giuseppe Fin - 18 settembre 2018 - 11:55

TRENTO. La presidente del Consiglio comunale di Trento, Lucia Coppola, dovrebbe dimettersi dal suo incarico perché ha deciso di candidarsi, in quota Verdi, all'interno della lista “Futura” di Paolo Ghezzi. Lo chiede il sindaco con il solito ritornello pronto ogni volta che si avvicinano le elezioni. “Se un assessore vuole candidarsi deve dimettersi. Lo stesso vale per la presidente del consiglio”. (La cosa tra l'altro non è valsa per l'assessora Maria Chiara Franzoia candidata alle politiche)

 

E' bene chiarire subito che non può trattarsi di un obbligo, anche perché nulla, a livello normativo, stabilisce che un presidente di un Consiglio comunale debba dimettersi se si candida. Le dimissioni sono richieste, invece, nel caso in cui il presidente non interpreti bene il suo ruolo, se commetta scorrettezze, se non compia il suo dovere e se non si dimostri super partes. Casi questi che non sembrano, al momento, riguardare la presidente Coppola.

 

E in situazioni similari ci si sono travati in tanti, oggi come ieri. Mara Dalzocchio sarà candidata alle provinciali e nessuno, almeno fino ad ora, ha chiesto le sue dimissioni. Maurizio Fugatti, parlamentare e sottosegretario, candidato alla presidenza del centrodestra, sarà candidato ed ha già confermato che non si dimetterà, lo stesso vale per le parlamentari della Lega che, candidate in lista, non dovranno dimettersi. Ma si possono fare tanti altri esempi, come Fravezzi che da parlamentare ha continuato a ricoprire il proprio ruolo sindaco a Dro .

 

A Trento, però, sembra che le cose debbano andare diversamente. Se da un lato l'assessore Robol, candidato per il Pd alle provinciali, sembra accettare di rimettere il proprio incarico nella mani del sindaco dall'altro la presidente Lucia Coppola, nell'incontro avuto ieri con Andreatta, è stata chiara: “Mi attengo alle regole e non c'è alcuna normativa che indichi la mia candidatura come incompatibile con la cariche che attualmente ho in consiglio comunale”.

 

Al momento non si sa se il sindaco ha intenzione di avviare un braccio di ferro con l'esponente dei Verdi. Di certo il suo posto è ambito da molti. Non è una novità infatti che se si liberasse la presidenza del consiglio comunale, questo offrirebbe al sindaco Andreatta un jolly da potersi giocare per affrontare con più serenità il rimpasto in Giunta che ormai pare inevitabile. Non è nemmeno una novità, confermano alcuni consiglieri comunali, che lo scranno di presidenza sia preso di mira dal Patt, (gruppo guidato da Alberto Pattini che già in passato è stato presidente del Consiglio), attento al momento a non far trapelare nulla.

 

“Ieri ho sentito il  sindaco – ha spiegato Lucia Coppola – e ho messo in chiaro la mia posizione di presidente che non è incompatibile con una semplice candidatura. Diverso sarebbe invece se io fossi eletta in Provincia. Andreatta può fare tutte le valutazioni che vuole con i suoi assessore ma io non ho nessuna intenzione di dimettermi”.

 

A chi le chiede se la sua richiesta di dimissioni sia solo un modo per offrire un'opzione in più al sindaco per sistemare i problemi in maggioranza, Coppola non ha dubbi. “ Trovo tutto di una bassezza e tristezza infinita – spiega – ricordo solo che i Verdi hanno portato il loro 3 % alle scorse elezioni comunali e questa carica se la sono guadagnata. Me lo sono guadagnata anche io sul campo perchè mi viene riconosciuto da molti il modo in cui l'ho interpretata. Se è vero quello che si dice, le motivazioni che stanno alla base alla richiesta delle mie dimissioni le trovo vergognose”.

 

Lucia Coppola si è già consultata con il Segretario generale del Comune di Trento, e non solo, per avere la conferma che non vi è alcuna normativa che obblighi le dimissioni di un presidente in caso di candidatura. La questione, quindi, è solo politica. Oltretutto se Coppola lasciasse l'incarico di presidente rimarrebbe comunque consigliera comunale. La questione, per lei, è quindi sostanzialmente di giustizia e di conformità alle regole e alla normativa che disciplina il suo ruolo.

 

“Se la consiliatura è messa in questo modo – afferma la presidente – tanto da costringere per una cosa che non esiste sul piano normativo, la presidente a dimettersi per consentire un rimpasto, allora è meglio che andiamo tutti a casa. Ora per me è diventata una questione di principio e di dignità. Nella vita non ho mai accettato di sottostare a prepotenze e alle imposizioni”.

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