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La svolta di Rossi sulla sicurezza, chiede al nuovo Parlamento di mettere mano alla legge sulla legittima difesa

Interviene nel dibattito sul disegno di legge presentato da Giovanazzi che vorrebbe istituire un fondo per chi viene accusato di eccesso di legittima difesa. E' contrario al provvedimento ma chiede a Roma di modificare la norma "per evitare che i giudici arrivino a sentenze assurde"

Di db - 15 marzo 2018 - 20:00

TRENTO. Forse è troppo presto per dirlo ma i segnali di una sterzata della politica trentina verso destra sono più di uno. Ugo Rossi, dopo le elezioni, ha lanciato qualche segnale agli elettori. Anche in tema di sicurezza, anche sul terreno che a detta di molti ha fatto vincere la Lega.

 

Qualche giorno fa, all'interno della IV Commissione consiliare si è trattato il disegno di legge presentato dal consigliere Nerio Giovanazzi. La proposta, che fino a qualche giorno fa sarebbe stata bollata come populista, quella di istituire un fondo provinciale per il rimborso delle spese legali di chi risponde a un crimine con un eccesso di legittima difesa.

 

Insomma, vuole che con i soldi pubblici si paghi il processo di chi è accusato di aver ferito o addirittura ammazzato il ladro che ti ruba il portafoglio o che ti entra in casa per sottrarti gli ori in cassaforte. Ricordiamo che la legittima difesa è legittima, ma illegittimo è l'eccesso, come sparare alle spalle al ladro mentre scappa.

 

Per la legge, con la forza e se serve la violenza, si può difendere la pelle non la pecunia. Qualcuno potrà obiettare ma le leggi le fanno al Parlamento e la Provincia di Trento non legifera sul Codice Penale. Ma è proprio qui che si inserisce Rossi che nelle sue dichiarazioni sembra chiedere al nuovo Parlamento di fare ciò che non ha fatto negli scorsi anni il centrosinistra autonomista in quel di Roma.

 

Il presidente della Giunta ha osservato che "la proposta tocca una piccola parte della questione, mentre servirebbe una proposta complessiva che modifichi l’intero impianto normativo esistente sul tema della legittima difesa". Per il governatore, "tenendo conto del cambiamento dei tempi che stiamo vivendo, andrebbe infatti ridefinita la stessa nozione di legittima difesa in relazione ai casi di eccesso, talvolta giudicati tali anche quando non lo sono".

 

In Parlamento, in quest'ultima legislatura, la Lega ha cavalcato eccome la questione, facendone una sua proposta di bandiera, stoppata o mitigata dalla maggioranza di Governo. "Occorrerebbe un provvedimento legislativo approvato dal Parlamento per evitare che i giudici arrivino a sentenze assurde".

 

Sì, così, assurde. Perché adesso anche Rossi crede condannare chi spara alla schiena abbia dell'assurdo. "Può darsi - ha detto Rossi - che il nuovo Parlamento ci porterà in dote questa modifica che risolverebbe alla radice il problema della legittima difesa evitando altri pronunciamenti contraddittori".

 

Una speranza che mette nelle mani di chi ha vinto le elezioni, anche nella Lega di Matteo Salvini. "Bisogna stringere il campo interpretativo per evitare giudizi contraddittori della magistratura sugli eccessi di legittima difesa che si sono verificati, ridefinendo la materia in modo più ampio dell’attuale".

 

Sul disegno di legge presentato ha però delle perplessità. Il testo proposto da Giovanazzi ricalca in toto la legge Veneta che però la Corte costituzionale ha cassato con un’apposita sentenza. L’unica normativa di questo tipo ancora in vigore è della Regione Lombardia. Ma ad oggi non vi è stato alcuna domanda per l'utilizzo della norma né alcuna erogazione di contributi.

 

"Il difetto di questo ddl - ammette Rossi - sta ne fatto che darebbe assistenza con denaro pubblico a chi è accusato di eccesso di legittima difesa, e questo stride con i principi generali della Costituzione". Rossi ha però aggiunto di non condividere la parte della sentenza con cui la Corte costituzionale ha censurato la norma del Veneto, laddove nega alle regioni il diritto di intervenire sul tema.

 

A suo avviso infatti le Regioni devono poter sostenere le vittime dei reati, istituendo un fondo a favore di chi subisce crimini e violenze. "La Provincia, che ha istituito un fondo a sostegno delle donne vittime di violenza per integrare le risorse nazionali destinate ad indennizzarle, potrebbe semmai estendere la misura ad altre fattispecie, non però a favore di persone che hanno reagito ai reati con altra violenza".

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