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''Non mi ricandido alle provinciali'', Mattia Civico annuncia la sua decisione su Facebook. Dopo 10 anni l'addio al Consiglio provinciale

"In questi anni ho cercato di dare tutto, mi sono immerso e innamorato delle questioni che ho seguito. Sono orgoglioso di aver portato all’attenzione su questioni ritenute troppo spesso marginali". Tornerà al suo lavoro di educatore

Di db - 15 giugno 2018 - 18:21

TRENTO. Un gesto inaspettato, imprevisto. Tutti davano per scontato che Mattia Civico cercasse la rielezione anche per il prossimo giro, dopo due legislature la terza poteva starci. Magari - nel caso di vittoria alle elezioni del centrosinistra - con un incarico di governo.

 

E' invece lo stesso consigliere del Partito democratico a comunicare la sua decisione: "Non mi ricandido". Una decisione coerente con quanto aveva detto nella scorsa campagna elettorale, che l'orizzonte del suo impegno nelle istituzioni trentine sarebbe stato di dieci anni. Così come aveva fatto anche Vincenzo Passerini, anche lui espressione della stessa area politico-culturale di Civico. 

 

Non sarà più in lista, e non sarà più in consiglio. Così come Donata Borgonovo Re, che dopo una sola legislatura ha deciso di lasciare. E sembra che anche Violetta Plotegher stia pensando di fare la stessa scelta, dopo una legislatura e l'assessorato regionale

 

Nel Pd i confermati sarebbero quindi Lucia Maestri e Alessio Manica, alla loro prima, Luca Zeni, che dopo l'esperienza all'assessorato alla Salute si avvierebbe al terzo mandato, Sara Ferrari, che anche per lei sarebbe la terza legislatura, Alessandro Olivi, due legislature, due mandati come assessore. Il terzo sarebbe impossibile per il regolamento del Pd, potrebbe fare il 'consigliere semplice'. La sua ricandidatura non è quindi scontata.

 

Così come non è scontata quella di Bruno Dorigatti, che siede in Consiglio dal 2008. Da metà della sua prima legislatura fino ad oggi è stato presidente del Consiglio provinciale, è quasi del tutto impossibile che possa tornare a ricoprire lo scranno più alto, di conseguenza anche la sua decisione di tentare la rielezione è in dubbio.

 

Ma torniamo a Mattia Civico, che dal prossimo autunno tornerà al suo lavoro presso una cooperativa sociale. In Consiglio provinciale si è occupato anche di temi sociali e di diritti civili, promotore, tra le altre iniziative, della legge contro l'omofobia e di quella sulle micro-aree di sinti e rom.

 

E' stato presidente della IV commissione nella scorsa legislatura, membro dell'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale e in quest'ultima legislatura presidente della Prima commissione permanente

 

Questo, integrale, il suo post su Facebook con cui ha comunicato la decisione di non ricandidarsi alle prossime elezioni provinciali:

 

Ho preso la mia decisione (che era il mio orizzonte temporale iniziale). Ad ottobre non mi ricandiderò. Fare politica attiva nelle istituzioni é un onore che i cittadini trentini per ben due legislature mi hanno consegnato: si ha la possibilità di conoscere e approfondire questioni che attengono ad interessi collettivi e dunque la possibilità di fare qualcosa di concreto, di coinvolgere persone ed energie per dare forza e movimento alle idee e alle prospettive.

 

Ho potuto farlo per dieci anni. Un tempo lungo, per me significativo e importante. In questi anni ho cercato di dare tutto, mi sono immerso e innamorato delle questioni che ho seguito. Non è questo il momento per fare un bilancio personale, ma sono orgoglioso di aver portato all’attenzione di quest’aula questioni ritenute troppo spesso marginali, che non erano in agenda: condizione di vita della minoranza Sinta e rom, diritti dell’infanzia e dei detenuti, diritti civili, modelli alternativi di protezione e accoglienza dei migranti come nel caso dei corridoi umanitari.

 

Sono orgoglioso di aver potuto condividere con molti riflessioni di sistema su sanità, sociale, scuola, economia solidale, cooperazione allo sviluppo. La politica non è professione ma servizio. E anche se lusinga e seduce, bisogna resistere alla tentazione di sentirsi necessari e insostituibili.

 

Per questo anticipo ora che non é mia intenzione ricandidarmi alle prossime elezioni provinciali: non smetto di fare politica ma la farò in altri modi. C’è bisogno oggi più che mai di politica nel quotidiano, per ricostruire percorsi di senso e di condivisione. Lo dico ora soprattutto per evitare che questa mia scelta possa essere minimamente messa in relazione alla scelta del candidato presidente che mi auguro avvenga in tempi brevi.

 

Voglio ringraziare tutti coloro che hanno avuto fiducia a in me, che hanno condiviso, raccontato, ascoltato, camminato insieme. E siccome la politica é fatta anche di simboli, scelgo di anticipare il mio saluto oggi, nei giorni precedenti alla mia partenza per il Libano, per costruire insieme ad altri il prossimo corridoio umanitario.

 

Una delle avventure più belle ed umanizzanti che ho avuto il privilegio di vivere. Perché non è vero che non si può far nulla, che non ci sono alternative alla cattiveria, che i destini di ognuno non siano profondamente interconnessi.

 

Buon lavoro e buona vita a tutti noi.

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