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Riapertura punto nascite Cavalese, c'è chi dice 'no'. Cattani (Futura): ''L'inganno è palese. La qualità della sanità periferica non migliorerà''

Mentre tutti cercano di intestarsi la 'vittoria' per l'annunciata riapertura della struttura della Val di Fiemme il candidato del movimento di Ghezzi va controcorrente: ''Se va benissimo ci sarà un parto ogni 2 giorni. Cosa faranno i professionisti sanitari? Lasceranno scemare la propria professionalità?''

Pubblicato il - 10 ottobre 2018 - 16:58

TRENTO. Mentre tutti festeggiano per l'annunciata riapertura del Punto nascite di Cavalese e in molti cercano di intestarsi la ''vittoria'', quando in realtà è evidente che è stata concessa una deroga tecnica a una scelta tecnica (quella di chiudere in tutta Italia i punti nascita con meno di 500 bambini all'anno) una voce si alza solitaria tra i cori festanti. E' quella del candidato di Futura Piergiorgio Cattani che spiega come con questa riapertura ''lo spreco di soldi, energie, parole sarà evidente''.

 

Perché? Lo spiega chiaramente: ''Tutti festeggiano la prossima riapertura del punto nascita di Cavalese. I due alleati di governo in Italia, Lega e M5s, divisi in Trentino, viaggiano uniti nel rivendicare questo 'successo' cercando di rubarsi la scena. Il presidente uscente Ugo Rossi li smentisce e arroga a sé l’esito positivo dell’intricata trattativa. Tutto per una presunta manciata di voti. Ma va bene così? - si chiede Cattani -. Chi mai potrebbe criticare la riattivazione di un servizio tanto atteso dalle donne fiemmesi? Ovvio che la simbologia legata alla nascita spinge tutti a sperare nel futuro, a immaginare che le cose cambieranno. Purtroppo la realtà non è questa. La presenza o meno del punto nascita non inciderà sul benessere collettivo".

 
E il suo ragionamento si basa sui numeri, a volti freddi e spietati, che però, soprattutto in ambito medico, fanno sempre la differenza. "Le nascite in Val di Fiemme aumenteranno? Nessuno lo crede. Anzi - prosegue - sono previsti tra 130 e 180 parti all’anno. I casi problematici non potranno essere affrontati a Cavalese. Se va benissimo, ma molti dubitano, ci sarà un parto ogni 2 giorni. Cosa faranno i professionisti sanitari, se mai si troveranno, con tutto il tempo a disposizione? Perderanno competenza e esperienza, non vedranno l’ora di andarsene, saranno pagati profumatamente per veder scemare la propria professionalità. E il servizio perderà di qualità. E le donne saranno meno sicure. E inevitabilmente il reparto chiuderà. Lo spreco di soldi, energie, parole sarà evidente. L’inganno palese. E i politici che oggi festeggiano si limiteranno, forse, a chiedere scusa".

  
"Ma intanto - conclude - migliorerà la qualità della sanità periferica? Assolutamente no. Invece di inseguire queste illusioni occorre per davvero pensare a servizi di qualità diffusi sul territorio senza credere di avere tutto dappertutto. La medicina del futuro sarà diversa da quella presente e richiederà una riprogettazione dell’intero sistema".   

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