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| 13 ott 2018 | 06:01

Scuola, gli studenti interrogano i candidati: ''Il Trentino deve cambiare passo, serve un assessore all'Istruzione''

Ieri pomeriggio la Consulta Provinciale degli Studenti ha organizzato un incontro con i candidati delle diverse forze politiche presenti nella competizione elettorale del 21 ottobre. Ugo Rossi, Giorgio Tonini e  Maurizio Fugatti mandano un delegato, gli organizzatori: "Dispiace"

di Redazione

TRENTO. Il Trentino, nei prossimi cinque anni, dovrà avere un assessore provinciale all'Istruzione. Stop quindi all'esperienza che ha visto il governatore uscente Ugo Rossi tenersi questa importante delega. E' una posizione chiara e netta quella che arriva da quasi tutte le forze politiche candidate alle elezioni provinciali di domenica 21 ottobre.

 

Lo si è capito durante l'incontro promosso dalla Consulta provinciale degli studenti al liceo Rosmini ieri pomeriggio. Un appuntamento che ha visto riempirsi l'aula magna con tantissimi giovani alle prese magari con il loro primo voto ma anche molto attenti a conoscere quello che gli sta accadendo attorno e pronti ad tenersi informati.

 

“Abbiamo organizzato questo incontro – ha spiegato Giacomo Pangrazzi – perché gli studenti hanno bisogno di aprire un dialogo con la politica e il mondo istituzionale”.

 

L'invito è stato mandato a tutti i candidati presidenti ma non tutti hanno deciso di spendersi in prima persona. “Dispiace constatare – hanno affermato gli studenti organizzatori – che i principali candidati presidenti hanno deciso di mandare dei delegati”.

Presenti al tavolo Paolo Primon (Popoli Liberi), Mirko Bisesti (Lega in sostegno a Maurizio Fugatti), Paola Depretto (Autonomia Dinamica in sostegno del candidato presidente Mauro Ottobre), Giulia Bortolotti (Futura 2018 in sostegno del candidato presidente Giorgio Tonini), Walter Viola (Patt in sostegno del candidato presidente Ugo Rossi), Andrea Cavazzani (Alleanza Democratica in sostegno di Giorgio Tonini), Filippo Degasperi (Movimento 5 Stelle), Filippo Castaldini (CasaPound) e Antonella Valer (candidata di Liberi e Uguali e da l'Altro Trentino a Sinistra).

 

Ad esclusione del consigliere del Patt Walter Viola che, ovviamente, ha difeso l'operato del presidente uscente Ugo Rossi, tutti i candidati si sono espressi in favore di un assessore all'istruzione nella prossima giunta provinciale  assieme alla necessità di un impegno maggiore contro la dispersione scolastica.

 

“E' fondamentale che ci sia un assessore che sappia quello che fa e che metta al centro la scuola" ha affermato Andrea Cavazzani, candidato Upt. “Il rilancio del mondo culturale ed economico e culturale del nostro territorio passa dalla scuola ed è per questo che servono persone competenti”. A sostenere la stessa necessità è stata anche Paola Depretto, candidata di Autonomia Dinamica che ha parlato di uno “svilimento del mondo scolastico negli ultimi anni dovuto all'assenza di un assessore specifico”. “La scuola – ha affermato - richiede una attenzione particolare e sicuramente ci vuole un assessorato specifico che abbia una competenza di coordinamento generale ma che si avvalga anche di figure molto preparate”.

 

A definire la scuola “un pilastro fondamentale” della nostra società è stata la candidata di Futura 2018 Giulia Bortolotti. “L'assessore all'istruzione – ha spiegato - è mancato in questi anni e si è sentito. Questa è una delle cose che hanno portato grave disagio alla scuola”. A capo del servizio istruzione, ha spiegato ancora la candidata di Futura, “non deve esserci un dirigente che arriva da altri mondi ma qualcuno che capisca la scuola e che sappia quello che va fatto”.

 

Filippo Castaldini, candidato di CasaPound ha sottolineato la necessità “di cambiare rotta rispetto agli ultimi cinque anni”. “Oggi la scuola è diventata una sorta di azienda, i presidi dei manager. Occorre ripartire mettendo al centro gli studenti e questo importante mondo”. Pur condividendo la necessità di un assessore all'istruzione, Filippo Degasperi, candidato del Movimento 5 Stelle, non ha risparmiamo le critiche alle altre forze politiche che oggi chiedono un assessore ma che “quando Ugo Rossi ha deciso di tenersi le competenze nessuno ha eccepito qualcosa”. A sostenere la necessità di un assessore anche la candidata della sinistra, Antonella Valer. “Serve che sia preciso e competente – ha affermato – anche se io credo che il problema non sia l'assessore ma la struttura. Nel sistema scuola c'è una verticalità degli ordini. In fondo ci sono gli insegnanti e gli studenti. Dovrebbe essere invece l'opposto”.

 

Per Mirko Bisesti la scuola questi anni di giunta Rossi “ha subito una mancanza di proposta e di visione di futuro e su quello si deve agire per un forte cambiamento”.

 

A difendere gli ultimi cinque anni di operato del presidente Rossi nella scuola è rimasto solo Walter Viola, candidato del Patt. “E' chiaro che per un verso il fatto che il presidente abbia tenuto le competenze dell'istruzione aveva come obiettivo quello di dare la massima importanza possibile a questo mondo. Poi il presidente ha molto da fare ma è vero che su alcune partite sono stati messi strumenti significativi”.

 

Posizioni diverse tra i candidati si sono viste, invece, sul tema dell'alternanza scuola – lavoro. Per Mirko Bisesti “serve valorizzare il lavoro e quelle scuole professioni che per troppo tempo sono state considerate di secondo ordine”. Per il candidato della Lega è quindi importante l'alternanza scuola lavoro perché “Non serve a nulla fare tutti laureati e poi disoccupati. C'è la necessità di sviluppare maggiori connessioni tra il mondo del lavoro e quello scolastico pur mantenendo quest'ultimo una importante funzione educativa”.

 

"Ogni studente deve  sentirsi libero di fare le esperienze che vuole a seconda della scuola che decide di frequentare". Questo il pensiero della candidata di Autonomia Dinamica, Paola Depretto. “Ognuno – ha affermato - deve fare quello che si sente a seconda della propria inclinazione naturale. Per chi va verso i licei forse l'alternanza scuola - lavoro è più utile all'università”.

 

A concepire la scuola come un luogo “fondamentale per la crescita dei giovani e non funzionale al lavoro” è Giulia Bortolotti di Futura. “Si studia greco antico o fisica non perché poi devo trovare un lavoro in quel campo, ma perché mi sto creando degli strumenti di comprensione del mondo. La scuola non è una azienda. L'alternanza è una innovazione che comunque la lista Futura accoglie positivamente”.

 

Ad annunciare una novità per quanto riguarda l'alternanza scuola – lavoro è stato il candidato Upt, Andrea Cavazzani. “Proprio oggi – ha affermato – la giunta provinciale ha stanziato una ingente quantità di denaro affinché i ragazzi possano svolgere l'alternanza anche all'estero”. Per Cavazzani “è uno strumento importante anche a livello formativo”.

 

A sperare che dal governo nazionale non arrivino depotenziamenti all'alternanza è invece Walter Viola del Patt. “Lega e M5S – ha affermato – nel contratto hanno chiarito che è uno strumento dannoso. La Pat ci sta investendo molto. Per noi è uno strumento assolutamente perfettibile ma l'approccio al lavoro è un aspetto educativo importante”.

 

“Noi arriviamo da 5 anni – ha spiegato Filippo Degasperi – di un governo di centrosinistra che ha avuto la visione di una scuola che serve per formare forza lavoro. Secondo noi la scuola  deve invece servire per formare cittadini. L'alternanza è utile se va in questa direzione, nel preparare studenti ad essere cittadini del domani”.

 

A bocciare l'alternanza è stato invece Filippo Castaldini di CasaPound. “E' stato un fallimento su vari fronti a partire dalle mansioni date allo studente alla loro concretezza fino alla questione del monte ore. Serve una riforma”.

 

Che il limite dell'alternanza sia quello di togliere ore di scuola è il pensiero di Antonella Valer. “Se lo scopo dell'alternanza è immaginare un maggiore rapporto tra scuola e mercato del lavoro non credo sia quello lo scopo. Il mercato del lavoro va per conto suo e ci deve pensare la politica. Gli studenti pensino a diventare dei cittadini con la testa ben fatta”. Per Valer l'alternanza può servire “come esperienza a contatto con il mondo reale fuori dalla scuola per valutare le proprie competenze e la capacità di relazione con il mondo adulto. Serve però toglierne l'obbligatorietà”.

 

Battitore libero rispetto alle domande poste, invece, Paolo Primon, candidato per Popoli Liberi. Per lui l'aspetto fondamentale è “trovare insegnanti che siano veramente all'altezza per insegnare”. “La scuola – ha affermato - deve dare cultura agli studenti, deve permettere una illuminazione culturale”. In merito all'alternanza, Primon ha chiarito che “è il mondo del lavoro che deve entrare nella scuola e non all'incontrario”.

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